Emergenza Covid-19: il grido di allarme dei medici e dei dirigenti sanitari della Fassid

Condividi

Una delle tende allestite per il pre-triage.

I professionisti della FASSID (tra cui medici radiologi, farmacisti, medici dei distretti, psicologi,fisici, patologi clinici) stanno rispondendo con abnegazione e spirito di sacrificio alla “chiamata alle armi”, combattendo da giorni in prima linea il nemico comune; a loro si è chiesta resilienza, lavoro indefesso, rinuncia a congedi ordinari e riposi, distanziamento sociale. I medici e i dirigenti sanitari della FASSID hanno segnalato ai loro Rappresentanti Aziendali di Taranto situazioni di elevatissimo rischio professionale in corso di emergenza Covid-19. I componenti della Segreteria Provinciale FASSID, dott. Antonio Saponaro (coordinatore provinciale), dott. Osvaldo Blasi, dott.ssa G

 

iuseppina Mingolla, dott.ssa Anna Piccinni hanno ritenuto opportuno informare i vertici dell’ASL Jonica, chiedendo verifiche urgenti sulla corretta applicazione delle misure di prevenzione e protezione del rischio di contagio degli operatori sanitari. Il responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell’ASL in data 18.03.2020 ha riscontrato l’istanza della FASSID comunicando che si sta provvedendo ad un’equa distribuzione dei dispositivi di protezioneindividuale a garanzia dell’esercizio in sicurezza della professione.

Nonostante queste dichiarazioni rassicuranti, di fatto, sia negli Ospedali che nei Servizi Territoriali dell’ASL si continua a vivere un’emergenza nell’emergenza.   Si combatte nelle corsie e sul territorio senza idonee protezioni, mettendo a rischio la propria vita e quella dei propri familiari; ad essere a rischio, in questo delicato momento, oltre al benessere psico-fisico dei dirigenti, è la tenuta del sistema sanitario.

Queste le principali criticità, di cui sono stati informati per conoscenza anche gli Ordini Professionali dei Medici e dei Farmacisti, attraverso la Segreteria Provinciale della FASSID Taranto:

Micronizzatore a secco per la disinfezione della superfici e dell’aria in ambienti dove hanno stazionato pazienti infetti o potenzialmente infetti. Nell’immagine la sala TC dell’Ospedale Giannuzzi di Manduria. Analogo dispositivo non è disponibile in tutti i presidi dell’ASL.
  • mancano dispositivi di protezione individuale in alcune Unità Operative di Radiodiagnostica dell’ASL; in particolare , pur in presenza di percorsi Covid attivi, in molte Strutture scarseggiano guanti antivirali, tute, visiere ed occhiali protettivi;

    Kit omologato per la protezione individuale di TSRM (tecnico di radiologia). Alcune delle Unità Operative di Radiodiagnostica dell’ASL sono rimaste sfornite di tali kit una volta esaurito il primo rifornimento.
  • risulta elevato il rischio di esposizione dei Farmacisti Ospedalieri e/o Territoriali, cui non sono stati destinati dispositivi di protezione individuale; tali professionisti sono categoria altamente a rischio, causa dispensazione diretta a pazienti e ad altri utenti che giungono numerosissimi ogni giorno presso le Farmacie dell’ASL; alla normale attività di distribuzione diretta si è aggiunto l’abnorme afflusso di tutta l’utenza interna del personale sanitario ed ausiliario che accede costantemente alle Farmacie Ospedaliere per la necessità di rifornirsi dei dispositivi di protezione individuale, distribuiti in maniera contingentata, esponendo le farmacie ad un rischio incalcolabile per numero e per tipologie di contatti;
  • la distribuzione dei dispositivi di protezione sul Territorio è avvenuta in maniera disomogenea; a tutt’oggi alcuni tra i servizi territoriali dell’ASL che si fanno carico di pazienti ad alta fragilità sono impossibilitati a garantire la continuità assistenziale perché non dotati dei necessari dispositivi di protezione individuale;
  • nonostante le raccomandazioni all’igiene delle mani negli Ospedali e nei Servizi Territoriali dell’ASL Taranto i dispenser di soluzione disinfettante non sarebbero mai stati ricaricati dopo l’esaurimento della prima fornitura o addirittura in alcuni casi mai dotati di prodotti igienizzanti;
  • il trasporto dei pazienti sospetti e/o infetti alle sale TC e dalle sale TC ai reparti di degenza metterebbe a rischio sia gli operatori sanitari coinvolti, sia gli utenti che potrebbero stazionare lungo il percorso utilizzato per il trasferimento;
  • molti dei Presidi Ospedalieri dell’ASL non sarebbero stati dotati di dispositivi di bonifica ambientale da utilizzare per la sanificazione di ambienti non aerabili, come ascensori e sale TC.

 

In riferimento alla generale carenza di dispositivi di protezione individuale, documentata a livello nazionale, non conosciamo la reale giacenza di dispositivi in ASL Taranto, ne’ i criteri con cui essi siano stati sinora distribuiti, pur a parità di livello di rischio, alle diverse Unità Operative Aziendali, Ospedaliere e Territoriali.

Lecito domandarsi se la

La scarsa fornitura non consente la sostituzione del prodotto disinfettante una volta terminato.

normativa vigente in materia di sicurezza sul lavoro, ed in particolare il D.Lgs. 81/08, venga applicata allo stesso modo su tutto il territorio Jonico, da Castellaneta a Manduria.

Supporti-dispenser di soluzione igienizzante per le mani.

L’ASL Taranto nella modalità di distribuzione dei dispositivi non tiene in considerazione che nei presidi non-Covid ci sono percorsi Covid attivi, che impongono la necessità inderogabile di rifornire adeguatamente anche le Strutture non identificate come Ospedale di riferimento per la gestione dell’emergenza in atto.

Una disposizione perentoria determinerà a partire da oggi 26.03.2020 il trasferimento di ventilatori polmonari in dotazione alle Strutture Complesse di Radiodiagnostica, di Pronto Soccorso e di Rianimazione del P.O. Orientale presso locali individuati nel P.O. Moscati. Non si considera che il P.O. Orientale è l’unico tra i presidi non-Covid dell’ASL di Taranto ad essere anche sede di Terapia Intensiva. Presso il P.O. Orientale è stato inoltre allestito un reparto di osservazione Covid, dove stazionano pazienti sospetti in attesa di test specifico; durante la loro degenza tali pazienti si possono complicare dal punto di vista della funzionalità respiratoria e potrebbero necessitare pertanto di intubazione e ricovero in terapia intensiva. Temiamo che possa sorgere il problema di dover gestire pazienti che necessitano di alta intensità di cure in un’area geografica che resterebbe completamente scoperta e mal collegata dal centro di riferimento più vicino.

Task force di 21 psicologi che forniranno sostegno psicologico ai cittadini ed agli operatori sanitari. Iniziativa attivata in seguito a specifica richiesta della FASSID e di altre Organizzazioni Sindacali (CGIL, ANAAO, FVM, FESMED, CISL).

Abbiamo recentemente appreso dagli organi di stampa che l’ASL Taranto ha accolto favorevolmente la proposta della FASSID di dare voce alle istanze di carattere psicologico che possono giungere dagli operatori impegnati in condizioni di alto stress emotivo. Riteniamo tuttavia che sia utile favorire una più ampia ed efficace divulgazione di tale misura di sostegno psicologico specifico e qualificato rivolta agli operatori impegnati in prima linea. In questa situazione non ordinaria, di notevole impatto stressante, è auspicabile favorire un percorso che anticipi la domanda dell’operatore offrendo spazi e strumenti specialistici .

Riteniamo inoltre necessario che sia reso obbligatorio l’isolamento fiduciario degli operatori sanitari che siano stati, senza idonea protezione, a stretto contatto con i pazienti Covid-19, sottoponendoli a tampone prima della scadenza del periodo per decidere sul proseguimento della quarantena. Sebbene sia a tutti noto che le misure di contenimento sono efficaci solo se applicate tempestivamente, ogni giorno le le infezioni dei medici e dei dirigenti sanitari dell’ASL Taranto, oltre che dei loro collaboratori, sia negli Ospedali che nei Servizi Territoriali, sono sempre più numerose.

Pur soffrendo di tutte le criticità da noi rappresentate i professionisti della FASSID continuano ad onorare il campo di battaglia ma, in corso di pandemia, intravediamo a Taranto incredibili analogie con i conflitti bellici mondiali; anche allora retorica sugli eroi a fronte di presunte inefficienze dei generali. Sappiamo tutti che il passo tra eroi e martiri può essere molto breve; non vorremo mai dover constatare che a pagare, alla fine, saranno proprio coloro che oggi vengono da molti riconosciuti come eroi.

 

 

Condividi

Redazione Oraquadra

La redazione.

Lascia un commento