APERTAMENTE. Ai ceramisti italiani serve molto altro!

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È bene precisare che, per i ceramisti italiani non vi saranno soldi a pioggia! Giusto a dirimere eventuali interpretazioni dal messaggio che potrebbe arrivare agli interessati dalla propaganda social dei grillini.
Il rifinanziamento della legge 9 luglio 1990, n. 188, nel limite di spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2021, è da destinarsi unicamente dietro elaborazione e realizzazione di PROGETTI finalizzati al sostegno e alla valorizzazione dell’attività ceramica artistica e tradizionale. Inoltre, l’ultima parola spetterà sempre al Consiglio Nazionale Ceramico che avrà il compito di valutare i predetti progetti.
Al momento non ci è dato sapere in merito ai criteri, alle finalità dei progetti e alle modalità di riparto delle risorse.
Ricordo che, lo strumento del rifinanziamento della legge a Tutela della ceramica artistica e tradizionale e della ceramica di qualità veniva già adottato negli anni precedenti: con il Decreto 16 Maggio 2003 venivano stanziati 1.033.000,00 euro per l’anno 2002 e 2.590.000,00 euro per ciascuno degli anni 2003 e 2004, inoltre, con la Legge Finanziaria 2007 veniva autorizzata la spesa di 1.000.000,00 di euro per gli anni 2007 e 2008.
Oltretutto, vi è sapere che, negli anni successivi si è dato luogo anche alla riassegnazione delle suddette risorse non utilizzate, un aspetto di non poco conto causato da una scarsa informazione tra gli addetti ai lavori del mondo ceramico e, di conseguenza, dalla mancata presentazione di progetti specifici volti ad ottenere il finanziamento.
Le misure adottate da questo Governo sono meri palliativi e per di più destinate a conclusione di procedure farraginose.
Il vero problema dell’intero settore ceramica si trova altrove, in Europa.
Basta parlare con i nostri artigiani locali per rendersi conto che, ogni anno, subiscono perdite di quote di mercato a causa di un aumento delle importazioni cinesi a basso prezzo.
E non sarà certamente sufficiente il regolamento (UE) 2019/1198 che proroga per altri cinque anni i dazi antidumping definitivi sulle importazioni di articoli per la tavola e stoviglie in ceramica e porcellana dalla Cina.
Peraltro, la ceramica non è solo quella da tavola.
Una quota importante della produzione è destinata anche alla ceramica da giardino e ai complementi di arredo come ceramica da collezione, ad oggi priva di qualsivoglia strumento di tutela.
Vi è più, come riportato da un’inchiesta della Commissione Europea, riportata nel citato Regolamento datato 2019, esisterebbero distorsioni significative in materia di concorrenza leale tra le nostre aziende e le imprese cinesi operanti nel settore della ceramica, in particolare, riferendosi a queste ultime:
• imprese di proprietà od operano sotto il controllo, la supervisione strategica o l’orientamento delle autorità del paese di esportazione;
• la presenza statale nelle imprese consente allo Stato di interferire nella determinazione dei prezzi o dei costi;
• l’esistenza di politiche o misure pubbliche che favoriscono in modo discriminatorio i fornitori nazionali o influenzano in altro modo le forze del libero mercato;
• l’assenza, un’applicazione discriminatoria o inadeguata del diritto fallimentare, societario o patrimoniale;
• la distorsione dei costi salariali;
• l’accesso ai finanziamenti è concesso da istituzioni che attuano obiettivi di politica pubblica o altrimenti non operano in maniera indipendente dallo Stato.
A seguito di questa disamina , mi permetto di concludere con una proposta: consiglio vivamente i nostri Parlamentari di farsi portavoce con i colleghi deputati al Parlamento Europeo perché possa arrivare all’attenzione della Commissione Europea la proposta di introdurre l’obbligatorietà dell’indicazione del marchio di origine sui prodotti in ceramica importati dai Paesi Terzi, passaggio essenziale per consentire al consumatore di fare acquisti consapevoli e alle nostre imprese di “limitare”, ove possibile, i pregiudizi derivanti da una prassi consolidata di concorrenza sleale.

Ciro Francesco Miale
Avvocato e Manager di impresa, settore Trasporti
 

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Redazione Oraquadra

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