L’on. Rosalba De Giorgi replica alle dichiarazioni del Meet Up “Amici di Beppe Grillo”

Condividi

“Sono stata sempre convinta che quando non si conosce davvero una persona è meglio non parlarne.

Avrei preferito restare in silenzio, ma leggendo il comunicato ( che oraquadra non ha ricevuto. ndr)  con cui il Meet Up “Amici di Beppe Grillo” di Taranto commenta la mia decisione di uscire dal Gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle mi corre l’obbligo di formulare alcune precisazioni. Anche perché in questo modo ha dimostrato di non avermi mai conosciuta, né seguita.

Nella nota inviata alla stampa viene evidenziato che adesso potrò “esprimere sul territorio tutte quelle azioni di riconversione sociale, culturale ed economica della nostra Taranto” che non ho potuto realizzare finora perché agli estensori del comunicato “non viene in mente niente di significativo” che riconduca alla sottoscritta. Alla luce di queste affermazioni, non posso che replicare rilevando vistose lacune nella loro memoria (evidentemente, anche questa è una cosa… che va e che viene).

Al di là del fatto che sono stata l’unica deputata tarantina ad aver organizzato e promosso a Taranto eventi simbolo del M5S come “IoSonoPlasticFree” ed “Alberi per il futuro”, ai quali va anche aggiunto l’incontro tenuto proprio nell’ex sede del Meet Up di via Dante per spiegare gli effetti e i vantaggi della “Norma Fraccaro”, desidero ricordare che a Roma, nell’Aula di Montecitorio, sin dall’inizio del mio mandato, oltre ad aver avuto parte attiva nei lavori parlamentari e nelle Comissioni di appartenenza, ho portato all’attenzione della Camera problematiche riguardanti la nostra città.

Nonostante qualcuno affermi il contrario, l’elenco è lungo. In ogni caso, non mi soffermerò su ogni mio atto, ma vale la pena di rammentare che sono stata la prima parlamentare tarantina del M5S ad aver sollevato (quando in molti non osavano nemmeno metterla in discussione) la questione dell’immunità penale ed amministrativa che era stata concessa ai gestori dello stabilimento siderurgico. L’ho fatto più volte con interrogazioni ed interpellanze a cui nessuno del Governo, però, ha mai dato risposta. Una risposta che non è arrivata nemmeno quando, nel gennaio di un anno fa, ho chiesto all’Esecutivo come intendesse procedere alla luce della Sentenza emessa dalla Corte europea dei Diritti Umani. Sì, proprio quella che rilevò come il persistente inquinamento causato dalle emissioni dell’ILVA abbia messo in pericolo la salute di un’intera popolazione che vive in un’area da decenni considerata ad altissimo rischio.

Ma non solo. Sempre avvalendomi dell’attività di indirizzo e controllo politico riconosciuta ai parlamentari, ho chiesto spiegazioni sul perché le sedi giudiziarie tarantine siano costrette a svolgere le proprie attività convivendo con carenze strutturali e di organico; ho presentato un’interrogazione che ha riguardato il caso legato agli opinabili criteri di selezione adottati da ArcelorMittal in occasione delle assunzioni degli ex dipendenti Ilva. Un’altra interrogazione è stata quella con cui, nel gennaio del 2019, ho chiesto all’allora Ministro dei Beni culturali Bonisoli che il personale del Museo MarTa venisse incrementato per consentire all’utenza la fruizione della struttura in modo completo e non più parziale.

In tempi molto più recenti (lo scorso febbraio, per l’esattezza), ho presentato un’interpellanza sull’ultimo incidente registratosi nell’ex Ilva chiedendo al Governo di conoscere quali sono gli strumenti che ha a disposizione e di cui intende eventualmente avvalersi per controllare che gli impegni assunti da ArcelorMittal Italia, in relazione alla prosecuzione dell’attività industriale sul nostro territorio, siano effettivamente rispettati a tutela della sicurezza dei  lavoratori e della salute della cittadinanza di Taranto; mentre, un paio di settimane fa, ho chiesto al ministro dei Trasporti di conoscere le ragioni che, in piena emergenza Coronavirus, hanno favorito l’individuazione del porto del capoluogo ionico come “luogo di quarantena” per la nave da crociera “Favolosa”.

Questo per ciò che concerne alcune interrogazioni ed interpellanze.

Poi, sono stata autrice di interventi in Aula che hanno abbracciato svariati argomenti. Ad esempio, ho chiesto soluzione ai problemi legati alla crisi dell’azienda Cemitaly, dove i lavoratori rischiavano di non percepire più la cassa integrazione; oltre un anno fa ho portato all’attenzione dell’allora sottosegretario Lorenzo Fioramonti la questione dello storico Liceo musicale “Paisiello”; nel novembre del 2018 ho parlato in Assemblea dei ritardi relativi all’attuazione di un progetto tornato ultimamente al centro dell’attenzione: quello della “Regionale 8”, un’opera che negli anni non ha mancato di far discutere chi la reputa inutile e dannosa perché capace di intaccare la bellezza del paesaggio e chi invece la considera un’arteria in grado di favorire e far sviluppare il turismo in zone della provincia purtroppo poco accessibili.

Proseguendo in questa ricostruzione cronologica, desidero ricordare anche quando ho rappresentato Taranto a Patrasso, in Grecia, alla cerimonia per la scelta della sede per la XX Edizione dei Giochi del Mediterraneo in programma fra cinque anni.

Oppure quando ho scritto una lettera al ministro Luigi Di Maio, all’epoca in cui rivestiva ancora il ruolo di capo politico del Movimento, proponendogli di far utilizzare una parte dell’indennità dei parlamentari eletti a Taranto, invece che per il fondo per il microcredito, per contribuire all’acquisto di macchinari da destinare al Reparto Oncologico Pediatrico del “Ss. Annunziata”,  di medicinali da donare a quelle tante persone che non hanno il danaro sufficiente per poterseli permettere, per la realizzazione di nuovi contenitori culturali (o per il recupero di quelli già esistenti) e per l’organizzazione di manifestazioni capaci di rivitalizzare l’interesse di una città verso un settore troppo spesso trascurato.

Lo scorso dicembre, in occasione della stesura della bozza del cosiddetto Decreto Taranto ho chiesto che venisse inserito un articolo capace di prevedere più assunzioni nelle strutture ospedaliere ioniche. Nel frattempo, ho anche preparato una proposta di legge che, tesa a salvaguardare lo sviluppo psico-fisico di bambini ed adolescenti, presenterò non appena sarà superata la fase emergenziale dovuta all’epidemia da Covid-19.

Ecco: negli oltre due anni di militanza nel M5S io ho cercato di fare questo ed altro che non ho citato. Forse, quanto ho illustrato è stato poco “significativo” per alcuni, ma è comunque tutto riscontrabile e documentato.  Il più delle volte senza darne pubblicità, ho fatto proposte per Taranto ed ho chiesto spiegazioni al Governo, di cui il Movimento fa parte da circa due anni. Ma chi avrebbe dovuto rispondermi… non ha ritenuto di farlo. Per quale motivo? Io lo conosco alla perfezione, ha un peso pari ad 8 milioni di tonnellate ed è quello che ha determinato la mia scelta di uscire dal M5S. Agli attivisti del Meet Up “Amici di Beppe Grillo”, a coloro che vogliono proseguire il progetto per una politica a 5 stelle a Taranto, dico questo: se non intuite il perché di  silenzi opposti a fronte di legittime richieste, provate a farvi rispondere. Magari proprio da quegli intrepidi che, come sostenuto nel comunicato, sanno navigare con scaltrezza nel mare in tempesta. L’unica certezza è che continuerò a lavorare a testa alta nell’interesse del mio territorio. Tutto il resto non conta.”

 

Condividi
Redazione Oraquadra

Redazione Oraquadra

La redazione.

Lascia un commento