Cozze. Tutti i dati del rischio sanitario: legge violate e diossina record

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Una violazione di legge ormai perpetua. Il primo seno del Mar Piccolo di Taranto anche quest’anno è pieno di mitili adulti che saranno messi in commercio tra qualche settimana in totale violazione della legge: l’ordinanza regionale n. 188 del 25-3-2016 prorogata e modificata dalla successiva ordinanza regionale, la n. 532 del 13-9-2018. Siamo a maggio mentre questi mitili dovevano essere spostati nel secondo seno o nel Mar Grande entro il 28 febbraio.

l primo seno del Mar Piccolo

oggi rappresenta un vero e proprio rischio sanitario. I recenti risultati delle analisi fatte dalla Asl di Taranto sui mitili sono abbastanza eloquenti. Il 2018 ha toccato il valore record di 25,048 pg/gr (± 4,062) per il parametro sommatoria diossine+PCB-DL  a fronte del limite pari a 6,5 pg/gr (Limiti Regolamento UE. 1259/11). Il 2018 è stato l’anno con i valori più alti dal 2011 infatti già nei mesi di gennaio, febbraio e marzo si registrano superamenti per i limiti di azione per il parametro PCB diossina simili e per il parametro diossine. Il superamento del limite di azione dovrebbe obbligare le autorità competenti a mettere in atto azioni preventive al fine di eliminare la causa della contaminazione e, quindi, del superamento del limite di azione. Sempre nel mese di marzo si supera il limite massimo per il parametro PCB-nonDL (94,47 ± 13,69 ng/gr) mentre da arpile a ottobre vengono sforati i limiti massimi per il parametro sommatoria diossine+PCB-DL e nei mesi di novembre e dicembre i limiti di azione. Non è molto diverso l’andamento dei valori per l’anno 2019. Da gennaio ad aprile vengono superati i limiti di azione mentre già nel mese di maggio per il parametro sommatoria diossine+PCB-DL si arriva a 16,654 ± 2,694 pg/gr a fronte dei limite posto a 6,5 sino al valore massimo raggiunto a luglio, 18.130 ± 2,927 pg/gr. Sino alla fine dell’anno, come l’anno precedente, rimarranno violati i limiti di azione ma attenzione, c’è da fare una differenza rispetto ai primi mesi dell’anno, una differenza che fa comprendere la situazione drammatica del primo seno del Mar Piccolo. Da settembre a dicembre 2019 i mitili che hanno superato i limiti di azione sono mitili novellame, cioè cozze appena più grandi del seme, qualche centimetro. E’ davvero assurdo pensare che le istituzioni locali non agiscano di fronte al superamento dei limiti di azione nei mitili novellame, ma invece accade. (Scarica i dati del monitoraggio Asl sui mitili 2018/2019). Come sono i dati del 2020? Come possono essere i dati del 2020 se anche ne 2018, a novembre e dicembre i valori dei campioni sul novellame superavano i limiti di azione? I primi sforamenti oltre i limiti di legge per la sommatoria diossine+PCB-DL si registrano già nel mese di aprile. Attendiamo quindi che la Asl di Taranto renda i dati pubblici.

Il secondo seno del Mar Piccolo

non può fare sonni tranquilli perché anche qui arriva diossina e pcb anche se in quantità minore rispetto al primo seno. Oggi il secondo seno rappresenta l’ultima roccaforte della vera cozza tarantina ma anche questo prezioso specchio d’acqua subisce la violenza delle attività produttive industriali come quelle del siderurgico ex Ilva e del vecchio arsenale della Marina Militare. Negli ultimi due anni presi in considerazione, senza dimenticare che dal 2011 ad oggi tutti gli anni hanno registrato valore ben oltre i limiti di legge (scarica i dati del monitoraggio Asl sui mitili 2015/2016/2017), anche nel secondo seno si registrano valori preoccupanti come ad esempio nel mese di agosto del 2018 quando si superano due limiti di azione e si tocca il valore limite massimo: per il parametro diossine 2,197 ± 0,367 pg/gr a fronte del limite di azione pari a 1.5, per il parametro PCB DL 4,718 ± 0,759 pg/gr a fronte del limite di azione pari a 2.5 e per la sommatoria diossine+pcb DL 6,915 ± 1,126 pg/gr a fronte del limite massimo pari a 6.5Nel 2019, mese di giugno, nel secondo seno si superano i limiti di azione in due diversi campionamenti: 1,935 ± 0,323 pg/gr per il parametro diossine, 3,731 ± 0,600 pg/gr per il parametro PCB DL mentre per un altro campionamento 3,589 ± 0,577 pg/gr sempre per il parametro PCB DL. Nel mese di agosto altri due campionamenti che superano il livello di azione per il parametro PCB DL: 4,513 ± 0,726 e 3,344 ± 0,538 pg/gr.

Nei mitili delle altre zone d’Italia

i valori di diossine e pcb non superano mai i livelli di azione. Abbiamo avuto modo di visionare le analisi di laboratorio dell’ultimo test del mensile il Salvagente, che proprio alla qualità delle cozze dedica la copertina del numero in edicola dal 28 agosto 2018.

Questo confronto tra i mitili di Taranto e quelli del resto d’Italia serve a dare un quadro della situazione alle istituzioni locali che esultano quando i valori non superano il limite massimo ignorando che questi, nel corso di tutti i mesi dell’anno, hanno superato di molto i limiti di azione e quindi dovrebbero adoperarsi in azioni concrete per evitare la contaminazione di un prodotto abbondantemente consumato sulle nostre tavole.

La classificazione delle acque di tipo “A”

rappresenta un prestigio solo se i campi di mitilicoltura vengono controllati nelle reimmissioni di cozze provenienti dall’Adriatico e dalla Grecia. Va ricordato che mitili provenienti da acque di tipo B possono essere reimmesse solo in acque di tipo A, altrimenti necessitano di procedura di stabulazione. Perché questa preoccupazione? Semplice, il primo seno, oggi è pieno di mitili non autoctoni, come ad esempio quelli mostrati in queste immagini. Ciò significa che, visto le violazioni dell’ordinanza regionale, queste operazioni di spostamento di mitili, sia quando sono immerse che quando vengono prese per essere messe in commercio, non sono movimentazioni autorizzate dalla Capitaneria di Porto né sono state sottoposte ai controlli sanitari. Un altro consistente dubbio è rappresentato dal metodo di classificazione delle acque perché un conto è dare una classificazione previo controllo microbiologico, ad esempio la ricerca dell’Escherichia Coli, ben altro è classificare le acque previa ricerca di metalli ed idrocarburi, perché come abbiamo potuto constatare dalle analisi della Asl di Taranto la cozza può avere sia una carica batterica che assorbire nella sua parte grassa diossine e pcb. Qual è, quindi, lo stato di salute delle acque del Marc Piccolo? Lo abbiamo chiesto ad Arpa Puglia e questi sono i risultati.

“Per quanto attiene l’annualità di monitoraggio considerata (2018), con riferimento alla matrice “Acque” si sono evidenziati superamenti degli SQA-MA (Standard di Qualità Ambientale – Media annua di cui alla Tab. 1/A del D.Lgs. 172/2015), per il benzo(a)pirene nei corpi idrici “Mar Piccolo – Primo Seno” e “Mar Piccolo – Secondo Seno”. Con riferimento invece alla matrice “Sedimenti” si sono evidenziati superamenti degli SQA-MA (di cui alla Tab. 2/A del D.Lgs 172/2015), per il cadmio, il mercurio, il piombo nei corpi idrici “Mar Piccolo – Primo Seno” e “Mar Piccolo – Secondo Seno”; per l’antracene si è riscontrato un superamento nel corpo idrico “Mar Piccolo – Primo Seno”. Sempre per la matrice sedimenti, gli SQA-MA di cui alla Tab. 3/B del D.Lgs 172/2015 sono stati superati per l’arsenico nel corpo idrico di transizione “Mar Piccolo – Primo Seno” e nel corpo idrico marino-costiero “Capo S. Vito-Punta Rondinella”.”

Le cozze del Mar Grande

non chiamatele tarantine, almeno in questo caso! Proprio in questi giorni queste acque vengono interessate da immissioni di mitili provenienti dalla Grecia così come testimoniano le seguenti immagini scattate nel mese di maggio di quest’anno. Come e a chi vengono dichiarate queste movimentazioni? Hanno passato i controlli sanitari? Sappiamo dove sono state immerse per poi dare loro la giusta tracciabilità? Tra qualche settimana, in pieno periodo della cozza tarantina, saranno vendute come cozze della Grecia o come cozza tarantina?

Nel Mar Grande, anche nel caso di allevamento della cozza tarantina, non si sfugge agli inquinanti. Come si può osservare dai risultati delle analisi della Asl di Taranto, sia nel 2018 che nel 2019 dal mese di luglio al mese di ottobre i valori relativi alle diossine e pcb vanno ben oltre i limiti di azione. Ciò che più preoccupa di più è il fatto che i limiti di azione vengono superati anche nei campioni di novellame così come avviene nel Mar Piccolo. In un campione di Mytilus novellame prelevato in Mar Grande il 21 settembre 2018 il valore di PCB DL è arrivato a 6,191 ± 0,996 pg/gr, il limite di azione è 2.5. Per concretezza basta sapere che queste sono le cozze tarantine che arriveranno in questi giorni sulle nostre tavole, come anche quelle campinate a novembre del 2018, dove per il parametro PCB DL già si misurava 3,998 ± 0,643. Anche nel 2019 troviamo Mytilus novellame oltre i limiti di azione: a settembre per il parametro PCB DL il valore è 5,310 ± 0,854 pg/gra ottobre sempre per lo stesso parametro 4,174 ± 0,671 pg/gr.

Il Commissario straordinario alle bonifiche non ha mai fatto le bonifiche

o, almeno, il Mar Piccolo e il Mar grande non le hanno mai viste, anche se Taranto ha un Commissario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione, Vera Corbelli, nominata con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri l’8 luglio 2014 con una copertura finanziaria di 214.896.436,74 euro. Nella zona del mar Piccolo di Taranto le indagini hanno evidenziato inquinanti che vanno oltre i 15 metri. Pensate che il materiale che è venuto fuori da 18 metri di carotaggio è tutta roba melmosa che, dalle prime indagini, non si riesce a collocare in nessuna matrice ambientale“. Sono le parole del Commissario straordinario per gli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, Vera Corbelli nella Seduta n. 6 della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti svolta lunedì 20 ottobre 2014. Quindi? Che fine hanno fatto questi metri di melma Commissario Corbelli? Dopo sei anni del suo lavoro nessuno è stato capace di certificare la fonte della diossina e dei pcb presenti nei nostri mari che vengono assorbite dai mitili, né è stata avviata una sola vera opera di bonifica. In questo “PROTOCOLLO D’INTESA TRA I MINISTERI DELL’AMBIENTE, MEZZOGIORNO E IL COMMISSARIO DI GOVERNO” venivano stanziati 40 milioni di euro per accelerare gli interventi di bonifica, riqualificazione ed ambientalizzazione del territorio presisposti dal Commissario Straordinario Vera Corbelli. Nello specifico venivano destinati € 34.000.000,00 per gli “Interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione del bacino del Mar Piccolo di Taranto. Quali interventi di bonifica? Dove sono confuite queste somme? A cosa ha giovato, poi, viste le condizioni in cui versa oggi la mitilicoltura tarantina, l’Accordo tra Commissario Straordinario e Cooperative Mitilicoltura, stipulato a marzo del 2018? Parole su carta tra accordi e protocolli di intesa nel corso degli anni ma oggi la mitilicoltura tarantina non ha visto nessuna opera di bonifica. Diossine, PCB e metalli sono presenti in quantità notevoli così come confermano i dati della Asl e dell’Arpa. Ma per approfondire le attività del commissario è necessario leggere questo articolo.

La gestione illecita dei mitili a Taranto

fattura milioni di euro ogni anno. E’ quanto dichiarano gli stessi militari che nel corso degli anni hanno avviato numerose operazioni che hanno portato a sequestri, denunce ed arresti. L’unico accordo in essere nel comparto è quello di una sola famiglia mafiosa che gestisce tutti gli illeciti nella mitilicoltura immettendo nel mercato regolare prodotto non tracciato e contaminato. Un opificio collaudato che ripulisce denaro sporco, proventi di altre attività criminose investiti in nero nel comparto ittico. La gestione illecita investe nel comparto prima negli allevamenti abusivi che oggi, nonostante le nuove concessioni assegnate, occupano gli specchi d’acqua del primo e secondo seno del Mar piccolo e quelli del Mar grande. In secondo luogo questa gestione, tramite canali esteri, immette nella mitilicoltura tarantina cozze provenienti da Grecia e Spagna, ma anche dall’alto Adriatico, in particolar modo proprio nel periodo della cozza tarantina. Questi mitili saltano ogni controllo sanitario e le movimentazioni negli allevamenti non sono denunciate alla Capitaneria di Porto. I natanti utilizzati per queste attività dovrebbero avere una licenza come imbarcazione asservita agli impianti di acquacoltura, inoltre dovrebbero avere il certificato di sicurezza RINA e il personale di bordo, oltre a dover essere regolarmente assunto, dovrebbe figurare sul libretto di navigazione, così come il comandante, o sul foglio di ricognizione della Guardia Costiera. Per queste attività nulla di tutto ciò. Gli allevamenti abusivi rappresentano anche una problematica nel monitoraggio dei mitili: dal primo al secondo seno vengono spostati mitili senza nessuna dichiarazione di movimentazione. Questo può falsare i risultati del monitoraggio della Asl di Taranto che ricerca nei mitili diossine e pcb. Una delle attività più fruttuose di questa gestione illecita produce le famose vaschette di plastica che contengono il frutto aperto e nei mesi di attività più intensa, giugno e luglio, raggiungono anche diverse regioni italiane. Queste vaschette vengono vendute anche nelle pescherie della città spudoratamente senza nessuna etichetta, tanto chi controlla? In altri casi aziende che hanno l’autorizzazione alla trasformazione del prodotto comprano queste vaschette dai centri abusivi di trasformazione e le corredano con le etichette della propria azienda. Stroncare questo commercio è possibile: smantellare gli allevamenti abusivi di mitilicoltura, magari utilizzando i fondi del Commissario, smantellare i centri di spedizione abusivi che trafficano con l’estero, smantellare i centri di trasformazione abusivi, controllare gli acquirenti diretti come i ristoranti e le pescherie, controllare la aziende autorizzate che comprano vaschette dagli abusivi, visto che non hanno personale assunto per tale operazione.

Istituzioni locali e associazioni di categoria dovrebbero tutelare

il comparto ittico, ma è davvero impossibile quantificare gli interventi dell’amministrazione del Comune di Taranto di fronte ad una contaminazione della catena alimentare confutata dai dati degli organi istituzionali preposti e diffusi in questo articolo. Oltre al rischio sanitario bisogna considerare che negli corso degli anni ha pesato l’assenza nel comparto ittico di rappresentanti di categoria che avrebbero dovuto agire secondo una progettualità che evitasse il soffocamento delle grida di ribellione degli operatori regolari ed onesti a loro volta schiacciati dalle problematiche di inquinamento ambientale ad opera delle attività industriali e dagli illeciti commerciali ad opera dei tentacoli del malaffare. Un malaffare che ha individuato nel settore ittico e della mitilicoltura una fonte di bonifica di flussi monetari provento di illecite attività di stampo mafioso. Questa gestione si è appropriata del comparto ittico e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale, soffocando l’imprenditoria onesta, ma anche compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto di minare irreversibilmente l’immagine dei prodotti e il valore del prodotto principe di Taranto. I mitili. Le cozze. La responsabilità e direttamente riconducibile a chi amministra che non riesce ad attuare un programma teso a ridare dignità a chi in questo comparto vuole lavorare onestamente: gli imprenditori, i miticoltori, sino ad arrivare ai ragazzi che nel cuore della città, nella Città Vecchia, che sono costretti a lavorare in nero per aprire le cozze inconsapevoli che per venti euro al giorno alimentano un sistema illecito molto più esteso del loro banchetto posto sotto un ombrellone. La sconfitta del settore è rappresentato dal silenzio assenso delle istituzioni alle infiltrazioni mafiose nel comparto. In questo quadro desolante dove regna sovrana l’illegalità ne esce sconfitta una intera città, la sua cultura, la sua storia e i pochi cittadini lasciati soli che non si sa per quale motivo, questa città, continuano a difenderla.

 

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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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