APERTAMENTE. Dagli scienziati mi salvi Dio che dal virus mi salvo io

Condividi

Se è vero che è quasi impossibile trovare due orologi che segnano la stessa ora, è ancor più difficile trovare due scienziati che abbiano detto la stessa cosa, peraltro senza smentire se stessi da una settimana all’altra e senza entrare in conflitto con gli altri scienziati.

Ci piacerebbe credere al prof. Zangrillo : “Sono più scienziato io di tanti altri, anche in Cts”. Il primario rianimatore del San Raffaele torna sul caso mediatico scoppiato dopo che ha definito il Covid “clinicamente morto” “Una cosa che trovo fastidiosa di questo Paese è che i clinici siano da una parte e gli scienziati dall’altra. Noi dobbiamo intenderci sulla qualifica di scienziato, perché se andiamo a vedere i parametri, e vi invito a controllare la letteratura scientifica, io sono molto più scienziato di tanti autoproclamatosi scienziati, anche del Comitato tecnico scientifico”. “Mi viene veramente da ridere – ha dichiarato ieri Zangrillo.  Oggi è il 31 di maggio e circa un mese fa sentivamo gli epidemiologi dire di temere grandemente una nuova ondata per la fine del mese, o per inizio di giugno, e che chissà quanti posti di terapia intensiva c’erano da occupare… In realtà il virus, praticamente, dal punto di vista clinico non esiste più”. Il primario rileva che “i tamponi eseguiti attualmente negli ultimi dieci giorni hanno una carica virale, dal punto di vista quantitativo, assolutamente infinitesimale rispetto a quelli eseguiti su pazienti di un mese, due mesi fa”. Ed è “la verità, la dico ufficialmente, tutti gli italiani se ne facciano una ragione”.

Zangrillo ha sottolineato le sue affermazioni dicendo: “Ci metto la firma” ( Io lo spero n.d.r.)

Eh già, gli italiani se ne facciano una ragione.

Ed ha appunto ragione, giacché settimane e settimane di terrorismo mediatico, auto con voce funerea che diffondeva “restate a casa… andrà tutto bene..” hanno avuto l’effetto di terrorizzare in tanti. Specialmente quei dipendenti pubblici che – sarò impopolare ma non me ne frega niente- fingevano di lavorare in smart working o come cavolo si dice, fingevano appunto, a stipendio pieno ed i pensionati, i quali, giustamente spaventati, anche per motivi anagrafici, non vogliono fare favori all’Inps.

Hanno combattuto il virus con il terrore, le minacce, le multe (illegittime, come vedremo nelle aule di giustizia), la caccia al passeggiatore criminale.

A Zangrillo risponde Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Pavia. “Ipotizzare che questo virus scomparirà come la Sars – ha spiegato – è azzardato. Ricordiamo che anche la MERS non è scomparsa ma circola tutt’ora. Si tratta poi di due virus con caratteristiche molto diverse da un punto di vista epidemiologico e questo andrebbe spiegato”. Ecco Farbrizio Pregiasco “La situazione attuale ci dovrebbe rasserenare, il virus sta ancora circolando, ma in misura notevolmente minore e meno aggressiva”, ha commentato il virologo dell’Istituto Galeazzi di Milano. “Il dottor Zangrillo ha evidenziato una situazione che nota il suo ospedale, ma che stanno osservando anche molti altri colleghi, e cioè il fatto che le manifestazioni cliniche dei nuovi malati di COVID-19 siano meno pesanti, con un coinvolgimento minore dal punto di vista delle polmoniti. Si tratta di un’evidenza, non sappiamo ancora a cosa siano dovute queste variazioni, ma la carica virale è nettamente diminuita”.

Vuoi vedere che questo Coronavirus toglie il disturbo? Le cronache ci dicono che il profilo dell’infezione sta cambiando, rispetto ai primissimi giorni dello tsunami. Lo ammette Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano: “Se dalla trincea vedi il nemico che si ritira non hai ancora vinto la guerra, ma qualcosa sta accadendo”

Questo Coronavirus si sta adattando in modo tale da non uccidere l’ospite, è sicuramente meno virulento, come ha spiegato Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Per settimane siamo diventati tutti esperti di fattore R con zero, l’indice dei contagi che doveva calare. Ma ora che il virus cambia pelle, si chiede la gente, hanno senso i paletti e i traguardi che ci eravamo posti due mesi fa? Per la virologa/veterinaria Ilaria Capua, nella Fase 2 sarà possibile cercare di gestire la circolazione del virus. In altri termini, questo Sars-Cov-2 potrebbe diventare un nuovo virus del raffreddore umano, che si evolve, si adatta all’organismo. Già oggi tanti casi sono asintomatici, uno starnuto e via. In teoria, secondo la virologa, avanti di questo passo non ci sarebbe nemmeno un bisogno impellente di un vaccino. Oggi il Coronavirus un raffreddore non è, manca l’immunità di gregge, ma si è indebolito.

Da Roma a Milano, gli indicatori mostrano tutti una epidemia in fase calante. Anche in Emilia Romagna il trend è in decremento. Antonio Luciani, direttore della medicina d’urgenza del Policlinico di Modena, ha da tempo riorganizzato il pronto soccorso per separare i pazienti con sospetto Covid-19 dagli altri, e conferma: “Di casi severi fortunatamente non ne vediamo più, abbiamo qualche ricovero in malattie infettive, ma i numeri non sono paragonabili a quelli che avevamo soltanto il mese scorso”.

Vatti a fidare degli scienziati.

Il Coronavirus non ha mandato in confusione solo la classe politica, ma anche la comunità degli studiosi che, per settimane e settimane, ha continuato a ripetere delle verità “inattaccabili” che poi, allo stato dei fatti, si sono rivelate clamorosamente false.

Non dimentichiamo Roberto Burioni che parlava di “rischio zero” per l’Italia e di mascherine inutili, la citata Ilaria Capua che ridimensionava la potenza del nuovo virus, per arrivare fino al già detto Fabrizio Pregliasco che definiva assai complicato il contagio da asintomatici. E ancora tanti tanti altri. Giusto fidarsi degli esperti. Ma occhio a non prendere tutto per oro colato…

Nel mirino di Burioni c’era in particolare il governatore della Toscana Rossi – PD) , accusato di non aver messo in quarantena i residenti tornati dalla Cina. In alcuni post delle scorse settimane, Burioni ha paragonato la mortalità potenziale del Covid-19 a quella dell’influenza spagnola, che tra il 1918 e il 1920 fece milioni di vittime in tutto il mondo (grazie a Dio non ci ha azzeccato)

“A me sembra una follia. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così. Guardate i numeri”. A parlare è Maria Rita Gismondo, virologa in prima linea essendo la responsabile del laboratorio dell’ospedale Sacco di Milano, in cui vengono analizzati da giorni i campioni di possibili casi di coronavirus. In un post su Facebook, in cui non cita mai Burioni, la scienziata scrive: “Non è pandemia! Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per coronavirus 1!”. Secondo Gismondo, che invita tutti ad abbassare i toni, “questa follia farà molto male, soprattutto dal punto di vista economico”.

Ma ecco che ci imbattiamo nella prestigiosa rivista internazionale “Scopus” la quale boccia gli Scienziati italiani : “Crisi in mano ai più scarsi del mondo”.   Il suo sistema di valutazione contempla una mediocrità che si assesta sui 50 punti e un’autorevolezza solida sopra gli 80. I primi italiani sono: Alberto Mantovani dell’Humanitas con 167 punti, Giuseppe Remuzzi dell’Istituto Mario Negri a quota 158, Luciano Gattinoni dell’Università di Gottingen a 84. Tutti e tre compaiono poco (o comunque molto meno di altri) in televisione e non sono consulenti del governo. Mantovani arriva a sfiorare l’eccellenza assoluta, che nella lista è rappresentata da Anthony Fauci, 174 punti. Lo scienziato italo-americano è il consulente della Casa Bianca. A seguire, tra gli italiani, l’oncologo dell’Istituto Pascale di Napoli Paolo Ascierto (63 punti) che con la sua equipe ha sperimentato il farmaco anti-artrite tocilizumab ed è stato nominato coordinatore del gruppo di ricerca della Regione Campania. E poi il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito (61), Giovanni Rezza (59) dell’Iss e Massimo Galli (51) primario infettivologo del Sacco di Milano. Sfiorano la sufficienza Andrea Crisanti (49) virologo consulente della Regione Veneto e Ilaria Capua (48) direttrice dell’One Health Center of Excellence dell’Università della Florida. Molto al di sotto della sufficienza i vari Walter Ricciardi (39) consulente del ministero della Salute; Pier Luigi Lopalco (33) ordinario di Igiene all’Università di Pisa e coordinatore delle emergenze epidemiologiche della Regione Puglia; Roberto Burioni (26) virologo del San Raffaele di Milano e ospite fisso della trasmissione di Fabio Fazio Che Tempo Che Fa, il quale non si è risparmiato una battuta velenosa nei confronti di chi sconfisse il colera, il prof. Tarro “, allievo di Sabin (antipolio) : se lui candidato al Nobel, io Miss Italia”. Quindi Maria Rita Gismondo (22) virologa del Sacco di Milano. Ancora più in basso nella classifica il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Comitato Scientifico Silvio Brusaferro (21) e Fabrizio Pregliasco (14) virologo dell’Università degli Studi di Milano. In fondo alla lista Giulio Tarro (10), ex primario del Cotugno di Napoli.

Aiutoooo !!!

Cosimo Lombardi
 

Condividi
Redazione Oraquadra

Redazione Oraquadra

La redazione.

Lascia un commento