APERTAMENTE. “Noi cittadini indignati” di Ester Lucchese

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Il disastro ambientale che l’ex-Ilva ha provocato nel corso degli anni non ha più necessità di perpetuarsi.

Taranto e la sua provincia non meritano ancora di essere travolte da ondate di aria malsana  carica di agenti inquinanti.

Le attuali coperture di cumuli ferrosi si sono rivelate inefficienti e non bastevoli a tutelare l’ambiente dalla diffusione delle polveri sottili nell’aria, così come il fatto  che l’impianto industriale continui ad alimentarsi a carbone.

La voce del sindaco di Taranto R. Melucci si è levata a difesa dei cittadini tarantini e dell’ambiente di un Comune già provato e non più disposto ad essere beffato.

Il vento dei giorni scorsi ha palesato il limite della copertura dei parchi minerari.

Noi cittadini indignati vorremmo fermare questo dato di fatto che ci vede spettatori impotenti e passivi di una situazione drammatica e non più tollerabile.

Non è più possibile assecondare il disastro ambientale. 

A cosa serve parlare di ambiente e di lavoro se le risorse che abbiamo sono brutalmente minacciate anche da una politica tuttora poco avveduta?

È estate e volendo parlare di turismo sappiamo bene che per affermarsi necessita, come merita una provincia ricca di storia e di cultura, di una giusta collocazione e soprattutto di aria pulita.

Se l’aria, l’energia vitale, che respiriamo è compromessa che senso avrebbe tutto il resto?

 

 

 

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