APERTAMENTE. Regione Puglia: non c’è due senza tre? No grazie. Vinciamo e poi discutiamo

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Fitto è la persona giusta per guidare la Puglia.

Essere privi di memoria, nella vita in generale e in politica in particolare, non aiuta, anzi danneggia.
Tralasciando l’esperienza delle elezioni regionali del 2005 quando Vendola, che si presentava come il salvatore della Sanità pugliese e la propaganda della sinistra riuscì a descrivere l’incolpevole Fitto come L’Attila degli Ospedali, riuscendo a prevalere per pochi decimi di punto percentuale, salvo poi a registrare i primi mortali colpi inferti al sistema sanitario regionale proprio da Vendola, anche le successive elezioni regionali sono state un osceno regalo del centrodestra al campo avverso.
Nel 2010, quella che era stata una leader della destra pugliese riuscì a sbarrare il passo a quel galantuomo di Rocco Palese, in un duplice derby all’interno del centrodestra pugliese e leccese e a regalare la riconferma a Vendola, la cui opera amministrativa si era mostrata effimera e fallimentare, tutta fumo e poco ( o niente) arrosto.
La somma dei voti di Palese e della Poli Bortone superarono di gran lunga i voti raccolti da Vendola, nonostante una campagna elettorale fatta da presidente uscente, con gran dispiego di mezzi pubblici.
Vendola, malgrado i pugliesi ed in danno dei pugliesi, venne confermato, per colpa nostra.
Idem con patate cinque anni dopo, candidato “ufficiale” del centrodestra pugliese uno scienziato di fama internazionale, il leader di una benemerita associazione nazionale anticancro, il prof. Francesco Schittulli con il compito di sbarrare il passo a Michele Emiliano che, avendo smesso di fare il sindaco a Bari ed avendo preso gusto alla vita politica si era candidato alla presidenza della regione.
Ma, ecco ancora a gamba tesa, riappare donna Adriana ed ai pugliesi toccò subirsi il quinquennio che sta per terminare con Emiliano che ha vandalizzato la Puglia, in maniera particolarmente nefasta Sanità ed agricoltura, giacchè il presidente “tutto fare” ha tenuto per se stesso quelle deleghe assessorili.
Giunto il momento di dare alle Regioni le cui amministrazioni sono in scadenza una guida sicura, da mesi i tre protagonisti del centrodestra hanno individuato, per ciascuna regione che deve rinnovare l’amministrazione, la migliore guida possibile, nel rispetto di ciascuno.
In Puglia, disastrata da Emiliano, venne individuato Raffaele Fitto, politico esperto, e uomo ancor giovane, europarlamentare prestigioso, apprezzato in tutt’Europa, con solide radici, anche elettorali, in tutta Puglia ed un suo gruppo che appariva coeso e leale nei confronti del suo leader.
Ricordiamo che alla vigilia delle Europee Fitto ed il suo gruppo confluì in Fratelli D’Italia, giacchè nel gruppo parlamentare europeo entrambe le componenti facevano già parte dello stesso gruppo.
La naturale evoluzione di un fidanzamento in matrimonio.
La alleanza piacque ai pugliesi, e non solo ai pugliesi, se è e vero, come è vero, che in politica, in termini elettorali 2+2 non sempre fa 4, in questo caso la benedizione degli elettori della confluenza del gruppo fittiano in Fratelli d’Italia ha fatto si che 2+2 ha fatto 6.
Fitto prese più di 87.000 preferenze, il più suffragato tra i candidati Pugliesi.
Eh, si, cari miei, il popolo, la gente (come si usa dire) apprezza la concretezza, approva la umile forza di saper smussare gli angoli quando ciò serve al bene pubblico e la premia.
Donde l’eclatante crescita di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia e quella somma politico/aritmetica continua ad incrementarsi.
Ma ecco che, da qualche polveroso baule è venuto fuori il fantasma dell’acredine, del meschino calcolo dell’, dell’invidia e proprio da dove non te lo aspetti, da sponde fino ad avantieri vicinissime allo stesso Fitto.
Avrei anche capito, ma per non più di 5 minuti, una resistenza dalla mia parte, quelli più vicini all’ala destra di Fratelli d’Italia, gli orfani di Almirante, ma la resistenza da parte del centro campo, di una parte di quel centrocampo che si è accasato in altro club, proprio no.
Bah, misteri della fede.
Ecco allora che deve prevalere la ragione, il buon senso e l’amore per la Puglia e per i Pugliesi.
E, se vi pare, in via secondaria, anche della nostra parte politica.
Due volte abbiamo danneggiato la Puglia con le nostre divisioni; due volte abbiamo deluso il nostro popolo ed il popolo pugliese.
Non possiamo fare così per la terza volta.
Anche perché, a breve, abbiamo da sostituire il governo nazionale in un momento assai delicato per il popolo italiano e il tesoro dell’unità della coalizione deve essere preservato.
Pena l’irrilevanza politica e la giusta condanna all’oblio da parte del popolo.
Cerco di immaginare cosa avrebbe detto il compianto Pinuccio Tatarella in questo frangente : vinciamo e poi discutiamo.
Fitto è la persona giusta per guidare la Puglia.
Capacitiamoci, è così.

Cosimo Lombardi

 


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Redazione Oraquadra

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