APERTAMENTE. Coronavirus, l’importanza di guardare oltre di Valentina D’Amuri

Condividi

La questione è semplice.

Tizio e Caio scrivono su Facebook : “Hanno chiuso le scuole, stanno esagerando, però i supermercati, i ristoranti e il negozio di Zia Pinuccia devono restare aperti”. È chiaro allora che Tizio e Caio non hanno letto il Decreto.

1. “Hanno chiuso le scuole”: ERRATO. Le scuole non sono chiuse. Hanno sospeso le attività didattiche, il che vuol dire che tutto il personale ATA a lavoro questa mattina ci è andato. Ma attenzione! Sapete anche cosa dice la lettera g del decreto? “I dirigenti scolastici attivano per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza”. Wow! Gli insegnanti quindi non avranno 10 giorni di ferie extra (visto che ne hanno già tante durante tutto l’anno, giusto?). Nelle lontane cittadine del Nord, quelle più avanzate, stamattina gli insegnanti a scuola ci sono andati per fare le lezioni in videoconferenza. E non ditemi che non tutti hanno il wifi a casa o un PC se non conoscete le potenzialità di una piattaforma e-learning. Ah già, l’e-learning! Forse serviva davvero un virus per far espandere a tutta la Puglia questa parola, e si spera anche la modalità. Magari si scoprirà anche, finalmente, cosa è un instructional designer… ma questa è utopia, considerando che sinora, ad esempio, nella provincia di Taranto lo sanno soltanto la Marina Militare e l’Università! E indovinate? Hanno sospeso le attività didattiche anche loro, non solo le scuole dei vostri figli che comunque riceveranno lezioni e compiti, quindi indietro col programma non si resterà!

2. Stanno esagerando: ERRATO. Continuiamo il discorso a partire dalle scuole ma attenzione, tutte le scuole non solo quelle del vostro bambino. I locali scolastici sono stati sanificati, bene. Ma solo quelli! In una classe la media è di 20 alunni: 20 alunni=20 case= 20 famiglie. Ora, mi dite voi a cosa serve una scuola sanificata se 20 famiglie di una sola classe frequentano posti diversi che non sappiamo se sono sanificati? Alcuni di questi, devono anche prendere i mezzi di trasporto avendo di conseguenza anche contatti con tante altre persone che non conoscono e non sanno se possono essere potenzialmente infette. Adesso, moltiplicate il tutto per gli 8 milioni e mezzo di studenti totali in Italia. Vi rendete conto che forse la misura non è così esagerata? Stesso discorso vale per gli insegnanti e tutte le altre persone che frequentano la scuola. E, soprattutto, immaginate cosa accadrebbe se un contagio dovesse avvenire all’interno di una scuola. Quando vogliamo sappiamo essere molto cattivi e la colpa diventerebbe del genitore che non ha insegnato al figlio a respirare solo quando sono tutti ad 1 mt di distanza. E in quel caso, altro che sospensione dell’attività didattica. Vi toccherebbe la quarantena, la sospensione da TUTTO. Lavorate? Tranquilli, il governo sta provvedendo anche a questo con altre misure che in giornata dovrebbero già essere approvate per tutelarvi. Inoltre, esiste la capacità di adattamento, quella che viene anche durante le vacanze natalizie e pasquali. In 10 giorni, per un’emergenza mondiale, credo che siate in grado di organizzarvi senza fare troppe storie.
Andiamo oltre le scuole. I numeri reali della vicenda noi non li conosceremo mai ma se si arriva a prendere certe misure non può essere, secondo voi, che il problema sia serio e reale? Lo hanno detto, non è un’influenza, lo capite che è un problema di vaste proporzioni e che non conosciamo ancora? Informatevi, leggete i numeri, leggete le statistiche, rimanete sempre aggiornati e, soprattutto, non capite solo ciò che volete capire. Non è allarmismo, si chiama informazione.

3. Chiusura di tutto il resto. ERRATO. Noto, innanzitutto, che vi è davvero a cuore l’andamento economico del nostro Paese, ignorando completamente quelle che potrebbero essere le conseguenze di un fermo di tutte le attività. Inoltre, se questa sera vi venisse detto che tutti i supermercati di Grottaglie, compreso il negozio di zia Pinuccia alla quale fate sempre affidamento, chiudono fino al 15 marzo, che fareste? Riuscite ad immaginarle le scene da Apocalisse? No, io credo di no. Saremmo tutti colti dal panico e dalla disperazione e sapete a cosa portano? Allo sciacallaggio. Semplice pensarli certi individui che vagano come zombie armati in giro per le città a rubare nelle case delle persone e a distruggere le vetrine dei negozi. Per non arrivare a queste scene da fantascienza, si prendono apposta queste misure precauzionali. Le stesse misure alle quali devono adeguarsi anche ristoranti, discoteche e centri commerciali. Dove avete letto che non sono interessati dalla situazione? Ognuno di loro sta mettendo in atto tutte le misure a cui sono obbligati ad attenersi e sono da apprezzare quelle imprese che si fanno venire nuove idee, avendo capito la perdita potenziale dei clienti, giocando sulla situazione. Questa è la capacità di adattamento di cui parlavo prima, per trarre il meglio da una situazione di svantaggio.

Quindi, oltre al categorico metro di distanza, vi invito a vedere oltre la vostra casa e oltre le vostre esigenze perché in questo caso il problema non è chi fa la Legge ma chi non legge, le righe e tra di esse.

 

Condividi

Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

Lascia un commento