Le Segreterie Confederali CGIL CISL UIL Taranto: Si fermi quanto non è necessario in questo momento e ci si concentri sulla vera emergenza

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Ci sono molti fronti aperti. Quelli della contingenza quotidiana, tra lavoratori della sanità e lavoratori indispensabili (forze dell’ordine, servizi, agro alimentare, vigili del fuoco, trasporti, uffici postali, banche, ecc.) e quelli che riguardano tutto il resto della popolazione. Fattori interdipendenti che rendono più agevole e sicuro il lavoro dei primi e più “umana” e vivibile la quotidianità degli altri.

A questo straordinario impegno e sacrificio di tutti, compreso quello dei Sindaci che provano a fare fronte comune per fornire giornalmente risposte, non corrisponde un’ analoga trasparenza comunicativa da parte della ASL di Taranto, che continua a non rendersi disponibile ad affrontare con le rappresentanze sindacali dei lavoratori il tema dei temi: come proteggere i lavoratori della sanità e al tempo stesso come fornire risposte socio-assistenziali inderogabili a tutti i cittadini che ne hanno bisogno (anziani, diversamente abili, non autosufficienti).

Apprendiamo, che continuano a mancare i DPI, i dispositivi di protezione individuale che sono presupposto indispensabile per arrestare il contagio e far si che nessuno di questi lavoratori si ammali. E continuano ad apparire, probabilmente improvvisate, le modalità di organizzazione del lavoro, con incomprensibili spostamenti di personale medico e paramedico da un reparto all’altro o addirittura verso altri presidi sanitari in provincia, dimenticando che la mobilità eccessiva è essa stessa anche ragione del contagio. Tutto senza coinvolgere i lavoratori e le loro RSU e RLS.

Nell’emergenza, bisogna lavorare tutt’insieme, come per esempio con la moderna tecnologia, che ci consentirebbe con strumenti digitali di avere un controllo più assiduo del territorio e dei luoghi di cura in cui continuano ad essere ospitati tanti cittadini (RSA e RSSA) e a lavorare ancora tanti operatori.

L’Assistenza Domiciliare alle persone anziane sole o colpite da gravi patologie, come ai diversamente abili cui necessita un particolare supporto, è ormai assegnata a forme di volontariato, più che ad una pianificazione quanto mai urgente degli Ambiti territoriali di competenza.

Sorprende, intanto, in negativo, l’appello inascoltato delle lavoratrici e dei lavoratori di tanti altri settori produttivi: raccolta rifiuti, attività commerciali primarie, lavoro nei campi, trasporti, bancari e postali, operai diretti e indiretti delle fabbriche oltre che il grande stabilimento di A. Mittal. Costretti ogni giorno a recarsi sui luoghi di lavoro anche quando la paura sorprende anche loro, dietro la cassa di un supermercato, dietro lo sportello di uffici postali ed istituti di credito, o alla guida di un autobus. Per loro l’invito #iorestoacasa forse ha poco valore. Sono gli uomini e le donne, in migliaia, costretti a muoversi ogni giorno per tutta la provincia, per recarsi ad esempio nell’acciaieria ed in tanti altri siti e settori produttivi e lavorare in condizioni di insufficienti garanzie per la loro salute e la salute dei loro congiunti, facendo poco o nulla, da parte delle imprese, ricorso al lavoro agile.

Pretendere attenzione per tutti i lavoratori che oggi sono impegnati in attività essenziali, è pretendere forte attenzione verso una intera comunità. Per questo CGIL, CISL e UIL in attesa di un nuovo incontro a breve con il Prefetto di Taranto, per un completo monitoraggio delle istanze di prosecuzione delle attività pervenute ed in esame, esprimono tutta la loro preoccupazione per i provvedimenti autorizzativi di continuità produttiva, concessi fino ad oggi alle aziende del territorio che potrebbero non svolgere servizi di prima utilità ed attività essenziali.

Al Prefetto quale rappresentante del Governo centrale, i Sindacati Confederali CGIL CISL UIL di Taranto chiedono, inoltre, di assumere le iniziative necessarie per coordinare gli interventi, dando al territorio quell’elemento strategico che non si riesce ancora ad intravedere.

Si fermi quanto non è necessario in questo momento e ci si concentri sulla vera emergenza: come garantire il personale e i lavoratori di tutti quei servizi ritenuti assolutamente essenziali e di pubblica utilità per evitare il propagarsi del contagio.

 

 

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Redazione Oraquadra

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