ANCE Taranto: il covid ha dato una brutta spallata al settore dell’edilizia

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Dopo il “grande freddo” della crisi dell’edilizia dettata dal mercato, l’emergenza sanitaria da Covid 19 ha dato un’altra spallata al già difficile quadro d’assieme di un settore in grave recessione da anni.

 

Tra le tante misure in fase di varo con il decreto economico di prossima pubblicazione, come abbondantemente anticipato dalla stampa e confermato dallo stesso Governo, vi è il potenziamento dell’ecosismabonus al 110% ed il suo utilizzo diretto attraverso il sistema bancario.

Si tratta di una misura attesa di rilancio di un comparto importante del settore ed un’occasione unica di procedere ad interventi di riqualificazione ed efficientemente degli immobili a condizioni di straordinario vantaggio. Restano però irrisolti, e questo ci spiace rilevarlo ad esempio con riferimento alla nostra realtà urbana, i nodi legati ad un potenziale impiego dello strumento agevolativi solo al di fuori della città storica, come per noi il borgo e la città vecchia, in ragione dell’impossibilità di procedere a demolizioni e ricostruzioni o ad interventi incisivi di efficientemente, condizioni imprescindibili per l’utilizzo del beneficio.

 

Ed invece, per dar forza all’azione di rigenerazione che la stessa amministrazione si pone come prioritaria prospettiva strategica, è proprio nella città storica che servirebbe la leva della fiscalità per incentivare l’intervento privato di recupero ad oggi assai complesso dal punto di vista della sua sostenibilità economico-finanziaria.

 

E’ il punto di osservazione di Paolo Campagna, presidente di ANCE Taranto che nei prossimi giorni invierà le sue riflessioni anche ai vertici dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili di Confindustria ed ai parlamentari del territorio affinché si possa intervenire, anche in sede di conversione, sullo strumento al fine di consentirne un più ampio utilizzo al di fuori delle sole ipotesi di demolizione e ricostruzione.

 

E’ la prospettiva su cui da tempo come ANCE Taranto orientiamo le nostre attenzioni, avendo la città ma anche la provincia ionica, un importante patrimonio architettonico e urbanistico di rilievo basato su residenze storiche e palazzi nobiliari o di architettura rurale – spiega Campagna – In questo tipo di edilizia il lavoro più importante si sviluppa sulla conservazione e recupero, attività per le quali occorre costruire, anche attraverso l’utilizzo della leva fiscale, le giuste convenienze per la progettazione anche finanziaria degli interventi.

 

Questa dell’ecosismabonus potrebbe essere un’occasione importante ed irripetibile per mettere mano al nostro patrimonio edilizio degradato, in un territorio fino ad oggi solo marginalmente toccato da tali misure e che invece ha estremo bisogno di investimenti in manutenzione e recupero urbano.


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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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