Blasi: “Internalizzare l’emergenza-urgenza è giusto e conveniente, lo dicono i numeri”

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“Nei giorni scorsi mi sono attivato per capire a che punto sia il processo di internalizzazione del servizio di emergenza-urgenza, a mio avviso determinante per elevare la qualità complessiva della sanità pugliese, anche alla luce dell’epidemia da Covid-19.
E’ emerso che in seguito a un’assemblea dei soci di Sanità Service del 30 dicembre 2019, l’Asl ha dato mandato a Sanità Service di stabilizzare “con la necessaria rapidità” i dipendenti delle “organizzazioni profit” – nello specifico le ditte Ikebana e Meleleo – che operano sui territori di Casarano, Gallipoli, Scorrano, Ugento e Otranto.
Il 17 aprile scorso Sanità Service ha risposto alla Asl con un piano dettagliato su modalità e costi di un’operazione di stabilizzazione che coinvolge in tutto 53 lavoratori, tra autisti e soccorritori. Nello specifico, Sanità Service fa sapere di essere pronta ad assumere 12 dipendenti a Otranto, 12 a Ugento, 12 a Casarano e 17 tra Gallipoli e Scorrano e di acquistare un’ambulanza a fronte delle quattro necessarie per coprire le aree coinvolte (tre mezzi sono già nella disponibilità dell’asl).
La stessa Sanità Service specifica che la stima dei costi per l’intera operazione, considerati gli oneri di carburante, formazione del personale, fornitura delle divise, servizio di lavanolo e acquisto dell’ambulanza, oltre ai costi di gestione dei mezzi e agli aspetti relativi alla gestione del personale, ammonterebbe a circa 1 milione 950mila euro l’anno a fronte degli attuali 2 milioni 93mila euro che la Asl spende per mantenere il servizio appaltato alle ditte Ikebana e Meleleo. Il risparmio stimato è dunque di oltre 140mila euro l’anno, ambulanza e relative attrezzature incluse.
Ciò significa che ci avevamo visto giusto: internalizzare l’emergenza-urgenza non solo è possibile, ma anche conveniente. E va fatto subito. Ci sono tutte le condizioni (la relazione di Sanità Service lo dimostra) per garantire a centinaia di lavoratori le certezze occupazionali consone a chi riveste un ruolo così delicato per la salute di tutti noi, e ai pugliesi un servizio all’altezza di questo nome. Pertanto invito nuovamente il presidente Emiliano e tutte le Asl pugliesi ad affrontare e risolvere con pragmatismo la situazione del 118, anche perché, a fronte dei 53 operatori in questione per cui si è di fatto avviato l’iter che conduce alla stabilità (ora però bisogna accelerare!), ve ne sono tanti altri che da anni attendono risposte, soprattutto quelli che oggi lavorano tra precarietà e sfruttamento per le varie associazioni no profit (o presunte tali) che affollano il settore e di cui difficilmente sentiremo la mancanza.
Insomma, la strada che conduce alla qualità è ancora molto lunga, ma assolutamente percorribile. Procediamo con velocità e convinzione per portarci in casa il servizio di emergenza-urgenza, risparmiando e garantendo stabilità ai lavoratori del 118”.

 

 

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Redazione Oraquadra

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