Brisci e Casula: “Taranto non sia solo punto d’approdo, ma di ripartenza”

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Il Gruppo Consigliare Brisci-Casula interviene sulla questione Costa Favolosa a Taranto a sostegno delle preoccupazioni del sindaco Melucci e soprattutto in difesa della città, per la tutela dei cittadini. Sono anni che in qualità di consiglieri comunali ci battiamo per le questioni relative all’inquinamento ambientale che ci attanagliano, per un’economia che stenta sempre ad avere il suo slancio, per proporre investimenti cha abbiano ricadute a lungo termine sul nostro territorio. Ci preoccupiamo continuamente per quella povertà che colpisce le famiglie e soprattutto le giovani generazioni costrette ad emigrare per trovare lavoro. A causa dell’emergenza Covid-19 da 60 giorni Taranto è in ginocchio.  Con l’Assessorato ai Servizi Sociali abbiamo cercato di raggiungere quante più famiglie possibile, attraverso i buoni spesa e i pacchi alimentari, ma sembra sempre che non basti. Tutto è fermo, le aziende, l’artigianato, la pesca, il commercio in generale, tutto è ovattato dalla paura del contagio che ci paralizza, oltre alle norme dettate dal Governo che ci costringono a chiudere ogni attività e a stare a casa. Eppure, succede proprio alla nostra città di essere sempre considerata porto sicuro per gli sbarchi degli immigrati e nei prossimi giorni anche meta della Costa Favolosa. Proprio così, e solo a sentire il nome fa pensare a tutto il business interessante che le ruota attorno. Già, il business… ma in periodi tranquilli, magari durante l’estate! Con i turisti che visitano la nostra città, fanno girare l’economia e tutto l’indotto portuale. Ma oggi sembra un vero e proprio scherzo, Costa Favolosa arriva a Taranto con il solo equipaggio da sottoporsi a quarantena per il Covid. Ma chi siamo? Un ospedale? Una discarica? Un buco nero? E’ vero, dimostriamo ancora una volta di essere solidali, ma a noi chi pensa? Alla nostra salute? Alla nostra economia? A tutte le misure e alle risorse umane che ci costerà mettere in campo per vigilare. Nonostante sia stato riferito al sindaco e anche lui pare essere stato chiaro sulla questione che non ci sarà sbarco del personale e che non si prevede transito degli stessi sul territorio comunale o alcuna permanenza presso le nostre strutture ospedaliere, non riusciamo a convincerci. Ci chiediamo da quante persone sia composto l’equipaggio? Ci saranno contagiati? E se dovessero aggravarsi le loro condizioni dovranno poi usufruire dei servizi della nostra struttura ospedaliera e quindi mettere a rischio tutto il nostro sistema vanificando i nostri sforzi? Noi vorremmo far capire al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che non siamo lo scarto del Sud, non possiamo essere considerati solo per le emergenze. La Costa Favolosa poteva essere dirottata verso altri porti così come sta cercando di fare il Governo con i fondi destinati al Sud. Non possiamo, infatti, che unirci al grido dall’arme lanciato nei giorni scorsi dal giornalista Pino Aprile, che si è dichiarato contrario ad una bozza della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ridiscute la distribuzione  dei fondi. Il campanello d’allarme è scattato proprio per via di questa bozza che ridiscute le risorse del Fondo sviluppo e coesione e la quota del 34% di investimenti pubblici destinati alle Regioni del Mezzogiorno. Un pericolo che vogliamo scongiurare e che denunciamo con forza. Non possiamo tacere e metteremo in campo tutte le forze per ottenere delle risposte concrete e tenere sempre alto il vessillo di Taranto.

Salvatore Brisci

Carmen Casula

 

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Redazione Oraquadra

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