APERTAMENTE. “Emergenza CoronaVirus, è il momento di fare appello a chi può fare la differenza” di Oreste Tombolini*

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Siamo in una situazione di emergenza, non solo noi come nazione ma anche buona parte del mondo. La sua gestione è cosa molto seria e dovrebbe essere affidata a un team di specialisti che sappia organizzarsi e procedere in varie direzioni. Certo l’azione primaria deve essere tesa a contenere la pandemia con il meno danno possibile, sia in termini di vite umane sia dal punto di vista economico nell’attesa che l’Uomo trovi una soluzione definitiva. Poi ci sarebbe altro da capire: chi o cosa ha causato tutto ciò. Le ipotesi in tal senso sono molte, eccone alcune. Errore umano? Intervento mirato a far crollare l’economia mondiale? Intervento voluto verso un Paese in particolare e poi sfuggito di mano? Attentato terroristico? Oppure è la natura che si ribella all’intervento estremamente invasivo dell’uomo nei suoi confronti? Certo in tal caso le forze che potrebbero essere messe in campo otterrebbero effetti molto più devastanti, pensate ad esempio all’eruzione contemporanea di due o tre dei più grossi vulcani della Terra!

Ma torniamo alla gestione della situazione Italiana, la cui responsabilità non può che ricadere sulla classe politica e le misure individuate dovrebbero essere implementate dall’esecutivo. Le risorse da mettere in campo sarebbero molteplici e variegate. Non mi pare che i vari attori stiano svolgendo i loro propri compiti né che si stiano mettendo in campo le risorse più appropriate per risolvere i vari problemi nel modo giusto. Pensiamo alle alternative che dovrebbero essere considerate. Faccio un esempio. Si sa che in questi momenti c’è sempre chi ne approfitta. E allora perché si vedono in tv forze dell’ordine che controllano l’attuazione delle misure restrittive dettate dall’Esecutivo? Non si potrebbe assegnare tale compito alle Forze Armate e lasciare che carabinieri, poliziotti e guardia di finanza svolgano i loro specifici compiti per il contrasto alla criminalità di tutti i tipi?

È giusto che il Presidente del Consiglio dica che le misure adottate sono il frutto delle consultazioni con gli specialisti segnatamente medici e virologi e protezione civile. Ma non può essere sufficiente in questo momento. I problemi da risolvere sono tanti, alcuni ancora da individuare. E allontanare l’impressione che le misure adottate siano solo il frutto di decisioni dettate esclusivamente da fattori contingenti. Prima di tutto sarebbe necessario fare un esame della situazione con i precedenti se ce ne sono di questo livello. Esame che dovrebbe essere affidato ad analisti che siano collegati direttamente con gli elementi di organizzazione capaci di passare le loro conclusioni a chi poi dovrà passare alla parte esecutiva. Ciò non prima di aver individuato le possibili soluzioni che testate sul campo dovrebbero indurre le necessarie correzioni dedotte dalla loro messa in atto e in definitiva dai risultati conseguiti. Da militare non capisco, o non percepisco, perché non si faccia riferimento a elementi di organizzazione già pronti, allenati e strutturati per gestire le emergenze, ad esempio gli alti comandi della Difesa. Certo ci sarebbe bisogno di conferirgli i poteri più appropriati ma facendoli operare alle dipendenze dell’esecutivo tali problemi si potrebbero risolvere. Si, perché in questo caso la strategia diventa un elemento fondamentale. E sono sicuro che alcuni militari potrebbero dire la loro a ragion veduta!

Non penso si possa aspettare oltre. Un mio vecchio istruttore incursore mi diceva che le crisi, quelle serie richiedono tempo per essere risolte e hanno bisogno per essere gestite da persone capaci e preparate, nessuno spazio deve essere lasciato all’improvvisazione. I decisori ai vari livelli dovrebbero curarsi inoltre di avere l’alter ego perché se crollano per il super lavoro, sicuramente logorante, potrebbero perdere la lucidità e assumere in conseguenza decisioni sbagliate.

Il concetto sopra esposto dovrebbe essere applicato a tutta la Nazione e al fianco delle figure ai cui fanno capo le varie responsabilità specifiche, fino ai sindaci dei vari comuni, potrebbe essere opportuno creare delle figure momentanee con le quali consigliarsi. I sindaci poi sono quelli più a diretto contatto con le risorse che ogni singolo individuo può mettere in atto, Si, sto parlando di mobilitazione generale ovviamente riferita a singole potenzialità utili ai fini della missione ! Non solo di medici e infermieri che sono già coinvolti.

Certo, in definitiva è necessario essere positivi, e credere nelle capacità degli uomini di risolvere i problemi ma penso che sia necessario essere anche realisti! Mai come in questo momento le capacità dei decisori, per la maggior parte politici, influirà sul destino della nostra Nazione.

(NdR: solo un piccolo dettaglio biografico https://www.avvenire.it/attualita/pagine/eravamo-pronti-a-liberare-moro)

Amm. Oreste Tombolini      Incursore e già Comandante Marines italiani (fucilieri di Marina Militare)

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Redazione Oraquadra

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