“Lo scrigno dei ricordi”: il libro delle “mini storie di gente semplice, onesta e laboriosa”, raccontate da Lucio Tilli

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GROTTAGLIE – “Lo scrigno dei ricordi” (Mandese Editore Srl Taranto  2018) è il libro di Lucio Tilli, che dedica a Giulia, Stefania e Aurora. Illustrato con immagini in b/n tratte dagli  oli dell’artista concittadino Gaspare Mastro, il testo invita ad una sobria  lettura che ci parla, appunto,  di gente semplice, onesta e laboriosa”. Sfogliandone le pagine c’inoltriamo in tenere storielle incantate nel tempo  dell’autore stesso, che lo  rivive e lo narra con delizia  in un elegante volumetto 21×15 a copertina rigida. Novantaquattro pagine ostentano la prefazione di Giulia Mezzolla, affascinata (scrive) dallo scorrere “…di storie raccontate dai nonni, ancor meglio se riscaldate dal dolce tepore della fiamma del camino…”;  lusingata (aggiunge) per essere stata la  prima lettrice scelta da Lucio Tilli (ex dirigente scolastico, docente di storia e filosofia). Ventidue piccoli racconti, pregni di ricordi, accompagnano il lettore fra le righe e  per ognuno di essi, infatti, ne risulta  un tuffo nei giorni della propria  storia! “…e come tutte le cose di questo mondo essi (i giorni)  possono essere belli o brutti, anche se a volte, un brutto episodio del passato, si riveste di un alone che lo rende meno orrendo o, comunque, più sopportabile…”. Poi, fra “…Odori, suoni e voci di antiche stagioni”… il  confine meridionale del paese (chiaramente Grottaglie), si animava d’improvviso di venditori ambulanti e giochi di bambini per strada e  bastavano quegli odori e suoni per scandire ore e stagioni; con un dubbio: ”….chissà se in futuro tutte queste cose saranno come le abbiamo viste oggi…”. L’autore tutte queste cose le ha riscoperte rimarcandone i percorsi; quelli che in questa sua appassionata fatica letteraria tradurrà in palpabili sensazioni autobiografiche e non, fra vicende vissute e frammenti di genuino  quotidiano. Un viaggio a ritroso nel medio secolo scorso, confortato dallo scorrere di penna sapiente e riferimenti storici; e tutto  lascerebbe spazio, senza retorica alcuna,  ai sani sentimenti di una volta, oggi sconvolti da un irrefrenabile progresso, spesso deteriorato di falso buonismo. In questo panorama Lucio Tilli è anche attento ricercatore di oggetti, usanze e luoghi ameni per affetti lontani, alcuni ormai inafferrabili o scomparsi; altri  sopravvissuti, afferrati dalla memoria e custoditi nel “nostro” libro!  L’autore li estrae abilmente dal suo “scrigno” compiacendosi  di narrarli in capitoli stretti gli uni agli altri per analogia luogo – tempo.  Ne  “La badia dei poveri”, trasudano  ricordi di guerra, o, come ne “I giorni della fatica” …per rivivere il duro lavoro nei campi, ed ancora per evocare persone e personaggi; il “Milordo”, per esempio, colto nel suo piccolo mondo intorno a via Caputo,  intento coi suoi infaticabili pennelli ad incantare su tela espressioni umane, floreali e paesaggistiche che la storia vorrà poi affiliare al ricco neorealismo nostrano. Vi leggeremo inoltre eventi tra  fede e superstizione; solidarietà ed invidia; frustrazioni e carezze; giorni di fame e divertimento ed altri  ancora, fino a “Il cuore pulsante della Grottaglie” che fu! Insomma, parliamo di un compendio di tenere e forti emozioni da fruire agevolmente e tutto d’un fiato, attraverso un viaggio nella rimembranza per l’occasione  disseppellita,  a momenti imperscrutabile.  Leggendo, saremo come accompagnati per vicoli, strade e tipiche costruzioni  del più vecchio centro storico: quello che ci appartiene da sempre; a momenti scomparso, per incontrare come in sogno  sguardi di persone a tratti sbiaditi,  ma  intimamente cari ed indimenticabili; o si farà loro conoscenza! E allora,  dunque, buona lettura nel “reame” dei ricordi ancora vivi!

Nino Gemmellaro

 

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Redazione Oraquadra

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