Aumento dei prezzi, Casartigiani: «no ad accuse ingiuste»

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A distanza di un mese dalla ripartenza di parrucchieri e centri estetici, Casartigiani Taranto prende le difese della categoria, ingiustamente accusata in queste settimane di aver speculato sui prezzi dei servizi erogati.
«Le imprese hanno dovuto fare i conti con un considerevole aumento dei costi per adeguarsi alle linee guida regionale. Ed è bene sapere – fa sapere Ivano Mignogna, presidente provinciale della categoria estetica e acconciatura – che i costi per la fornitura dei dispositivi di protezione individuale, dei prodotti per la sanificazione e di tutto ciò che garantisce la sicurezza del personale e dei clienti, sono altissimi. È dunque probabile che qualche attività abbia applicato dei piccoli rincari, almeno per non andare in perdita. Nulla a che vedere però – precisa – con la “Tassa Covid”, di cui sentiamo ormai spesso parlare, talvolta anche a sproposito».
Casartigiani mette dunque a tacere le tante polemiche che si rincorrono sui social, in merito ad aumenti indiscriminati da parte delle imprese del settore benessere.
«Molte aziende hanno riaperto per dare un segnale di speranza pur consapevoli che i costi sarebbero stati ben superiori agli introiti. È inaccettabile che si punti il dito su un comparto che sta pagando un prezzo altissimo nella lotta contro la pandemia. Esprimiamo il nostro dissenso – prosegue Mignogna – nei confronti di chi, con troppa leggerezza, parla di speculazione da parte di parrucchieri e barbieri. Gli operatori del settore invece stanno solo cercando di fare bene il loro lavoro, assicurando un servizio adeguato alle norme per contenere ed impedire la diffusione del contagio. Come associazione metteremo in campo ogni iniziativa per tutelare l’immagine della categoria e difendere l’operato dei nostri associati. Se si registrano lievi aumenti – aggiunge ancora il rappresentante di Casartigiani – è anche perché le istituzioni non hanno fornito alcun sostegno alle imprese. Ci spiace constatare che la Camera di Commercio di Taranto, a cui avevamo sollecitato un contributo per l’acquisto di Dpi, non ha supportato il tessuto imprenditoriale locale lasciando completamente soli i nostri imprenditori».
«Continueremo a lottare per la sopravvivenza – conclude Ivano Mignogna – ma riteniamo ingiusto essere trattati in questa maniera. La nostra priorità adesso è riportare la clientela nei nostri locali offrendo il massimo della sicurezza. I cittadini devono comprendere una volta per tutte che scegliere di non affidarsi a un abusivo significa tutelare la propria salute e sostenere l’economia locale».
 

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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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