Taranto, vietati i matrimoni a Palazzo di Città: la protesta dei consiglieri comunali d’opposizione

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Da ieri è ufficiale: sono definitivamente vietati i matrimoni a Palazzo di Città.

Tutto era partito da una nota del Sindaco di Taranto, la Prot. n.173998/19:

“La celebrazione dei matrimoni nella sede di Palazzo di Città, spesso in concomitanza di eventi istituzionali, rende poco agevole lo svolgimento delle relative attività. Per questo si ritiene di evitare d’ora in poi, lo svolgimento dei matrimoni presso Palazzo di Città”.

Con queste stringate motivazioni il Sindaco di Taranto decideva di precludere ai Tarantini e ai turisti che decidono di sposarsi a Taranto di usufruire della casa Comunale per la celebrazione dei matrimoni con rito civile.

Una scelta irragionevole che non teneva conto delle tradizioni e della cultura di Taranto e che arbitrariamente privava i nubendi Tarantini di celebrare uno dei giorni più belli della loro vita presso il palazzo più importante della nostra città.

In una Puglia che punta molto sul business dei matrimoni e sulle conseguenti ricadute anche in termini di turismo mettendo a disposizione le più belle strutture comunali, il Sindaco di Taranto assumeva una decisione così assurda.

Una decisione che, però, per diventare definitiva necessitava della ratifica in aula da parte del consiglio Comunale.

Durante la seduta consiliare di ieri abbiamo provato a far cambiare idea alla maggioranza che governa la città spiegando che vietare i matrimoni presso Palazzo di Città è una decisione sconsiderata.

Inoltre sostituire la sede di Palazzo di Città con quella di Palazzo Pantaleo non è la stessa cosa poiché per usufruire di quest’ultima si dovranno sopportare costi maggiori.

È  stato inoltre rilevato da parte dei sottoscritti che dal punto di vista logistico, nulla potrà equiparare Palazzo di città.

L’opposizione, insomma, ci ha provato in tutti i modi ma non è stato possibile ottenere una marcia indietro da parte della maggioranza.

Sino al 2017 quest’ultima era assolutamente in linea con la nostra posizione avendo votato un nuovo regolamento sulla celebrazione dei matrimoni civili che includeva il salone degli Specchi.

Eppure non ci si capacita di questo ennesimo cambio di passo di Rinaldo Melucci da sempre sostenitore del c.d. “Palazzo di Vetro”.

Dall’idea del cosiddetto Palazzo di Vetro, però, siamo passati a quella di un “Palazzo di Ferro”, come se Palazzo di Città non fosse la casa di tutti i Tarantini. Poveri noi !!!

Marco Nilo

Stefania Baldassari

Massimo Battista

Tony Cannone

Gianpaolo Vietri

Floriana De Gennaro

Rita Corvace

Vincenzo Fornaro

 

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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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