APERTAMENTE. “Insieme a chi ce la faremo?” di Pina Colitta

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Ogni giorno, solita sveglia, intorno alle 8. Da qui inizia la mia giornata; prendo la mia rituale tisana, con le mie vitamine e fermenti lattici, poi subito, prima di fare colazione con i miei, spesso tristi, alimenti, passo a pulire il tinello e il balcone, rigorosamente disinfettati. Vi chiederete, chi sporcherà così di notte, avrà avuto tanto da fare il giorno prima e avrà una casa affollata? No, sono sola e vivo semplicemente con un piccolo essere vivente che, per mia fortuna, sta condividendo con me questi giorni di isolamento. Totale!!! Si, non esco neanche con lui, il mio piccolo barboncino e quindi i suoi bisogni sono distribuiti tra il balcone ed il tinello.

Le nostre passeggiate si svolgono sul terrazzo. Un terrazzo, a dire il vero, grandissimo, che mi fa sentire una regina rispetto a tanta gente che non ha neppure quello. Sul mio terrazzo si svolge una parte della mattinata e del pomeriggio. Qui, gioco con il mio barboncino e poi, sempre qui, faccio le mie camminate e se il tempo me lo consente, un venti minuti di ginnastica, seguendo uno dei tanti video dei quali la rete abbonda. Pensate riesco a camminare per circa 7 chilometri e faccio pure esercizio fisico!!! Una vera fortuna per me che ogni mattina mi sveglio come se mi fosse passato sopra un camion!!! Il movimento è proprio vita per la sottoscritta.

In queste scorribande giornaliere è sempre fedele amico lui, il mio barboncino. E penso ogni giorno la stessa cosa: Che fortuna che ho ad avere lui, visto che non vedo un essere vivente, in carne ed ossa, da oltre due mesi. No, scusate, piccola bugia, sul mio terrazzo vedo tanti uccellini nei giorni di sole e tante lumache nei giorni di pioggia. E vi chiederete ancora, se questa non esce mai, come fa a fare la spesa o a far fronte alle tante necessità quotidiane? Ebbene, si dice che chi ha dato, prima o poi riceve e la generosità non ha né tempo né luogo. Tanti amici mettono a disposizione il loro tempo per portarmi la spesa a casa. Ovviamente, io, cosciente di che cosa abbia comportato in questi giorni entrare in un supermercato, mi organizzo per non rappresentare, per chiunque si prodighi per me, un ulteriore problema. Scrivo sul mio diario (al tempo del covid) ciò che mi serve, scrivo le mie scadenze, le mie necessità, le mie riflessioni ed appena mi si offre la disponibilità di qualcuno, godo di questo privilegio, senza approfittarne!!!

Insomma, in questi giorni di isolamento, sono riuscita a crearmi il mio microcosmo, fatto di tante rinunce ma anche di tante opportunità, nella consapevolezza che, ancora a lungo, almeno per me sarà così. Vedete non ho mai perso la fiducia nel buon senso altrui ed ho continuamente pensato che dovevo essere sempre grata di questa vita, nonostante il momento difficile, perché ci sono persone che hanno più necessità di me di uscire, come ovviamente chi va a lavorare e chi si sta vivendo, spesso con umiltà e discrezione, il dramma del lavoro, per non dire della fame vera e propria. In realtà penso anche a tanta gente che ha delle patologie gravi per i quali, oltre i controlli e le terapie di routine, sarebbe necessaria anche qualche uscita, per fare una passeggiata, non avendo spazio per farlo dove vive; questa breve uscita potrebbe essere per loro un salva vita, una opportunità per alleviare il peso della sofferenza portato da loro e i loro famigliari tutti i giorni, covid a parte. Si, penso a quelle persone affette da malattie rare, croniche, agli oncologici, con un sistema immunitario deficitario che avrebbero il diritto di tutto il nostro rispetto per fare due passi, non imbattendosi in una folla di superficiali che scorrazza, a destra e a manca, senza una valida ragione, che si ferma per chiederti una stronzata senza mascherina; si questa parte di popolo che oggi, più che mai, è pericolosa per se stessa e per gli altri. Ecco, carissimi io, ad esempio, per questa parte di popolo, affetta da una malattia autoimmune da diversi anni, circa due mesi fa ho smesso di portare fuori il mio barboncino, semplicemente intorno alla mia casa !!!

Allora io, oggi, che ho sempre avuto invece tanta forza, che ho sempre mostrato grinta, nonostante tutto, pur reputandomi comunque molto fortunata, rispetto a tanti che come me, versano invece in condizioni di salute dolorose per se stessi e le famiglie, oggi, di fronte a questa superficialità, mi sento sempre meno parte di una società che mi tutela, che mi abbraccia per incoraggiarmi e per dirmi: Pina non sei sola, ci siamo noi che, nella società in cui vivi, con il nostro comportamento corretto e civile pensiamo a te, a quelle persone che, come te, vivono una fragilità ed insieme ce la faremo!! Noi, responsabili non vogliamo buttare alle ortiche il sacrificio di tanti che hanno rispettato le regole di una civile convivenza nell’emergenza!! E, invece no, mi chiedo ora, insieme a chi ce la faremo ?

Pina Colitta

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Redazione Oraquadra

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