Conca*: “Tute cinesi, Emiliano pensa davvero che siamo tutti analfabeti funzionali?”

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Al di là di quello che la Emiliano’s band dichiara ai giornali per giustificarsi, va ribadito a carattere cubitali che l’INAIL ha solo preso atto della assunzione di responsabilità che la Regione si è assunta, non ha affatto omologato le tute cinesi. Non lo poteva fare perché l’Inail non ha questo compito e non ha la struttura tecnica per farlo. L’Inail ha semplicemente lasciato libera la regione di distribuire quei DPI sulla scorta delle povere dichiarazioni del produttore e del parallelismo, sulla carta, tra test cinesi ed europei effettuati dai tecnici pagati dalla stessa regione senza nessuna prova tecnica. Di fatto INAIL ha preso le distanze da tale modus operandi regionale, prova ne sono i tanti visto e considerato cristallizzati nella premessa della sua nota, sollevando se stessa da ogni responsabilità che possa scaturire da dichiarazioni non conformi rilasciate dal venditore cinese su cui la Regione ha costruito i suoi “accertamenti burocratici”.

Della serie: se in Regione e alla Protezione civile ci volete credere, liberi di farlo, se volete costruire una montagna di verità “sulla fiducia” pur di propinare queste tute agli operatori sanitari, e che lo stesso produttore cinese indica come non idonee al contenimento del rischio biologico, ci crediamo anche all’INAIL, basta che non siamo noi a scriverlo. Scusate, ma se lo scrivono come avvertenza gli stessi cinesi che questa tuta l’hanno prodotta, qualche motivo ci sarà? Strano che la Regione stia con tanta caparbietà ed energia contraddicendo i produttori di questo indumento igienico. Igienico, si, perché certamente NON è un indumento che protegge dai RISCHI BIOLOGICI di III categoria, quindi NON è idoneo per essere indossato nei reparti COVID-19 in assistenza a pazienti positivi, intubati, in presenza di aerosol a pressione e di schizzi.

Alla luce di tanto, Emiliano & company, anziché accusare chi osa contraddirli di fare polemica, rispondano nel merito alle legittime domande poste per tutelare la pubblica incolumità e per rasserenare gli animi di chi quelle tute le deve indossare e non acquistare.

Le tute iwode arrivate dalla Cina, che grado di protezione forniscono? Devo forse ricordare loro che il grado di protezione dipende dal materiale di cui sono fatte?

Ammesso che le tute arrivate proteggano dal rischio biologico, verso quale gruppo di agenti biologici sono efficaci?

Se voi siete dei guasconi megalomani senza responsabilità, noi non siamo certamente tutti analfabeti funzionali. L’unica cosa certa è che in Puglia solo il bel tempo ci salverà, per il resto andatevi a vendere a chi non vi conosce.

*nota del consigliere Mario Conca


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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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