Turismo e promozione culturale. La FILCAMS CGIL denuncia il caso degli operatori di Sistema Museo

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Alta professionalità e stipendi da fame

Il Decreto Rilancio prova a dare le vitamine all’Italia post lock-down ma se la marcia non la si ingrana ricominciando dai lavoratori sarà difficile imprimere la vera svolta.

Daniele Simon, segretario della FILCAMS CGIL di Taranto, accende così un focus sui lavoratori del settore turismo e cultura.

Nel caso specifico si riferisce ai 16 operatori che nei comuni di Grottaglie, Martina Franca, Ostuni, Monopoli e Locorotondo per la società Sistema Museo si occupano degli info point turistici o della gestione di poli museali.

Personale qualificato che per effetto di una scellerata migrazione contrattuale (dal settore turismo al multiservizi) di media ha perso in busta paga quasi 230 euro – dice Simon – e continua a svolgere attività di grande pregio a fronte di livelli di riconoscimento professionali simili ad un usciere messo a controllare una porta.

In realtà si tratta di guide esperte e titolate che invece per effetto dell’accordo sul nuovo contratto da applicare firmato dalla società insieme a CISL e UIL, trasforma questi lavoratori in meri accompagnatori.

Insomma la Puglia, come il resto dell’Italia, nel rispetto delle prescrizioni sanitarie tenta di ripartire ma per la guida in lingua di un esperto in materia la paga oraria lorda è di poco più di 6 euro.

Alta professionalità scambiata a poco prezzo anche se i lavoratori alle amministrazioni comunali appaltanti non hanno mai fatto mancare nessun servizio.

Nel Comune di Grottaglie – dice Simone Mirto, socio lavoratore di Sistema Museo e operatore del Museo della Ceramica di Grottaglie – l’aumento delle presenze rilevate dall’info point turistico tra il 2018 e il 2019 è stata del 67,3%. Trend positivo e in crescita rilevato anche in tutti gli info point regionali gestiti dalla società per i quali sono stati sempre erogati servizi di alta qualità, riconosciuti dalle stesse Amministrazioni oltre che dalla Regione. Malgrado l’attribuzione di livello del tutto “anomala” voluta dal CCNL Multiservizi, in vigore dal 1 gennaio 2020, abbiamo continuato a offrire qualità, servizi, produzione culturale e progettazione didattica per non creare disservizi agli Enti locali in questo annus horribilis oltre che per senso di responsabilità nei confronti dei territori sui quali costruiamo futuro da anni.

Insomma malgrado il mansionario li collochi quasi all’ultimo gradino del settore, gli operatori non rinnegano la loro formazione e mettono a frutto anni di studio e sacrifici – dice Simon, che poi lancia un appello alle stazioni appaltanti.

I Comuni che hanno appaltato questo importante segmento della promozione culturale e turistica dei loro territori a Sistema Museo, hanno il diritto di avere informazioni certe sul grado di rispetto dei diritti dei lavoratori – spiega il segretario della FILCAMS– per questo i Comuni di Grottaglie, Martina Franca, ma anche Ostuni, Monopoli e Locorotondo, mettano in atto tutte le tutele necessarie affinché quel servizio venga reso nel pieno rispetto delle mansioni realmente svolte e delle professionalità coinvolte che nessuna svalutazione contrattuale potrà cancellare.


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Redazione Oraquadra

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