Crisi Gazzetta del Mezzogiorno, Marmo: “Tempo scaduto. Governo, se vuole, può salvare realtà storica”

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Il tempo delle favole, delle note stampa con cui si espone un’evanescente attenzione, è scaduto: o la politica, e precisamente il governo nazionale, dà una risposta immediata sulla crisi della Gazzetta del Mezzogiorno, oppure si ascriverà la responsabilità della chiusura di una realtà economica e culturale con 133 anni di storia alle spalle. Ci saremmo aspettati che gli imprenditori del territorio si riunissero non solo per salvare il giornale, ma soprattutto per rilanciarlo senza imporre tagli dolorosissimi. Ci saremmo aspettati delle soluzioni reali da parte del governo nazionale, che ci sembra l’unico in grado di rimescolare le carte. E, invece, nulla: continuiamo a leggere il giornale che viene pubblicato grazie ai sacrifici immensi, economici e di vita, di tutti i dipendenti e delle loro famiglie. Tutti catapultati, dai giornalisti ai poligrafi, in una crisi senza precedenti.
Nel frattempo, non si fermano sperperi incomprensibili che nessuna persona diligente permetterebbe e che sono frutto di una gestione opaca e disinteressata alla tutela del bene ‘giornale’: come, per esempio, il pagamento del fitto per la nuova sede pur continuando a pagare le spese fisse di quella storica di via Scipione l’Africano. Allora, se esiste la volontà politica, i problemi si risolvono ed è arrivato il momento di fare chiarezza, senza giocare sulla testa dei lavoratori e di un intero territorio di cui la Gazzetta è stata uno dei simboli più prestigiosi.


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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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