SOS SCUOLA, MA QUALE GOVERNO?

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Si prolungherà con ogni probabilità il periodo emergenziale a causa della pandemia.

La scuola aprirà i suoi battenti quindi in presenza dopo questa fase. Si vocifera dunque la proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre. E già si innescano le polemiche!

L’istituzione scolastica vive tensioni di ogni sorta a causa dei tanti problemi irrisolti. Ci riferiamo al precariato storico a cui non si dà la possibilità di stabilizzarsi.

Sono stati banditi tre Concorsi, di cui due Straordinari ed uno Ordinario.

I tempi del loro espletamento, data l’emergenza, tuttavia si prospettano lunghi. Settembre dunque sarà caratterizzato dalla “supplentite” per la reiterazione dei contratti a termine.

E intanto l’Europa ci osserva!

Sempre in questo mese ci sono le elezioni regionali.

La confusione regna sovrana!

I problemi della scuola non finiscono qui. Tanto per citarne un altro “c’è la bozza delle graduatorie provinciali degli insegnanti – riferisce un parlamentare– che stravolgerebbe le posizioni in graduatoria a causa delle nuove tabelle di valutazione. In sostanza tutto ciò scatenerebbe una marea di ricorsi”.

I precari, malgrado tutto, si mostrano uniti e compatti nel contestare queste criticità.

Il dubbio e la loro incertezza si acuisce maggiormente di fronte ad un Governo che col Ministero dell’ Istruzione non segue le indicazione né del CSPI ( Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) e né dei sindacati.

Sono dunque imposte direttive ed è soppressa la garanzia di libertà.

Siamo o non siamo in democrazia?

Ester Lucchese


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