Apertura parrucchieri e centri estetici, Casartigiani invita alla responsabilità

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Lettera aperta di un’estetista tarantina
Il coordinatore regionale di Casartigiani Puglia Stefano Castronuovo esprime profonda preoccupazione per un’eventuale marcia indietro del presidente della Regione Puglia in merito alla riapertura anticipata dei parrucchieri e i centri estetici.
«Al momento c’è un’ordinanza regionale ufficiale che autorizza la ripartenza. L’auspicio è che il provvedimento non venga annullato a causa dei ritardi del Governo. È in ballo la tenuta sociale dei territori. – commenta – Sensibilizziamo dunque le istituzioni locali a essere prudenti e responsabili. Si riapra subito il confronto con le associazioni di categoria per discutere di linee guida sicure e uguali per tutti così da evitare la libera interpretazione da parte dei singoli comuni».
Di seguito lo sfogo di un’estetista tarantina:
«È così semplice prendere decisioni per poi rimangiarsele. Ma cosa ne sanno loro di tutto quello che c’è dietro? C’è gente che da settimane aspetta in trepidante attesa una data, quella data importante forse più di un compleanno, perché finalmente lo Stato ci dice che si può ricominciare.
Ma quella data è troppo lontana. Giugno. Perché così tardi? “Perché siete un settore al alto rischio”, ci dicono. Si è vero noi lavoriamo vis a vis con le clienti, ma forse avremmo la coscienza e le precauzioni più alte che in molti ospedali, e non aggiungo altro altro.
Poi le spese che inesorabilmente continuano ad arrivare puntuali, molto puntuali. Non come le 600€ che abbiamo dovuto sudarle per vederle accreditate sul conto.
Poi la speranza, una piccola luce in fondo al tunnel, tutte le associazioni di categoria che si battono, incontri, videoconferenze, gruppi su Facebook, gruppi WhatsApp, gruppo clienti… io ormai ho perso il conto… Protocolli creati , protocolli inventati, protocolli non validati, non ci si capisce più nulla. Ma non importa, dobbiamo stare dietro a tutto… tocca a noi rimboccarci le maniche, l’importante è ricominciare.
Notizie che arrivano, notizie che vanno. Tg che anticipano anche il pensiero, clienti che chiamano per sapere se è vero. Poi finalmente un documento UFFICIALE, si anticipa tutto al 18. Grande festa per tutti. Avvisa le clienti, sposta tutti gli appuntamenti presi per giugno. Ti rendi conto che adesso hai davvero poco tempo per riorganizzarti. C’è da fare, tanto da fare. Chiama i fornitori,  cerca disperatamente tutto quello che serve e che è diventato introvabile. Abbiamo poco tempo ma tutto deve essere perfetto.
Non fa nulla se prima ci avevano detto che sarebbero stati obbligatori i guanti e ne abbiamo ordinati a volontà. Adesso è sufficiente che laviamo bene le mani (eppure lo avevo sempre detto).
Non importa se molti hanno già acquistato la colonnina igienizzante con dosatore e adesso vogliono quella con il sensore (impossibile da reperire entro la data di apertura). Non importa se le mascherine, che sono introvabili già per noi, devono essere fornite anche alle clienti.
Richiama i fornitori che ti prendono per pazza: aggiungi, togli, aggiungi di nuovo.
Ce la possiamo dare dai, ce la dobbiamo fare!!!
Ops…. frena, frena, frena! Qualcuno si è sbagliato, si riapre solo se lo decide il governo. E magari non serviranno più le 150.000 mascherine ordinate perché ogni cliente potrà venire con la sua. Si chiude il sipario e noi burattini andiamo a dormire. Domani è un altro giorno e saremo protagonisti di un’altra avventura».

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Redazione Oraquadra

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