Vertenza ex Ilva, Sud in Movimento: La tutela del territorio è sempre uno dei motivi principali della nostra politica

Condividi

In queste ore leggiamo, ancora una volta, di uno schema di accordo tra Ilva in AS e Arcelor Mittal che peggiora nettamente la situazione del territorio, di fatto svendendolo, sia dal punto di vista ambientale che occupazionale. Che l’attuale gestore fosse del tutto inaffidabile era chiaro da tempo.

Il Governo, con in testa alcuni Ministri, purtroppo ripercorre le orme degli esecutivi precedenti, peggiorando il piano ambientale, quello industriale e glissando sulla valutazione del danno sanitario. Oltre al danno, la beffa della previsione di altro spreco di soldi pubblici in un’operazione fallimentare, dopo i circa 4 miliardi di euro dei contribuenti buttati negli anni di commissariamento e amministrazione straordinaria.

In questi giorni è finalmente emersa una posizione determinata del Sindaco di Taranto sulla vicenda ex Ilva, fondata su atti amministrativi e dichiarazioni pubbliche.

C’è un’ordinanza che intima azioni da compiere a tutela della salute pubblica. Di questa ordinanza andranno attentamente monitorati osservanza e rispetto dei tempi indicati.

Ci sono prese di posizione pubbliche da parte del Sindaco Melucci, ribadite anche nel corso dell’incontro con le associazioni che hanno sottoscritto Piano Taranto, che rivendicano un accordo di programma sul modello di Genova, con chiusura dell’area a caldo e una valutazione del danno sanitario che verifichi i livelli di compatibilità di quella a freddo.

Sosteniamo la posizione di questi giorni del Sindaco di Taranto su ex Ilva e, allo stesso tempo, deve essere chiaro che indietro non si torna. Abbiamo alle spalle quasi otto anni di promesse non mantenute, incidenti, morti sul lavoro, cassa integrazione, lavoratori trattati come merce, fenomeni emissivi continui, specie negli ultimi mesi.

Dati i trascorsi, di fronte al futuro che ci sta per riservare anche questo Governo, non c’è più tempo da perdere e non ci sono altre promesse a cui credere. Serve un fronte comune e ampio del territorio che rivendichi, con coraggio e forza, un futuro di alternative, che è quello di cui intendiamo ragionare.

Ogni misura orientata alla riconversione produttiva va preceduta dalla chiusura delle fonti inquinanti e degli impianti insicuri, a causa dei quali i cittadini continuano a rischiare la loro salute e i lavoratori anche la loro incolumità. E’ giunto il momento di pretendere un rigoroso piano di investimenti pubblici adeguati, finalizzati a bonifiche, riconversione economico-industriale del territorio, garanzia dei redditi dei lavoratori e loro riqualificazione per il reimpiego.

Ci sono momenti in cui una comunità deve dimostrarsi matura e coesa, al di là delle diverse posizioni politiche, della critica legittima e delle differenze. Ci sono temi, come quello che attiene alla tutela della vita e a un modello di sviluppo da riprogrammare, che richiedono senso di responsabilità e non speculazione. Questo non significa rinunciare alle proprie idee, né corrompersi in alcun modo. Ciascuno deve fare la propria parte e sarà misurato sul rispetto della propria parola, senza protagonismi o voglia di visibilità.

La tutela del territorio è sempre stato uno dei motivi principali che ci hanno spinto a dedicare tempo delle nostre vite alla cosa pubblica. È valso per la discarica di Grottaglie, vale e varrà per l’ex Ilva di Taranto e per ogni luogo.

 

 

Sud in Movimento – Segreteria

 


Condividi
Redazione Oraquadra

Redazione Oraquadra

La redazione.

Lascia un commento