Appello del dott. Cosimo Nume presidente dell’Ordine dei Medici di Taranto

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Da medico, dunque da persona “costretta” ad uscire di casa perché, soprattutto in questo momento la sanità ad ogni livello è una esigenza primaria, devo registrare il senso civico e l’ammirevole compostezza con cui i miei concittadini si sono immediatamente adeguati alle restrizioni che questa emergenza impone.
Le strade sono deserte, i centri commerciali quasi vuoti, la massima parte di noi rispetta le regole sulle distanze di salvaguardia.
Questo mi rende orgoglioso di essere cittadino di questa meravigliosa terra che in questi giorni uno splendido sole, quasi inutilmente, illumina.
Da qui l’invito a continuare così.
Restiamo in casa, non usciamo se non è strettamente necessario spostarci; in quel caso adottiamo tutte le regole di igiene e buon comportamento ormai ampiamente note.
Credetemi, è la maniera migliore per combattere questa battaglia e vincere la guerra contro questo subdolo ed insidioso nemico, che come un cecchino può essere appostato dovunque e colpire chiunque.
C’è tuttavia una considerazione molto importante da fare.
I dati statistici riferiti alle regioni del nord Italia mostrano ancora oggi un incremento progressivo dei contagi, per cui è inevitabilmente necessario riflettere sul fatto che molti dei casi che oggi diventano manifesti covassero silenziosamente già da molti giorni in quel cratere epidemico, rivelando soltanto ora, e purtroppo sarà così ancora nei prossimi giorni, il proprio potenziale distruttivo.
In quella terribile notte in cui l’estensione delle misure di emergenza all’intero paese ha rivelato la straordinaria drammaticità del pericolo che ci assedia, molti dei nostri ragazzi hanno scelto di rientrare precipitosamente nella nostra terra, nelle loro famiglie.
Nessuno vuole colpevolizzarvi, probabilmente anch’io nella medesima situazione avrei fatto la stessa cosa.
Tenete a mente però che nelle zone da cui siete tornati, la virulenza di questo terribile nemico è ancora altissima, ed è purtroppo altamente probabile che ne siate venuti a contatto.
Molti di voi hanno viaggiato stipati nei vagoni ferroviari, in una promiscuità che la situazione avrebbe dovuto sconsigliare.
In ogni caso, tutti voi siete un potenziale pericolo per voi stessi, per le persone care che siete tornati a riabbracciare, per l’intera comunità che volentieri vi riaccoglie.
A voi rivolgo un appello: siete quelli che più di tutti devono rigorosamente osservare l’isolamento domiciliare, e anche all’interno delle vostre case dovete assolutamente evitare il contatto stretto con i vostri familiari e rispettare rigorosamente le norme igieniche.
Se non l’avete ancora fatto, affrettatevi a compilare il modulo di autodenuncia all’Autorità Sanitaria e mettetevi in contatto con il vostro medico di famiglia che vi fornirà tutte le istruzioni necessarie per ridurre al minimo i rischi.
Sappiate che nulla vi renderà così completamente adulti quanto l’assunzione, in questi tempi difficili, delle vostre responsabilità.


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Redazione Oraquadra

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