Superticket, Zullo*: “E’ chiaro che occorre fare una operazione verità per far capire ai pugliesi cosa sta davvero accadendo”

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All’annuncio trionfale di Michele Emiliano si è subito unito il consigliere regionale della maggioranza Paolo Pellegrino, ma siamo sicuri che sia solo il primo. Per questo occorre fare un’operazione verità nell’interesse dei pugliesi. Quella della diminuzione del superticket da 10 euro a 0,50 centesimi, poi, richiede anche una spolverata sul passato, in modo particolare sulla gestione Sanità a cura del centrosinistra targato prima Vendola e poi Emiliano.

L’operazione verità è presto detta: la diminuzione non è opera del governo Emiliano, ma è intervenuta una norma nazionale che ha imposto alla Regione Puglia di azzerare il ticket sulle visite diagnostiche, stessa indicazione non è stata data per il ticket sulle ricette farmaceutiche, per cui i pugliesi continueranno a pagare 1 euro in più rispetto agli altri italiani. Una cifra esigua? Provate a chiederlo ai malati cronici (diabetici, ipertesi, cardiopatici etc etc) che in farmacia vanno un giorno sì e l’altro pure.

L’operazione passato, invece, è utile a ricordare ai pugliesi come si è arrivati al superticket di 10 euro pagato in questi 15 anni dai pugliesi per ogni visita specialistica in struttura pubblica. Nell’ottobre del 2005, pochi mesi dopo l’insediamento di Nichi Vendola alla presidenza, il Consiglio regionale certificò un avanzo del Fondo Sanitario Regionale di circa 1,5 milioni di euro. La gestione scellerata da parte della Sinistra ha portato, poco dopo, ad azzerare gli avanzi, a sforare il Patto di Stabilità, a creare un disavanzo nel Fondo Sanitario Regionale e quindi a essere conseguentemente costretti ad entrare in Piano di Rientro. Tutto questo ha comportato per i pugliesi dover pagare in più 10 euro di superticket per ricette specialistiche e 1 euro per ricette farmaceutiche. Non solo, il suo Vendola-Emiliano ha dovuto aumentare Irpef, Irap e Accise sui carburanti.

Il centrodestra, anche dall’opposizione con emendamenti alle Leggi Finanziare, ha sempre invitato Vendola prima ed Emiliano poi a eliminare gli odiosi balzelli, anche perché nel frattempo l’11% dei pugliesi rinuncia alle cure sanitarie perché troppo costose, e una buona fetta a parità, praticamente, di costi ha preferito fare gli esami diagnostici dai privati. Insomma, un doppio danno per le casse della Sanità pugliese pubblica.

Mi tocca, infine, aprire un altro capitolo: la riduzione del superticket da sola non risolve i problemi di salute dei pugliesi né potrà determinare risparmio alla loro tasca perché con le liste di attesa che il Presidente-Assessore Emiliano ha creato in Puglia se vuoi o vorrai curarti nei tempi giusto comunque devi ricorrere al privato pagando di tasca tua. Per alcuni esami diagnostici o anche semplici visite specialistiche ormai non si parla più di mesi, ma di anni! C’è un dato che deve attrarre la riflessione dei pugliesi: nella propaganda di Emiliano poco coincide con la realtà dei drammi di chi vive nella sofferenza impotente rispetto ad un servizio sanitario regionale che ritarda le cure e che porta ad aggravare lo stato di salute. A meno che non si va a pagamento.  Ovviamente per chi può!

*Capogruppo Regionale Fratelli d’Italia

 

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Valentina D'Amuri

Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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