Non è il momento di scioperare è il momento del dialogo della concordia

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Le Rsu, Rls e Rsa debbono vigilare e coinvolgere strutture preposte (Asl, Ispettorato del lavoro, forze dell’ordine, Prefetto

Nel momento in cui tutto il Paese è chiamato a fronteggiare una crisi senza precedenti, il sindacato ha operato per la tutela della salute dei lavoratori con grande efficacia. Ha stipulando migliaia di accordi in tutto il Paese e anche nella nostra Provincia, imponendo alle aziende di abbandonare la logica del “profitto a tutti i costi”, garantendo che fossero prese quelle misure contenute nei protocolli governativi che assicurano che la continuità produttiva possa avvenire nel pieno rispetto della salvaguardia della salute dei lavoratori, a partire da un utilizzo esteso dello smart working che oggi interessa centinaia di migliaia di lavoratori.

Nelle aziende dove questo non è possibile, si stanno stipulato accordi di cassa integrazione salariale che consentono delle fermate temporanee al fine di sanificare i luoghi di lavoro e di permettere modifiche all’organizzazione in grado di prevedere le distanze di almeno un metro, la chiusura degli spazi comuni e la sanificazione di tutti i locali. Ora, il nuovo decreto governativo impone la chiusura di gran parte dei luoghi produttivi fino al 3 aprile creando delle zone di confusione che disorientano i lavoratori, affidando ai prefetti delle competenze che non possono essere esercitate con efficacia.

La Fismic Confsal ritiene però che anche in questa fase debba prevalere il buonsenso e che si possa evitare il ricorso a forme di lotta che, stante il periodo drammatico, sarebbero sbagliate e incomprensibili, i lavoratori possono essere coperti automaticamente dagli ammortizzatori sociali e non messi in sciopero, comprimendo ulteriormente il reddito. Il momento è drammatico e non occorre peggiorare ulteriormente il clima sociale oltre a quello epidemiologico. Ci sono tutti gli strumenti per verificare che la continuità produttiva non avvenga a danno dei lavoratori, compresa la richiesta di sanificazione dei trasporti pubblici e la dotazione di maggiori strumenti di protezione individuale per tutte le categorie di lavoratori che prestano servizio.

Per questi motivi la Fismic Confsal ritiene sbagliata la decisione di alcune regioni di proclamare scioperi che non risolvono nessun problema anzi, rischiano di aumentare una situazione già drammatica.

La Fismic Confsal invita il Governo a chiarire le zone d’ombra lasciate dal decreto di domenica e chiede anche a livello locale a tutte le forze sociali di contribuire, ciascuna per la sua parte, a continuare a dare il proprio contributo perché l’Italia e in particolare il nostro territorio, già martoriato da una profonda crisi economica e occupazionale, esca da questa situazione drammatica potendo ripartire con efficacia e rapidità. La segreteria Territoriale di Brindisi in uno alla FISMIC CONFSAL Nazionale.

Brindisi 24/03/2020

Il Segretario Territoriale Fismic Confsal

 

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Redazione Oraquadra

Redazione Oraquadra

La redazione.

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