Donatelli: Perché non ho partecipato al dibattito e al voto sul bilancio di previsione

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Il bilancio comunale non è solo un documento contabile, ma l’atto politico più rilevante dal quale scaturiscono le future scelte di una amministrazione comunale nei confronti della comunità. A maggior ragione “questo” bilancio di previsione, forse l’ultimo dell’amministrazione D’Alò, diventava anche l’occasione per fare un “bilancio” politico di questi quattro anni.

Leggendolo è difficile non cogliere nelle premesse la solita enunciazione ripresa dal programma elettorale della coalizione di Grottaglie On e sancita nelle “Linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato” approvate dal consiglio comunale nel 2016 in cui si parlava di “istituzione del bilancio partecipato” e di “predisposizione del bilancio sociale”. Questi solenni impegni sono stati sempre disattesi. Anzi, sistematicamente è stato ignorato il contributo da parte delle minoranze, sottraendosi al confronto e alle richieste di un maggiore coinvolgimento dell’intero Consiglio Comunale nelle scelte che riguardano l’intera comunità.

Basta ricordare le vivaci rimostranze dell’opposizione nei confronti del Sindaco e del Presidente del Consiglio Comunale che sfociarono nella protesta di disertare la seduta del Consiglio Comunale del 31 agosto scorso. Un discutibile comportamento che abbiamo denunciato in tante occasioni quando si chiedeva di riflettere prima di assumere decisioni importanti o, al contrario, per sollecitare gli opportuni interventi a favore della cittadinanza. Come il fantomatico Piano Urbano del Traffico, il mercato ortofrutticolo settimanale, le strade invase dai rifiuti, l’abbattimento di Piazza Verdi, la redazione del Piano Abbattimento Barriere Architettoniche (PEBA), l’istituzione della ZTL e i parcheggi per il centro storico, il selvaggio abbattimento di tantissimi alberi, la redazione del nuovo Regolamento Edilizio (RET), il degrado del cimitero e la drammatica carenza di loculi e cellette cimiteriali.

Tutto ciò lo abbiamo denunciato appena due mesi fa nella lettera aperta al Sindaco. Lettera che si concludeva con un appello al primo cittadino e alla maggioranza chiedendo di mettere da parte l’accentuata autoreferenzialità e aprire un serio e approfondito dibattito con tutta la città, le forze politiche e sociali, le associazioni e i cittadini che sollecitano maggiore attenzione da parte delle Istituzioni e un reale coinvolgimento nelle scelte che riguardano il loro futuro e quello della comunità. Appello … naturalmente rimasto inascoltato.

Tuttavia l’occasione per aprire al coinvolgimento poteva essere la discussione della Mozione presentata dal Gruppo di Articolo Uno sulla tassazione IMU per i terreni nei Comparti “C”. Invece hanno preferito ancora una volta escludere la via del dialogo impedendo al Consiglio comunale di discutere della Mozione creando così il pretesto per bocciare un emendamento al Bilancio sullo stesso argomento.

Alla luce di quanto esposto era politicamente motivato un voto negativo sul Bilancio da parte di una forza di opposizione così come, del resto, era stato deciso dal Gruppo consiliare.

Invece, durante la seduta del Consiglio Comunale veniva proposto il voto di astensione, tra l’altro, in una difficile interlocuzione nel Gruppo complicata dalla modalità on line della seduta consiliare.

Ecco perché, non condividendo tale proposta che contraddice la linearità di condotta del Gruppo consiliare, ho così deciso di abbandonare la seduta non partecipando al dibattito e al voto sia sugli emendamenti e sia sul voto finale sul Bilancio.

 

Francesco Donatelli Consigliere Comunale

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Redazione Oraquadra

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