Covid 19, FdI: ma Lopalco a quale parrucchiere va?

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È l’unico aperto e con la mascherina messa male… il professore banalizza e danneggia un’intera categoria che le regole le rispettano!

Dichiarazione dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Erio Congedo, Giannicola De Leonardis, Luigi Manca, Renato Perrini, Francesco Ventola e Ignazio Zullo

 “Il prof. Lopalco a proposito dei parrucchieri e dei barbieri ha sostenuto: ‘Quando il parrucchiere protesta perché rimasto chiuso al lungo, ma poi vado da lui e lo trovo con la mascherina sotto il naso…’. E non possiamo non chiederci: ma da chi è andato visto che i parrucchieri sono chiusi? Se  ce n’è uno aperto ce lo consigli perché vorremmo essere anche noi un po’ più esteticamente presentabili e ordinati. Scherziamo, ma vogliamo sommessamente invitare il capo della task force regionale, Lopalco, a non generalizzare perché spesso le generalizzazioni fanno male a chi le dice, ma soprattutto a chi le subisce e non è giusto per la categoria dei barbieri e parrucchieri – che oggi sono senza reddito e continuano a pagare fitti, costi energetici, IMU, TARI –  sentire certe banalizzazioni da parte di chi comunque rappresenta la Regione Puglia.

“A volte i tecnici dovrebbero venir fuori dagli uffici ed entrare nelle realtà produttive per comprendere che i datori di lavoro sono in generale ossessionati dall’ottemperare alle norme di igiene e sicurezza del lavoro ed oggi, per quelle attività aperte, dall’ottemperanza al protocollo integrato di sicurezza più volte rimodulato e da ultimo sottoscritto il 24 aprile scorso. Un’ossessione che prende molto più i datori di lavoro privati che quelli pubblici a cominciare dai datori di lavoro nelle ASL.

“Ma tornando ai parrucchieri, barbieri, estetisti va detto che si tratta di attività già sotto stretto controllo dei servizi di igiene pubblica e, quindi, che sanno come proteggersi e come tutelare la clientela dalle malattie infettive.

“Invitiamo perciò Lopalco a leggere l’appello che la CEI ha rivolto al premier Conte – ‘tu dacci le regole da osservare ma non puoi impedire la nostra funzione pastorale’ – e a lui diciamo: dai ai parrucchieri (ma in generale alle categorie produttive) le regole da osservare ma non impedire loro di lavorare, perché il diritto al lavoro è un valore di rango costituzionale al pari del diritto alla tutela della salute e l’azione tecnico-politica deve riuscire a contemperare il godimento di entrambi i diritti.

“Se poi Lopalco vuol fermarsi al suo parrucchiere (che non sappiamo come sia aperto) che non copre il naso con la mascherina…probabilmente rimarrà l’unico cliente di quel parrucchiere perché i clienti sanno pure capire da chi farsi servire”.

 


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Redazione Oraquadra

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