Anaao-Assomed Taranto fa richiesta di chiarimenti al dg AslTa avvocato Rossi

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Il Sindacato   Anaao-Assomed Taranto, nella persona del dott. Giancarlo Donnola, Consigliere Nazionale  e Segretario Aziendale così scrive: 

in seguito al pervenire di numerose segnalazioni relativamente a criticità organizzative interessanti diversi ambiti ospedalieri e relativi, tra l’altro, a percorsi chirurgici in caso di pazienti COVID-19 sospetti e/o accertati, gestione post-chirurgica di tali pazienti, apertura e gestione del Reparto COVID e Pre-COVID presso l’Ospedale “Moscati” e quello Post- Covid di Mottola, premesso che:

  • La mobilità d’urgenza può essere disposta per il tempo strettamente necessario al perdurare delle situazioni di emergenza, pertanto ha carattere provvisorio: non può superare il limite massimo di un mese nell’anno solare salvo consenso del dirigente, espresso sia per la proroga che per la durata (v. art. 16 del CCNL 10 febbraio 2004), nei casi in cui sia necessario soddisfare le esigenze funzionali delle strutture interessate in presenza di eventi contingenti e non prevedibili, ai quali non si possa far fronte con altri istituti contrattuali. Avviene nell’ambito della disciplina di appartenenza; prescinde dall’incarico attribuito e dal consenso del dirigente; ha natura temporanea; deve essere effettuata a rotazione tra tutti i dirigenti.
  • In base al verbale d’incontro sindacale del 03.07.2018 la mobilità d’urgenza, all’interno dell’ASL Taranto, viene regolamentata definendo una “rotazione settimanale” con criterio di scelta basato sull’anzianità di servizio.
  • La mobilità d’urgenza, anche ai fini di copertura INAIL, non può essere disposta né dal Direttore di Struttura Complessa né dal Capo Dipartimento, specialmente in questo caso che interessa creazione di nuovi reparti, previsti dalle norme nazionali sull’emergenza COVID-19, in sedi ospedaliere diverse da quelle abituali, ma solo dal Direttore Generale con apposito atto scritto. Certamente non con disposizioni “telefoniche”, come affermato dal dott. Pierguido Conte nella sua disposizione, tra l’altro non trascritte e sottoscritte nelle 24 ore successive, come da norma per le disposizioni di servizio urgenti verbali.
  • L’assenza, per quanto a noi noto, di percorsi individuati per il trattamento delle urgenze chirurgiche COVID-19 non può essere sostituita dalla generica indicazione di svolgere tali interventi presso le sale operatorie del “Moscati” a cura delle equipe chirurgiche e di affidare il post-operatorio ad internisti, in quanto:
  • Presso tale sede non sembrano essere presenti né il lettino operatorio specifico per interventi chirurgici ortopedici né le attrezzature, dallo strumentario chirurgico ai dispositivi specifici, per esempio per la chirurgia vascolare, o la strumentazione microscopica o laparoscopica.
  • Il decorso post-chirurgico in pazienti, presumibilmente gravi, considerata la non differibilità dello stesso non può essere gestita da personale medico internistico, che non ha tali competenze, o da chirurghi, in reperibilità, in quanto il paziente potrebbe necessitare di reintervento urgente.
  • La gestione dei reparti COVID e PRE-COVID presso “Moscati” e POST-COVID presso il PPA di Mottola, che certamente non possono prescindere dall’assenza di linee d’indirizzo precise, codificate e sottoscritte, dai vertici ASL, non può essere demandata verbalmente ai due Direttori di Struttura Complessa individuati, Dott. Sogari e Dott. Conte, che non hanno il potere, in base al CCNL e alle attuali disposizioni legislative, di trasferire da una sede all’altra il personale o designare “presunti responsabili” di tali nuovi reparti. Tra l’altro non si comprendono i criteri di selezione del personale e dei responsabili di tale servizio atteso che, per esempio, presso il Presidio di Mottola mancano persino le cartelle cliniche e non si sa a chi rivolgersi.
  • I nuovi “reparti” istituiti in base alle norme nazionali sull’emergenza COVID-19 non prevedono, esclusivamente, la terapia riabilitativa e non possono essere gestiti esclusivamente H12 da fisiatri. Essendo in presenza di pazienti affetti da malattia infettiva, spesso in presenza di comorbilità importanti e comunque con interessamento polmonare e cardiaco, è obbligatoria la presenza di equipe multidisciplinari H24 che possano affrontare qualsiasi complicanza in divenire.
  • Le equipe multidisciplinari, secondo quello che sembra il disegno nazionale, dovrebbero essere composte anche da tutti gli specialisti interessati, ambulatoriali e distrettuali, attualmente sottoutilizzati o, addirittura, in stand-by per la chiusura delle attività. Non si può scordare che presso il territorio operano geriatri, internisti, pneumologi, cardiologi, etc. Tutte specialità che hanno un posto di rilievo nella lotta al COVID-19.
  • In presenza di equipe ospedaliere ridotte al minimo, quando non in numero nettamente inferiore a quello previsto dalle piante organiche, la decisione di coinvolgere nella gestione di tali strutture unicamente ospedalieri, tralasciando totalmente i convenzionati che, tra l’altro in base a una lettera del Legale del Sumai, vengono, addirittura, invitati a mettersi in ferie, comporterà l’impossibilità di gestire reparti destinati a curare pazienti no-covid. Non scordiamoci che i pazienti non sono tutti affetti da COVID e continuano ad ammalarsi.
  • L’OBI dell’Ospedale “SS. Annunziata”, zona di transito per la Nefrologia, sembra essere ancora destinato ai pazienti in attesa di risposta del tampone e “presunti infetti”. Decisione che potrebbe costituire, dopo Castellaneta, un nuovo punto di diffusione del contagio dato che il “SS. Annunziata” dovrebbe, ma in realtà non è come evidenzia l’ultimo paziente infetto ricoverato presso il Reparto di Medicina, essere un ospedale NO-COVID. Non fosse altro per il fatto che contiene il principale punto nascita della Provincia che supplisce alla chiusura di quello di Castellaneta.

In base a quanto sopra esposto, nella presunzione d’illegittimità delle disposizioni di servizio a firma del dott. Sogari e, soprattutto, del dott. Conte, si CHIEDE alla S.V. di voler motivare la decisione d’istituire la reperibilità pomeridiana, con relativa impossibilità o difficoltà di riposo per i medici interessati, in violazione delle attuali e vigenti norme contrattuali, senza previa contrattazione con le OO.SS., considerato che tutte le attività di questo genere vengono, attualmente, svolte, online.

Inoltre, DIFFIDA la S.V. a voler:

  • impartire disposizioni di servizio inerenti la mobilità intra-aziendale d’urgenza rispettose delle attuali norme contrattuali e degli accordi sindacali e soprattutto, da Lei sottoscritte.
  • Definire l’organico che dovrà gestire le strutture COVID e i relativi temporanei responsabili nonché le modalità di precettazione, i tempi d’impiego e le modalità di rotazione.
  • Definire i percorsi di accettazione, gestione e dimissione dei pazienti.
  • Impiegare, anche e soprattutto, i medici convenzionati specialisti nelle branche interessate preservando l’operatività dei reparti ospedalieri.

In attesa di una cordiale e sollecita risposta, riservandomi di tutelare gli interessi dei miei Iscritti nei modi e nei luoghi previsti dall’attuale legislazione, invio i miei più distinti saluti.

Dott. Giancarlo Donnola Consigliere Nazionale    e  Segretario Aziendale Anaao-Assomed Taranto                                                                        
 

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Redazione Oraquadra

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