Carceri: le mascherine “Carta Igienica” rifiutate dalla Lombardia, date in dotazione alla Polizia Penitenziaria

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Abbiamo ancora in mente le parole del presidente della regione Lombardia Fontana e dell’assessore al welfare Gallera, e non solo , che pubblicamente denunciavano l’inadeguatezza delle mascherine mandate dalla protezione civile, bollandole come “carta igienica” e non adeguate per proteggere gli operatori, rincarando poi la dose dicendo che la carta igienica era migliore.

Sempre su quelle mascherine un Ministro della Repubblica, pugliese, ci aveva scherzato mostrandosi in pubblico ben appesa all’orecchio.

Lo vorremmo vedere quel ministro giornalmente che tipo di mascherina indossa, ma questo oltreché essere una boutade non fa danni a nessuno.

I danni invece quelle mascherine (se quello che è stato detto risulta essere vero), potrebbero farle nelle carceri pugliesi con la compiacenza del DAP che nulla ha obiettato quando la protezione civile le ha distribuite.

Che il Ministro Bonafede o il capo del Dap Basentini con il loro entourage non indossano quelle mascherine non ci interessa , ma il fatto che abbiano autorizzato la distribuzione ai poliziotti penitenziari che giornalmente lavorano a stretto contatto con la popolazione detenuti, ci preoccupa molto.

A questo punto tanti sono i dubbi che assalgono i poliziotti penitenziari sulla effettiva volontà delle Istituzioni, di fare tutto il possibile per evitare la diffusione del coronavirus nelle carceri.

Abbiamo chiesto tamponi per i poliziotti penitenziari che ogni giorno sono a stretto contatto dei detenuti a partire dal Ministro, Capo del Dap, protezione civile, ASL, inutilmente.

Abbiamo chiesto DPI adeguati per preservare i detenuti da qualsiasi possibilità di contagio e ci mandano la “carta igienica”, oppure fanno fare le mascherine alle detenute con tessuto che non offre alcuna protezione.

Perché nessuno si preoccupa di preservare le carceri da focolai che potrebbero diventare esplosivi con tragedie immani?

Non è che qualcuno stia aspettando proprio qualcosa del genere e sull’onda dell’emergenza concedere “amnistie” “condoni” ecc.ecc. per svuotare le carceri?

La prova è stata la rivolta delle carceri di qualche settimana fa, ove i detenuti(se togliamo i responsabili), si sono visti concedere come primo assaggio, la detenzione domiciliare.

Come pure sempre più spesso appaiono sui mass media(per ultimo le iene) articoli e servizi(senza contradditorio) con l’aiuto di “poveri” familiari di detenuti,(forse quelle stesse persone che hanno partecipato ad aggressioni a poliziotti in occasione di arresti dei loro parenti, oppure partecipato attivamente dall’esterno alle rivolte dei giorni scorsi) cercano di capovolgere la realtà .

Chissà perché le iene(vigliacche) non vanno ad intervistare le vittime che forse sono su sedie a rotelle, o peggio, invece dei poveri parenti di questi bravi delinquenti, che nell’ultimo anno hanno aggredito più di mille poliziotti.

Vogliamo sperare che questi dubbi vengano dissolti al più presto attuando quei provvedimenti richiesti dal SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria, quali i tamponi per i poliziotti penitenziari e la fornitura di DPI adeguati, in mancanza di ciò i dubbi diventeranno sempre più grandi ed assillanti.

P.S. Vorremmo infine che ci dicessero quanto sono state pagate dalla protezione civile queste c.d. “mascherine”

Federico Pilagatti

Segretario Nazionale


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Redazione Oraquadra

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