Taranto ha scritto la storia della ripartenza post Covid

Condividi

Nel primo giorno che per Decreto consentiva l’avvio degli spettacoli dal vivo e aperti al pubblico, la città di Taranto ha celebrato la ripartenza con la musica.

Un concerto in cui il grande mondo che ruota intorno agli eventi musicali si è rimesso in azione. La macchina organizzativa messa in piedi dal Comune di Taranto e dall’Orchestra della Magna Grecia ha funzionato.

I settanta elementi dell’ICO fiore all’occhiello del Sud Italia per la prima volta si sono esibiti su delle mono postazioni illuminate e dislocate in uno spazio di 30 metri per 40 garantendo un distanziamento di 1 m tra gli archi e 2 tra i fiati. Un totale di 10 reti di diffusione del segnale per più di 500mila contatti raggiunti tra il web e le televisioni coinvolte.

E se si è trattato di «un giorno speciale», come lo ha definito Renzo Rubino dopo aver provato l’emozione di salire nuovamente sul palco accompagnato dall’Orchestra della Magna Grecia, è stato Al Bano a ribadire il concetto che «non si può vivere senza musica».

Magica la location disegnata di giochi di luce sapientemente definiti da Carlo Pastore, light designer che con Pierluigi Provinciali si è occupato di rendere visivamente suggestiva la piazza che guarda al mare.

«Il concerto sulla Rotonda del Lungomare è stato un’emozione unica, indimenticabile – ha commentato l’assessore Fabiano Marti. Tornare a vivere insieme la musica, quella bella, quella che ti riempie il cuore, è stato semplicemente meraviglioso.
Vedere sulla Rotonda del Lungomare, illuminata come mai era successo prima, i 70 Maestri della nostra fantastica Orchestra della Magna Grecia diretta dal grande Piero Romano, sentire le voci stupende di Al Bano, Gianluca Terranova e Renzo Rubino, vedere tanti ragazzi tarantini riprendere a lavorare dopo tre mesi, è stato fantastico».

Quanto accaduto in occasione del concerto della ripartenza è stata la dimostrazione di come sia possibile realizzare anche i sogni più complessi. Sono state posizionate 600 sedie per garantire il distanziamento ai 200 ospiti individuati tra il personale sanitario e i volontari che si sono impegnati nelle dure settimane di lotta al covid-19. E il grazie è stato a tutti loro come più volte ribadito da Mauro Pulpito chiamato a presentare l’evento. «Grazie è una parola perfetta» – ha ribadito il sindaco Rinaldo Melucci per celebrare una serata che è stata «un importante segnale di ripartenza per la città. È una città in cui sapevamo già che la salute fosse più importante dell’economia visto che le ferite di chi non ci ha consentito di mettere al primo posto la salute le portiamo ancora addosso. L’auspicio è che questa sia una ripartenza sostenibile, verde, fatta di tante ricadute positive ma diverse e di una narrazione di questa città».

Tre performance di fine eleganza quelle di Al Bano, Renzo Rubino e Gianluca Terranova, accompagnate da un’Orchestra in grandissima forma, emblema di una storica rivincita culturale della città.  Quella cultura che torna a segnare l’agenda di sviluppo di Taranto e se «la cultura è una espressione della libertà – ha detto Sua eccellenza il Prefetto Demetrio Martino – ne abbiamo sentito la mancanza».

I riflettori si sono spenti in una piazza che ha rivestito un significato dal forte simbolismo. «Il palco è mancato a noi tutti – ha detto Piero Romano – l’emozione vibrante della musica è tornare a scandire la vita dei maestri dell’Orchestra e siamo già ripiegati a preparare nuovi progetti con la consapevolezza che da oggi tutto è cambiato e che nulla è impossibile. A breve presenteremo il Magna Grecia Festival 2020 che abbiamo riprogrammato sempre sulle linee guida delle prescrizioni Covid».

 

Condividi

Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

Lascia un commento