APERTAMENTE. “Ordinanza sindacale dichiarativa dell’incapacità di intendere e di volere del popolo grottagliese” di Ettore Mirelli

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Leggo l’Ordinanza sindacale n° 82 del 29/5/2020 e non mi capacito che sia vero quello che sto leggendo.
Con riferimento al divieto di vendita di bevande da asporto e relativa consumazione su area pubblica, tutto sommato la norma ha la sua ratio, visti gli assembramenti verificatisi in altre città d’Italia, che prevedibilmente si sarebbero verificati anche a Grottaglie, ma quello che sconcerta è la leggerezza con cui si vieta ad una intera categoria di venditori di esercitare il proprio lavoro per il quale sono stati debitamente autorizzati e dal quale ricavano la propria unica fonte di sostentamento per sé e per la propria famiglia, fino alla data allucinante del 31 dicembre 2020.
Ma stiamo scherzando?
Ma il Sindaco pensa che la gente campi d’aria? O si possa nutrire solo della frutta e degli alimenti comprati all’ingrosso e rimasti invenduti ed invendibili?
Quella che ho tra le mani non è una Ordinanza sindacale ma una Sentenza senza appello e senza comparizione delle parti, con cui si dichiara l’incapacità di intendere e di volere del popolo grottagliese, addossando sulle spalle della cittadinanza la responsabilità della incapacità politica di questa Amministrazione.
Se come affermato dal Sindaco, durante un sopralluogo effettuato in data odierna sono state riscontrate molteplici violazioni alle disposizioni di legge in materia di contenimento della diffusione del Covid 19, anche se di queste molteplici violazioni si cita solo la presenza di cassette di alimenti appoggiate a terra, la soluzione non è paralizzare un intero settore merceologico, ma aumentare i controlli e sanzionare i trasgressori. A questo servono le forze dell’ordine nei paesi democratici, non ad individuare le categorie di cittadini da vessare, perseguitare, ostracizzare e costringere alla morte civile ed economica.
Ora che i commercianti sono stati informati della insostenibilità della loro condotta, sarà loro interesse responsabilizzarsi, pena l’irrogazione di salate sanzioni amministrative a carico dei singoli trasgressori.
Procedere nel modo delineato dal Sindaco, sarebbe come chiudere la città al traffico veicolare solo perchè alcuni automobilisti hanno superato i limiti di velocità.
Io credo che a questo punto sarà necessario procedere alla impugnazione della Ordinanza in sede amministrativa e sia necessario chiedere al Prefetto di annullarla per mancanza di proporzionalità della normativa adottata rispetto agli interessi coinvolti, che non sono solo gli interessi dei commercianti ambulanti, ma sono gli interessi di tutta la collettività, relativamente alla esigenza di limitare attraverso la libera concorrenza l’aumento dei prezzi al consumo di prodotti alimentari e, più in generale, l’interesse ad evitare simili prevaricazioni normative illegittime ai danni di intere categorie di lavoratori.
Caro Sindaco, quattro anni fa, quando è stato eletto lei, Grottaglie aveva scelto una guida politica che si facesse interprete dei bisogni e dei desideri della collettività, non un tutore con potere di vita e di morte sulla nostra esistenza e sulla nostra economia.
Se questa Amministrazione non è in grado di adempiere al mandato conferitole, Sindaco, si dimetta e si proceda a nuove elezioni, ma mai più in futuro, si permetta di trattare noi cittadini come incapaci, al solo fine di nascondere la sua incapacità.
Ettore Mirelli avvocato
 

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Redazione Oraquadra

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