Farmaci ai tempi del Covid-19 – di Massimiliano Cinque*

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Corrono via social, chat e gruppi, informative riguardo l’uso dei farmaci in questo triste momento. C’è chi grida al miracolo, c’è chi sconsiglia vivamente la somministrazione e c’è invece chi grida al classico, inesorabile, complotto. I farmaci di cui si parla in questo momento sono gli anti-infiammatori, i sartani e ACE-inibitori, gli antivirali e gli anticorpi monoclonali. Andiamo con ordine.

Anti-infiammatori: Dato il susseguirsi di post e note vocali sull’assunzione di Iburpofene, l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha emanato una nota nella quale spiega la realtà dei fatti, ed afferma che: il peggiorare delle infezioni, in sede di revisione dei FANS, si è vista nella cura della varicella ed altre infezioni batteriche, ma che tutto ciò è comunque già noto e scritto nel foglietto illustrativo di tutti i farmaci appartenenti a questa classe. Chi ha contratto la malattia da COVID-19 può assumere ibuprofene e/o paracetamolo, sempre, rispettando la dose minima consigliata. Inoltre l’EMA ha dichiarato che avvierà uno studio epidemiologico per confermare o rigettare questa possibile interazione.

ACE-inibitori e sartani: Classi di farmaci utilizzati per la cura dell’ipertensione (rampiril, enalapril, losartan, valsartan e altri). Qualche giorno fa su una nota rivista scientifica si ipotizzava come l’utilizzo di questi farmaci agevolasse l’infezione. Al momento è solo un’ipotesi studiata in vitro, quindi non sull’uomo, e pertanto chiunque assuma questi farmaci, che sono di importanza assoluta, non deve in nessun modo sospendere la terapia.

Antivirali: Le molecole maggiormente note al pubblico, in questo momento, sono: Remdesvir e Umifenovir. Il primo è un farmaco che è attualmente nell’iter di approvazione, ma AIFA e ditta produttrice hanno raggiunto un accordo sull’uso compassionevole per i soggetti affetti da infezione grave ricoverati in terapia intensiva e, in parallelo, hanno avviato uno studio clinico per accertare efficacia e sicurezza. L’altro farmaco è noto al pubblico come Arbidol. È un antivirale commercializzato solo in Russia e che non è approvato né in Europa né negli USA. In Cina è stato utilizzato su alcuni pazienti in associazione ad altre terapie farmacologiche, ma al momento i dati e il campione di pazienti sono scarsi e le analisi sono di qualità scientifica non buona. Pertanto non vi sono comprovate evidenze scientifiche sull’utilizzo.

Anticorpi monoclonali: il Tocilizumab è un farmaco biotecnologico utilizzato per la cura dell’artrite reumatoide e per il trattamento della sindrome del rilascio di citochine (per dirla semplice sono postini delle cellule del sistema immunitario). Si è notato come nei pazienti gravi affetti da infezione da COVID-19 l’utilizzo di questo farmaco faccia regredire la malattia. Pertanto AIFA in accordo con l’Istituto Nazionale per lo studio dei tumori di Napoli ha avviato uno studio per valutare efficacia e sicurezza e, quindi, approvare un utilizzo off-label.

In conclusione. I farmaci sono un potente strumento che migliorano la vita di tutti e quindi non lasciate che dicerie o false informazioni attanaglino la vostra conoscenza. Per qualsiasi informazione o dubbio contattate sempre il vostro medico o farmacista di fiducia.

Dott. Massimiliano Cinque  Tecnico  scientifico AIFA

 

 

 

 

 

 

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Redazione Oraquadra

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