Covisian subentra a Teleperformance. Maniglia e Marchese: “Garantito il mantenimento di forza lavoro e condizioni”

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Proponiamo all’azienda di programmare la diversificazione delle attività entro gennaio 2022

Nell’incontro dello scorso 16 giugno, primo al quale ha preso parte anche la nostra organizzazione sindacale, abbiamo ricevuto rassicurazioni circa la volontà di Covisian di assorbire tutte le unità lavorative attualmente impegnate nel front office del servizio elettrico nazionale, con il mantenimento delle stesse condizioni di lavoro in termini di inquadramento, orari, mansioni, ma anche riconoscimento degli scatti di anzianità maturati e articolo 18. Ci aspettiamo che domani, nel confronto con l’azienda da poco subentrata a Teleperformance, tutto venga messo per iscritto. Nessuna preoccupazione dunque per quel che concerne il presente e i prossimi mesi. Ci interroghiamo invece su quello che accadrà di qui a un anno e mezzo, dal momento che il servizio elettrico nazionale ha un destino segnato. E’ prevista infatti, entro gennaio 2022, per effetto dell’ultima proroga, la chiusura dell’intero mercato tutelato ed il passaggio dei clienti nel mercato libero dell’energia. Di conseguenza anche il front office è destinato ad esaurirsi.
Il timore dell’Usb è che questi lavoratori possano rappresentare un esubero e difficilmente trovare una ricollocazione nel mondo del lavoro. La maggiore preoccupazione deriva dal fatto che Covisian utilizza i circa 200 lavoratori per un unico servizio. Questa la differenza con Teleperformance che, con l’esaurimento dell’attività in questione, potrebbe destinare i dipendenti ad altri servizi. Nostra intenzione quindi chiedere a Covisian di programmare nei prossimi tempi la diversificazione delle attività nella sede tarantina, unica strada percorribile, a nostro avviso, per mantenere il livello occupazionale. Proporremo a Covisian di procedere per step; dopo una prima fase di assestamento per lo start up l’idea, nei successivi 18 mesi, è di avviare una fase di confronto con azienda e istituzioni al fine di porre le condizioni per un nuovo inserimento della forza lavoro e quindi per prevenire una ulteriore emorragia occupazionale nel contesto jonico. All’azienda chiediamo un impegno, consapevoli del fatto che questo processo richiede tempo ed energie. Auspichiamo su questo una unità di intenti e la condivisione di un percorso con gli altri sindacati.

Giuseppe Maniglia coordinatore Tlc Usb Taranto

Francesco Marchese (in foto di copertina) Usb Taranto

 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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