Coronavirus: 821 i casi in Italia, salita a livello “molto alto” l’allerta mondiale

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Sono 821 i contagiati in Italia per il Coronavirus. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile. “Alle 17 le persone ammalate di coronavirus in italia sono 821, a cui si aggiungono 46 guariti e 21 deceduti”. Il capo della Protezione civile, in conferenza stampa, ha sottolineato che 345 persone sono ricoverate negli ospedali e 64 in terapia intensiva. “Le persone decedute oggi sono 4, tre delle quali ultra 80enni e un 77enne. Non sappiamo ancora se sono decedute in conseguenza del coronavirus. Ce lo dirà l’Istituto superiore di sanità”, ha aggiunto.

La Direzione regionale alla Sanità comunica che in Umbria sono stati riscontrati due casi d’importazione di infezione da coronavirus, non riconducibili dunque a focolai locali. Nei giorni scorsi, uno dei due pazienti si era recato in Emilia Romagna mentre l’altro era venuto in contatto a Roma con un residente del comune di Castiglione D’Adda.

Gli ospedali della Lombardia alle prese con l’emergenza coronavirus sono “ai limiti della tenuta”. Lo afferma il professor Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Regione Lombardia. “Gran parte dei letti, nei reparti di Rianimazione, sono occupati da questa patologia – aggiunge – Alcuni ospedali sono in grave crisi, come Lodi e Cremona, dove registriamo un sovraccarico di pazienti”.

“Da ieri Danimarca, Estonia, Lituania, Paesi Bassi e Nigeria hanno registrato i loro primi casi di Covid-19, tutti avevano legami con l’Italia: 24 casi sono stati esportati dall’Italia in 14 Paesi, 97 casi dall’Iran a 11 nazioni”. Lo ha affermato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa. La minaccia per l’epidemia di coronavirus al livello mondiale è stata elevata a livello “molto alto”: il continuo aumento di contagi e del numero di paesi coinvolti in pochi giorni è chiaramente motivo di preoccupazione. Tuttavia, come già ribadito più volte dall’oms, “c’è ancora possibilità di contenere il coronavirus se saranno varate misure aggressive, anche per rilevare in modo tempestivo i contagi, isolarli e identificare la rete di contatti”.

“Non bisogna fare retorica, nessun Paese è responsabile di un’epidemia, nemmeno gli animali hanno colpa se diffondono un virus. Bisogna fare attenzione al linguaggio che usiamo in questo momento di difficoltà, perché lo stigma non sarebbe di alcun aiuto”. Lo ha evidenziato Mike Ryan, a capo del Programma di emergenze sanitarie dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).


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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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