Investire in cultura per valorizzare i territori e la Puglia

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La Puglia culturalmente, e non soltanto, vive una triste vacanza su eventi spendibili sul piano europeo. Non è nei circuiti internazionali. Responsabilità espressamente politiche.
Non possiamo più pensare di avviare progetti bloccati su percorsi storici definiti ma occorre ormai necessariamente un’intelaiatura ad incastro. Ovvero, occorre partire dalla Magna Grecia fino alla tarda età rinascimentale. Perché, in fondo, il Sud non ha raccontato una sola storia, ha vissuto diverse storie le cui deposizioni storiche sono proprio la testimonianza dei beni culturali. Non si può avviare, per esempio, un progetto riferito solo ai percorsi della Magna Grecia oppure soltanto ai Castelli Normanni o ai Palazzi Rinascimentali.
Se la storia, come sosteneva De Felice, non conosce parentesi, la si deve studiare e presentare nella sua globalità. Si studia il territorio (e quindi non solamente una comunità: anzi si avvia il lavoro conoscendo la memoria di una comunità) grazie ad una consapevolezza di affiliazioni storiche. I modelli etnici, da me studiati attentamente, sono un fenomeno dell’etnoarcheologia. Tutto il resto, insieme a ciò menzionato, è una risorsa mai  compresa e mai espressa sul piano economico. Il vuoto culturale è vuoto politico.
Pierfranco Bruni
Pierfranco Bruni
scrittore e saggista

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