Rinegoziazione mutui, il Comune di Taranto aderisce al piano di CDP

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Grazie al piano di rinegoziazione dei mutui varato da Cassa Depositi e Prestiti, si libereranno almeno 500mila euro del bilancio corrente da poter destinare alla copertura di parte delle spese sostenute per l’emergenza sanitaria o per “ristorare” i cittadini economicamente più penalizzati.
Il Comune di Taranto aderirà alla ristrutturazione del debito che prenderà il via il prossimo 6 maggio, una manovra che coinvolge circa 7200 enti territoriali per 135mila mutui rinegoziabili, capace di liberare risorse fino a 1,4 miliardi di euro. Una risposta da parte dell’istituzione finanziaria in grado di contenere gli effetti negativi che stanno danneggiando economicamente i cittadini.
«Si tratta di una spinta in più che arriva dalle istituzioni centrali – il commento del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci –, dopo le misure di anticipazione dei trasferimenti erariali, le assegnazioni ai comuni per consentire di soddisfare i fabbisogni soprattutto alimentari delle famiglie più bisognose, le prime assegnazioni statali per contribuire alle spese sostenute per sanificazione e fornitura di dispositivi di protezione e le risorse regionali per finanziare misure di protezione sociale».
La rinegoziazione dei prestiti in ammortamento nel 2020, quindi, spalmando sino al 2043 il debito residuo e consentendo il versamento al prossimo 31 luglio della sola quota di interessi, libererà immediatamente risorse e ridurrà gli oneri finanziari nei prossimi anni. «Un’operazione sicuramente più efficace delle anticipazioni dei trasferimenti erariali – ha concluso il sindaco Melucci  –, poiché il Comune di Taranto non ha problemi di liquidità».
 

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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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