Ordinanza n.55 del Sindaco D’Alò annullata dal Prefetto, analizziamo i fatti

Condividi

Il sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò, si è visto annullare dal  prefetto di Taranto Demetrio Martino, data 4 aprile 2020,  l’ordinanza n. 55 del 3  aprile scorso.
L’avv. Ciro D’Alò  si è difeso dicendo che   “si è trattato di contestazioni formali” e che le impugnerà. In sostanza con l’ordinanza 55 veniva fatta precisa richiesta che il “presidio 
Ospedaliero Ospedale San Marco di Grottaglie potesse  ricevere  pazienti provenienti da altre strutture ospedaliere e sanitarie, solo dopo aver eseguito il tampone con referto negativo; di effettuare lo screening mediante triage a tutti i pazienti in ingresso; di comunicare al Sindaco, a decorrere dalla data dell’ordinanza, l’ingresso di tutti i pazienti che saranno trasferiti da altre strutture ospedaliere e sanitarie, per un tempo indefinito mancando la previsione del limite temporale del provvedimento extra ordinem“.

Prefettura di Taranto – Nel riquadro il Prefetto Demetrio Martino

A questo proposito, abbiamo voluto   esaminare le diverse censure mosse dal Prefetto, Demetrio Martino  nell’annullata ordinanza intervistando un uomo di legge, originario di Grottaglie l’avv. Ciro Lenti ma che vive in Calabria, ovviamente anche lui costretto in casa. Quando lo abbiamo contattato ha tenuto a precisare che  il diritto amministrativo non è il settore di sua  competenza, essendo lui un avvocato civilista, e comunque si è reso  disponibile all’intervista solo  per cercare di dare un suo contributo che possa andare nell’interesse di tutti.

Avvocato  Lenti vogliamo cercare di capire meglio questa azione del  dottore Demetrio Martino, capita raramente che un Prefetto intervenga per annullare un ordinanza di un Sindaco. 

Intanto il  Prefetto  fa una premessa: “ l’ordinanza n. 55 del 3 aprile 2020 adottata dal Sindaco di Grottaglie non risulta supportata da elementi di motivazione in linea con la vigente normativa e con le misure di Governo emanate per fronteggiare lo stato di emergenza sanitaria”.

Poi  lo stesso Prefetto passa a indicare in dettaglio i vizi che lo hanno indotto ad annullare l’ordinanza, raggruppandoli in sei diversi punti:

  • Primo Punto: “in considerazione dell’art 50 TUEL e in riferimento all’ art 3 del D.L.19/2020, non è dimostrato in atto che il territorio comunale sia interessato da situazioni sopraggiunte di aggravamento del rischio sanitario rispetto alla situazione che si registra nella provincia e nella regione Puglia”;

È evidente che, in questo caso, il difetto contestato è quello di una omissione probatoria, cioè non aver dimostrato che nel territorio comunale vi fosse uno specifico aggravamento del rischio sanitario, requisito quest’ultimo richiesto dai commi 1 e 2 dell’art. 3 del DL 19/2020. Ne consegue che, nel caso in cui il nuovo provvedimento fosse supportato da tale prova, attraverso allegata documentazione o altre elemento idoneo a provare detto requisito, tale difetto verrebbe meno.

  • Secondo Punto: “la motivazione dell’atto extra ordinem è carente riguardo alla fase istruttoria limitandosi a riportare considerazioni sullo stato operativo del nosocomio locale non suffragate da validi elementi di prova”.

Anche tale difetto può considerarsi facilmente superabile, potendosi integrare il nuovo provvedimento, rispetto alla precedente ordinanza, con adeguata motivazione sulla fase istruttoria, nonché fornendo prova sullo stato operativo del nosocomio.

  • Terzo Punto:“non è previsto alcun limite temporale all’applicazione delle misure emanate”.

Vizio superabile semplicemente limitandosi a indicare, nel nuovo provvedimento, un limite temporale di durata dello stesso.

  • Quarto Punto:“in considerazione dell’art 54 TUEL, l’ordinanza n. 55 del 3 aprile 2020 emanata dal Sindaco di Grottaglie non contiene la puntuale e rigorosa valutazione circa la sussistenza dei presupposti normativamente previsti per l’adozione del provvedimento extra ordinem, né risulta il rapporto stringente tra l’imposizione di obblighi di fare o non fare e il risultato atteso per eliminare gravi ed imminenti pericoli che minacciano l’incolumità e la sicurezza urbana”.

Anche in questo caso basterebbe integrare il nuovo provvedimento argomentando in modo analitico sulla sussistenza dei presupposti per l’adozione di un provvedimento straordinario. Parimenti sarebbe semplice argomentare e dimostrare come gli obblighi imposti con detto nuovo provvedimento siano idonei a eliminare gravi ed imminenti pericoli per l’incolumità e sicurezza urbana.

  • Quinto Punto: “l’ordinanza n 55 del 3 aprile 2020 presenta profili di illegittimità poiché non è stata comunicata preventivamente al Prefetto come richiesto dall’art 54 TUEL ; – anche in relazione all’art 54 TUEL manca l’obbligatoria previsione del limite temporale all’applicazione delle misure emanate”.

Anche in questo caso appare evidente la possibilità di sanare i contestati difetti, comunicando preventivamente il nuovo provvedimento al Prefetto (mentre sulla previsione di un limite temporale all’applicazione delle misure si è già detto al Terzo Punto)

  • Sesto Punto– “gli obblighi imposti alla articolazione sanitaria sita nel comune di Grottaglie con l’ordinanza in esame, possono collidere con la pianificazione del sistema sanitario di competenza della Regione Puglia realizzata attraverso le ASL del territorio”

Questo punto, a contrario di tutti gli altri, fa riferimento a un vizio sostanziale, cioè a una presunta illegittimità di contenuto dell’annullata ordinanza. Trattasi in particolare della seguente contestazione: possibile contrasto con la pianificazione del sistema sanitario di competenza Regione Puglia.

Quindi con questa Ordinanza 55 il Sindaco D’Alò sarebbe andato in conflitto con la pianificazione emergenziale della Regione Puglia, dovuta al Covid -19, ovvero all’epidemia?

No, il Prefetto non parla di un contrasto esistente ed accertato ma semplicemente di una potenzialità, cioè quella di collidere con detta pianificazione. Per il Prefetto è sufficiente che questa potenzialità sussista per annullare l’atto. Ritengo che, tra gli ordini riportati nell’annullata ordinanza, sia stato soprattutto uno di questi a indurre il Prefetto a ritenere la sussistente di tale potenzialità di collisione, e cioè quello riportato al punto 1 di detta ordinanza: “ordine di ricevere i pazienti provenienti da altre strutture ospedaliere e sanitarie solo dopo aver eseguito il tampone con referto negativo”. È evidente, infatti, che tale tipo di disposizione potrebbe potenzialmente collidere con la pianificazione regionale, in quanto impone l’obbligo di tampone per tutti i ricoverati ed esclude dal ricovero tutti i pazienti risultati positivi ai tamponi.

Il Sindaco D’Alò a caldo ha dichiarato che avrebbe fatto opposizione, aggiungendo che avrebbe fatto anche richiesta di una conferenza dei servizi con Asl e Prefettura per emettere nuovamente l’ordinanza, allegando atti e documenti che attestano quanto da lui scritto nell’ordinanza stessa. Farebbe bene?

Non credo che il Sindaco intenda intraprendere entrambe le strade, per quanto teoricamente possibile, ritengo sceglierà una delle due diverse soluzioni: o adire le vie legali o procedere con una conferenza dei servizi. Personalmente penso che quest’ultima sia la strada più opportuna, purché venga coinvolta anche la Regione. In tal modo sarebbe possibile ottenere un nuovo provvedimento con il quale, attraverso apposita integrazione del testo dell’originaria ordinanza, si verrebbero a superare i residuali vizi di forma, ma soprattutto si verrebbe a superare il potenziale contrasto con la pianificazione della Regione, partecipando quest’ultima alla stesura dell’atto.

La soluzione, dunque, come sovente accade, è nel dialogo.

Ciro Lenti- avvocato

 

 

 


Dal 2011 oraquadra, propone un’informazione onesta, corretta, puntuale e gratuita.

Sostenete ORAQUADRA e la libertà di informazione


 

Condividi
Redazione Oraquadra

Redazione Oraquadra

La redazione.

Lascia un commento