Il sindaco Ciro D’Alò umilia, ancora una volta, pubblicamente la giornalista Lilli D’Amicis – nota di SocialMedia APS

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Nella giornata di ieri, Giornata Internazionale della donna, il giornale OraQuadra è stato, nuovamente, oggetto di critiche pubbliche da parte del sindaco D’Alò e di cittadini che non perdono tempo a seguirne le orme nella maniera più brutale possibile, quella della gogna pubblica.

Nello specifico, il sindaco sulla sua pagina ufficiale Facebook ha riportato lo screen di una notizia postata dal Direttore del giornale, Lilli D’Amicis, dal seguente testo: “Grottaglie – stanno arrivando autobus dal nord, ad attendere i passeggeri provenienti dal nord ci sono agenti di Polizia, ambulanze e parenti. A tutti quanti è stato impedito di scendere dai mezzi e quindi poi far ripartire gli autobus per destinazioni ignote. Notizia in aggiornamento.”, con in allegato foto dei bus della Marino, ambulanza e forze dell’ordine. Lo screen della notizia è accompagnato dal seguente commento del sindaco: “In un momento così difficile e delicato non POSSIAMO ASSOLUTAMENTE pensare a chi diffonde notizie non vere. In questo momento a Grottaglie non sono arrivati autobus dal Nord. Quelli che vengono ripresi nelle foto che stanno circolando in rete erano in partenza. L’unico autobus che attendiamo da Milano, che doveva arrivare alle ore 18.05, non è ancora giunto a destinazione. Per favore, non veicoliamo notizie non verificate. L’Amministrazione comunale è disponibile per qualsiasi chiarimento in caso contrario saremo costretti a denunciare i responsabili per procurato allarme.”

Detto questo, l’associazione SocialMedia APS, editore del giornale OraQuadra, con questa nota vuole mettere in chiaro alcune cose.

È, innanzitutto, palese l’intento del sindaco di voler distruggere e mettere in cattiva luce, ogni volta pubblicamente essendo egli abituato a parlare della giornalista sulle sue pagine social, il lavoro che la stessa svolge. Non è un caso che la giornalista abbia scritto “Notizia in aggiornamento”: i dati forniti avrebbero potuto subire modifica proprio per l’incertezza e la confusione del momento. I Vigili Urbani e le autoambulanze erano davvero presenti sul posto, i bus anche. Ci sono video e foto che testimoniano tutto questo. L’inesattezza della notizia era relativa alla destinazione dei bus, i quali non erano, in realtà, in arrivo ma in partenza. Allora, ci chiediamo e soprattutto vi chiediamo: perché il primo cittadino, anziché creare una situazione di gogna mediatica contro la giornalista e perdendo tempo a scrivere un post contro di essa, non ha contattato la stessa procurando le informazioni necessarie per aggiornare la notizia nella maniera più chiara possibile e in tempo reale? Perché il suo mezzo più efficace è stato, ancora una volta e non ci stancheremo di ripeterlo, quello di scrivere un post che ha portato Lilli D’Amicis all’umiliazione pubblica? Perché non è intervenuto quando ha letto che molta gente ha offeso, pesantemente, Lilli non solo giornalista ma anche donna, madre e nonna?

Oltretutto, riteniamo oltremodo inopportuno incolpare Lilli D’Amicis per procurato allarme. Avvisare la cittadinanza della presenza dei presidi di Protezione Civile, Croce Rossa e Polizia Municipale  ha sicuramente l’intento di tranquillizzare la cittadinanza sul fatto che tutte le misure precauzionali che devono essere messe in atto vengano svolte nella maniera più efficace possibile. Tant’è che nessuno dei lettori che ha commentato la notizia sul profilo personale di Lilli D’Amicis ha espresso paura e disperazione ma, anzi, soddisfazione per il lavoro svolto da parte delle persone coinvolte.

Se proprio vogliamo parlare di procurato allarme, perché Ciro D’Alò non ha preso di mira anche chi, nei commenti al suo post, ha diffuso la notizia dell’arrivo di untori dal nord?

Ancora una volta viene dimostrato l’atteggiamento inadeguato del sindaco che utilizza la sua pagina Facebook, una pagina che dovrebbe avere carattere istituzionale, per risolvere le sue beghe personali contro una donna per cui prova una gratuita e infondata antipatia.

Precisiamo che da un anno ormai OraQuadra fa capo alla nostra Associazione e che quindi non è più riconducibile alla sola persona di Lilli D’Amicis, bensì a tanti altri professionisti il cui intento è quello di promuovere e diffondere la cultura e l’informazione. Il nostro giornale ha contato, solo nell’ultima settimana, oltre 100mila lettori e la nostra redazione sta lavorando, notte e giorno, per tenerli sempre aggiornati in questo momento di crisi mondiale. Tutte le notizie che forniamo sono verificate e accertate, provenienti da uffici stampa e agenzie affidabili. In particolare, gli aggiornamenti sui numeri del coronavirus vengono forniti sempre dopo le 18 in concomitanza con la conferenza stampa della Protezione Civile.

Ieri la notizia fornita non era corretta al 100% ma la stessa Lilli D’Amicis aveva sottolineato la possibilità che fosse soggetta a cambiamenti e l’ha modificata non appena ha ricevuto ulteriori conferme. La modifica stessa della notizia è da considerarsi un’ammissione dell’errore. Perché allora insistere insolentemente contro di lei?

Denunciamo, dunque, l’atteggiamento scorretto, inopportuno, inadeguato e poco signorile del primo cittadino il cui fine è stato il mero sottoporre Lilli D’Amicis ad un’umiliazione pubblica, visti gli strumenti e le parole scelti per chiarire la vicenda. Denunciamo l’atteggiamento di tutti quei cittadini che hanno assecondato questa gogna mediatica, proprio nel giorno dedicato alla Donna (non venite più a parlarci di rispetto!), diffondendo oltretutto l’errato messaggio che il giornale OraQuadra ha più volte diffuso notizie false.

Ringraziamo i nostri lettori, leali e corretti, che apprezzano il nostro lavoro e invitiamo il sindaco Ciro D’Alò ad avere un confronto con l’Associazione, editore del giornale, la quale non si piega a conflitti politici e vuole essere solo d’aiuto in questo momento così difficile. Noi siamo pronti a collaborare e fare, come sempre, il nostro onesto lavoro.

Associazione SocialMedia APS


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