Conca*: “118 e Usca latitano, chi bisogna chiamare?”

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“Presidente Emiliano, poco fa una signora mi ha scritto un messaggio. Purtroppo a me non suona per nulla nuovo. Già in tempo di pace il 118 spesso non rispondeva, ne sono piene le cronache, figuriamoci in tempo di guerra. È un cane che si morde la coda, gli equipaggi del 118 si ammutinano perché si rifiutano di intervenire senza dispositivi di protezione individuale perché, giustamente, può trattarsi di un sospetto Covid19. L’anno scorso sono stato in Centrale Operativa mi sono reso conto che gli operatori rispondono senza sosta. Purtroppo le linee sono intasate perché 5 o 6 operatori sono pochi. Le richieste di ulteriore personale sono sempre state vane evidentemente. Questa situazione pandemica sta evidenziando pecche precedenti, mai risolte, ed ormai esasperate. Se erano in affanno prima, figuriamoci oggigiorno. Peraltro, alla centrale operativa hanno personale ricoverato che rischia di finire in Rianimazione. Tre postazioni staranno ferme per 10 giorni: quella del CTO, di Noicàttaro e Molfetta. Altro personale è in quarantena. Non si rispettano i tempi previsti e, come nel caso di specie, non rispondono. Ho provato a contattare il direttore Dipietro e mi sono reso conto che mi ha bloccato pure lui per tue precise disposizioni.
Non abbiamo un assessore alla sanità ma una guest star che se ne va in giro per le TV o se ne sta chiuso in casa a inviare cuoricini. Ti ricordo che una decina di giorni fa mi hai detto di non scriverti via WhatsApp perché mi avresti bloccato. Cosi hai suggerito ai tuoi subalterni burocrati, qualcuno ti ha ascoltato. Da allora ti sto scrivendo via mail senza ovviamente ricevere risposte o soluzioni. Lo farò anche questa volta girandoti le sue sacrosante rimostranze affinché tu possa assumerti le tue responsabilità. È assurdo che l’emergenza urgenza non risponda, neanche per un supporto telefonico. Le Unità speciali di continuità assistenziale non le avete fatte ancora partire nonostante il DPCM lo preveda, però tu fai vedere gli aerei che atterrano dalla Lombardia e quanto sei bravo a contenere i positivi visto che non fai i tamponi lasciando la gente con febbre a disperarsi in casa. Se vuoi posso inviarti la videodenuncia di una signora di Castellaneta di ieri. Oppure ti giro la denuncia, sempre di ieri, della nipote di una mia concittadina, morta al pronto soccorso della Murgia dopo essere rimasta in attesa per sei ora dal primo infarto.
Ho fatto tante proposte in queste settimane, ma qui siamo davvero davanti ad una autoreferenzialità che ti disarma, che non dà risposte, piuttosto ti minaccia di querela, e che vuol celare una caporetto che è sotto gli occhi di tutti. I sindaci sono lasciati all’oscuro di notizie importanti, gli altri assessori sono scomparsi. Una resa.
Ho lasciato alla signora il tuo numero dicendole che non posso scriverti o chiamarti, spero lo faccia lei”.

*Consigliere regionale, Mario Conca rivolta al Presidente della Regione Michele Emiliano

Di seguito il testo del messaggio ricevuto dal Consigliere Conca:

“Buonasera. Ho una segnalazione da inoltrare dal momento che il presidente Emiliano non mi ha
mai risposto. Chiedo gentilmente se possibile di fargli presente che il 118 su Bari non risponde alle
chiamate. In caso di urgenza è impossibile parlare con il 118 e anche quando dopo ore si riuscisse a
parlare con un operatore non si ottiene soccorso e per giunta vengono dati consigli contrari al
buonsenso senza che venga consultato un medico. Lo scorso lunedì mio padre improvvisamente ha
avuto un malore che ha subito fatto pensare a un’emorragia o un ictus. Dopo svariati inutili tentativi
di contattare il 118 mi sono precipitata in strada dove una volante dei carabinieri impegnata in un
posto di blocco ha cercato di aiutarmi a contattare il 118 anche tramite la centrale. Nel frattempo i
carabinieri mi hanno consigliato di recarmi in ospedale dove mi è stato detto che non c’erano
ambulanze disponibili. Sono tornata indietro, i carabinieri finalmente riuscivano a parlare con il 118
e fornivano il mio numero.
Sono corsa a casa dove mio padre nel frattempo ancora stava male e
rifiutava di uscire per paura del covid. Il 118 chiama e dice che per loro mio padre sta bene dove
sta, anzi di applicare un impacco caldo (a uno con una sospetta emorragia…). Nessuno è venuto.
Non ci hanno passato un medico.
Alla fine lo abbiamo caricato in auto e portato al pronto
soccorso.
Se le direttive sono di chiamare il 118 e non recarsi in ospedale di propria iniziativa perché il 118
non risponde e se risponde non si può parlare con un medico? Io voglio sapere da Emiliano se pensa
che sia normale che in situazione di urgenza le persone debbano essere abbandonate senza alcuna
assistenza, se non materiale con intervento dell’ambulanza almeno telefonica da parte di un
medico.
La situazione di mio padre era molto grave ed è tuttora in ospedale, ha perso molto sangue e se non
lo avessimo portato in ospedale cosa sarebbe accaduto??
Io penso che il nostro presidente sia un incapace, un inetto. Questi video falsi e stupidi che divulga
continuamente, con il suo faccione in primo piano che blatera idiozie e decanta IL NULLA CHE
STA FACENDO PER TUTELARE NOI E GLI OPERATORI SANITARI anziché scusarsi per ciò a
cui ha condannato tutti noi pugliesi….
Perlomeno fare in modo che il 118 risponda e che ci siano medici a disposizione…sarebbe il
minimo. I medici possono anche lavorare in smartworking da casa rispondendo alle chiamate del
118…ci vuole poco ad organizzarsi includendo i medici di base magari a turno.
Invece no. Ci lasciano morire. Per fortuna abbiamo avuto tempo di portarlo noi, per fortuna ho
telefonato a un amico medico in Liguria che mi ha detto di non mettere nessun impacco caldo e
portarlo immediatamente al pronto soccorso, e che ha anche esordito con “ma dai è impossibile che
al 118 non rispondano”. No. In Puglia è possibile anzi è la norma perché non è la prima volta che mi
accade. In tempi non sospetti, prima del covid, mi trovavo all’ipercoop e un’anziana signora
inciampando in una buca ha subito una lesione dell’articolazione della caviglia. Rifiutava di essere
spostata ed aveva molto dolore. Il 118 a quella chiamata non ha mai risposto. Anche lì un
carabiniere non in servizio di passaggio aveva provato a contattare il 118 allertando la centrale, ma
dal 118 non arrivò mai una chiamata alla fine i passanti dopo oltre un’ora presero la signora e la
infilarono in una macchina per portarla al pronto soccorso. Io continuo a domandarmi se questa
situazione si verifica in casi in cui magari un anziano è solo e non ha modo di farsi soccorrere
altrimenti, cosa fa muore attendendo la risposta del 118? Ci rendiamo conto che un numero
d’emergenza non può non rispondere per ore? Il presidente ne è al corrente? Per me tutto ciò è
assurdo. È inconcepibile.
In tempi come questi sarebbe
il minimo far in modo che la risposta sia
tempestiva, anche se poi non si interviene con il trasporto in ambulanza, una risposta ci deve
essere!!!
Grazie per l’attenzione, e mi scusi eventuali errori ma ho scritto in fretta. Spero possa intervenire
per sollevare la questione”.
A.S.
 

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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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