Leonardo Grottaglie, attese e timori per i prossimi mesi, questo segnalano i rappresentati sindacali aziendali di Fim, Fiom, Uilm

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Taranto, 27 apr. – “Tutto dipende da quello che Boeing ci farà fare essendo lo stabilimento di Grottaglie mono cliente”, precisa Sellaro. “Nel 2020, gli impegni parlano di 156 serie, ma la visibilità per i prossimi mesi l’avremo solo nella prima settimana di maggio. Sappiamo già che i piani saranno annuali e non più triennali”.
Nel frattempo, Leonardo a Grottaglie ha affiancato l’attività industriale normale con la produzione di valvole per i respiratori usando le stampanti 3D. I lavoratori dicono che sono stati impiegati una decina di addetti. Ora si tratta di vedere se quest’attività proseguirà. “In settimana”, annuncia all’AGI Davide Sperti, dipendente LeonardoGrottaglie e delegato di fabbrica Uilm, “faremo un incontro con la struttura nazionale per un nuovo protocollo da condividere poi in sede locale. Come stabilimento, già da fine 2019 vivevamo una condizione di incertezza perché Boeing, già prima del coronavirus, era in una situazione complicata tra grossi problemi al 737, a causa di una serie di incidenti, e dazi di Trump alla Cina, Paese tra i più grossi acquirenti del 787. Era stata perciò dichiarata una riduzione del rateo produttivo da 14 a 12 coppie e da 12 a 10 già prima della pandemia, da applicare nella seconda parte del 2020 e nel 2021”.
“In questa fase”, spiega Sperti, “Boeing sta ancora chiedendo la massima serie, perché ha interesse a fatturare, ma da maggio in poi capiremo quello che accadrà nei mesi successivi. Da marzo ad oggi, a Grottaglie siamo comunque andati avanti. Non abbiamo fatto cassa integrazione. Prima c’è stata una forza lavoro ridotta, poi è avvenuta una risalita, e così siamo riusciti a gestire le settimane più difficili, anche perché bisogna dare atto a Leonardo di aver subito applicato i protocolli con le misure di prevenzione sanitaria”.

Leonardo a Grottaglie, lo stabilimento dove si costruiscono due sezioni della fusoliera in fibra di carbonio del Boeing 787, comincia oggi la fase 2. Si valuta che possa esserci più gente al lavoro (la forza è circa di 950 operai e 350 impiegati), anche se qui la produzione non si è mai fermata ma ha solo bruscamente rallentato prima di Pasqua. E comunque la fase 2 per Leonardo Grottaglie significa soprattutto capire che accadrà da maggio in poi. Lo scenario non è incoraggiante.
“La divisione aerostrutture ha fatto già un primo punto generale per i siti di Pomigliano, Nola, Foggia e Grottaglie, domani entreremo nello specifico per Grottaglie”, annuncia all’AGI Roberto Clemente, dipendente dello stabilimento di Grottaglie e delegato di fabbrica Fiom Cgil. “Per quanto riguarda due tra i principali clienti di Leonardo, Airbus si è già fermata, Boeing, invece, sta ancora tirando perché si trova in una situazione diversa. Da luglio, però, anche Boeing frenerà e domani dovremmo avere notizie”.

“Le previsioni per l’aviotrasporto”, aggiunge Clemente, “indicano un settore che si riprende solo nel secondo semestre del 2022, perché sconta una riduzione della mobilità per effetto del Coronavirus. Si prevede, quindi, una fase molto difficile, nella quale non è nemmeno da escludere un eventuale ricorso alla cassa integrazione sinora evitata”.
Michele Sellaro, dipendente Leonardo Grottaglie e delegato di fabbrica Fim Cisl, ricorda che “già dopo il primo Dpcm, quello del 9 marzo, la volontà dell’azienda era quella di non chiudere”.
“Abbiamo allora gestito le prime due settimane”, prosegue Sellaro, “con la volontarietà. Questo ha fatto sì che in stabilimento ci fosse una presenza del 10-15 per cento della forza lavoro. Esemplificando, su un turno di 300 persone, impiegati e capisquadra inclusi, abbiamo avuto circa 50 dipendenti diretti al lavoro. Sino a fine marzo siamo andati avanti così, poi la media si è pian piano alzata ed è migliorata da dopo Pasqua. Adesso – aggiunge – siamo sul 75-80 per cento di presenze. Nelle assenze, vanno computate malattie, congedi parentali, assenze fisiologiche”.
Per Sellaro, “nelle settimane di scarsa presenza al lavoro, si è fatto poco o niente”. “La produzione delle 14 coppie di sezione di fusoliera del Boeing 787 è avvenuta solo in teoria”, aggiunge il delegato Fim Cisl, “però abbiamo comunque rispettato l’impegno di consegna al cliente in quanto lo scorso anno avevamo prodotto di più”.
“Adesso attendiamo i dati di aprile”, prosegue Sellaro. “Sino a giugno, dovremmo produrre 14 coppie al mese, a luglio scendere poi a 12, ma questa riduzione ci era già stata prospettata. Tuttavia, un conto è produrre, altro è spedire al cliente, per cui sino a settembre-ottobre la consegna dovrebbe restare invariata a 14 coppie”. (AGI)

 

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Redazione Oraquadra

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