Guardando questo significativo  video, non ho resistito a scrivere qualche riflessione… di Pina Colitta

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 In questi giorni il verbo “credere” è talmente importante e martellante nella mia testa che penso sia una sicura “necessità” essere “credente”!!

Il desiderio di credere che ogni cosa possa evolvere al meglio è un dono della speranza.

È lei, signora Speranza,  che ci consente di accettare tutto ciò che non possiamo controllare, credendo nella vita stessa che farà il possibile per incastrarsi perfettamente con noi.

Ciò non vuol dire che tutto debba essere sempre semplice e privo d’imprevisti, anzi… Il nostro credere nella speranza ci porta a ritrovare comunque un’opportunità di crescita, in qualsiasi situazione di incertezza,  un vero e proprio insegnamento da tutto ciò che ci accade apparentemente per caso.

“Mia la gloria! Mia la fama! Mia la ricchezza! Mia…

Se MIA fosse una sigla, potrebbe significare “molto in alto”.

Mi chiedo, si può essere “molto in alto” se quella sigla si accompagnasse a solidarietà, condivisione, fratellanza, e, dati i tempi difficili, se si accompagnasse a legalità.

Eppure, per magia, il significato delle parole cambia per cui avremmo.

 Mia la solidarietà! Mia la condivisione! Mia la fratellanza! Mia la legalità!

Che bella storia!

Rimane il fatto che l’aggettivo possessivo al femminile (strana anche questa coincidenza)  può indicare l’appartenenza ad un esistere “molto in alto” soprattutto nella scelta di valori e di esperienze che ti fanno sentire “in-sieme” agli altri, come protagonista di una generosità fatta di rispetto nelle parole associate ad azioni.

Solidarietà, condivisione e fratellanza, rappresentano ed hanno sempre rappresentato, una carta vincente, non solo in un’esperienza di volontariato ma nella vita di tutti i giorni se si vuole essere una persona seria e civile, che vive la famiglia, la società, la propria professione possedendo un’unica virtù, quella cioè di sentirsi vivo e “protagonista” in uno “scenario” sociale in cui la cultura del rispetto delle regole e del prossimo sono l’unica vera istruzione per la persona civile.

Si può essere “molto in alto”, dunque, vivendo l’umiltà di una vita dove l’attenzione all’altro diventa il solo modo di avere coraggio e di avere consapevolezza del nostro “essere sociale” e di “CREDERE in qualcosa”.

Dal mio scritto “In odorato di Santità”

 

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