Commercio Fase 2 – Considerazioni a caldo sulla ripartenza

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Covid, Fase 2. Il tempo della ripartenza, del distanziamento sociale un po’ meno distante e comunque sicuro, dei protocolli, delle linee guida, degli aiuti e della progettazione, dello: “stare assieme, perché da soli – e forse, ora lo abbiamo compreso- non si va da nessuna parte, e abbiamo bisogno di essere l’uno spalla dell’altro”.

“Siamo finalmente ripartiti, ed è importante perché abbiamo spezzato quel laccio che ci costringeva ad un immobilismo innaturale per chi fa impresa, e che rischiava di interrompere quell’energia che determina la volontà e l’azione, caratteristiche proprie dell’imprenditore, piccolo o grande che sia”. Così Giuseppe Spadafino, presidente della delegazione Italia Montegranaro, una delle aree commerciali più vivaci – sino a gennaio scorso- del capoluogo tarantino, commenta con emozione il sentimento di ‘liberazione’ che sta contagiando i commercianti tarantini in questi primi giorni di riapertura delle attività del commercio al dettaglio.

“I cosiddetti negozi di vicinato, sono finalmente tornati di moda in tempi di pandemia. Persino alcuni irriducibili amazonfollowers, i portatori della cultura del compro tutto con un click, in queste settimane dominate dal Covid19 si sono ravveduti riguardo alla forza sociale del commercio tradizionale, una preziosa risorsa per chi crede ancora nel macro-valore delle relazioni umane, e chi desidera vivere in città sicure, accoglienti ed a misura d’uomo. Nell’emergenza sanitaria abbiamo imparato che dobbiamo rafforzare e dare maggiore qualità agli spazi della città, dotarla di servizi innovativi, darle nuovi strumenti che consentano la migliore fruibilità dell’offerta socio-culturale e commerciale.

Le attività commerciali ed artigianali rappresentano il cuore pulsante di un economia che si è fermata in queste settimane e che largamente contribuisce alla costruzione del reddito delle famiglie. Per troppo tempo noi piccoli commercianti siamo stati in silenzio, ed abbiamo accettato che ai tavoli che contano fossero seduti i portatori di altri interessi che spesso non coincidono con gli interessi diffusi. E per troppo tempo abbiamo accettato che al ‘bene della nazione’ fosse data la priorità, anche a costo di un prezzo salato, che noi Tarantini abbiamo pagato sulla nostra pelle.

Oggi qualcosa sta finalmente cambiando, e lo Stato e la Regione prendono coscienza che se si ferma il popolo delle partite IVA, dei piccoli imprenditori si ferma il Paese. Noi siamo una provincia dove le micro e le piccole imprese del commercio, del turismo e dei servizi sviluppano economia. Ecco, si sono finalmente accorti di noi, questo a prescindere dai ritardi della macchina burocratica.

Non sappiamo cosa c’è dietro l’angolo già a partire da domani, forse alcuni di noi non arriveranno al 2021. Però posso dire che nonostante il disastro dei nostri bilanci aziendali la maggior pare delle nostre attività il 18 maggio ha aperto, e lo abbiamo fatto con il sorriso sulle labbra, con la voglia di accogliere al meglio ed in sicurezza la nostra clientela. Ora abbiamo bisogno di una dose massiccia di aiuti, e non solo economici, per rimettere in marcia le nostre imprese. Abbiamo bisogno di confronto continuo e fattivo con i decisori delle politiche pubbliche, abbiamo bisogno di essere ascoltati, ma lealmente e realmente ascoltati un attimo prima e non dopo le decisioni prese, abbiamo bisogno di mettere in moto preziose sinergie.

Serve a noi imprenditori, ma serve anche alla città. Se potessero parlare i cittadini si sentirebbe la voce dei tanti che entrando nei nostri negozi ci hanno detto : “Grazie, siete tornati!”

 

 


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Redazione Oraquadra

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