Feste religiose e cultura popolare: oggi la Madonna del Carmine

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Un culto che affonda le sue radici nella nostra Storia e nel mondo agricolo pastorale con riti e superstizioni ancora conosciute.

Alla festa partecipava tutta la cittadinanza, ne era esentato solo chi era impegnato nell’allevamento del bestiame. Si sa, pecore e mucche hanno bisogno di mangiare, di essere accudite e munte 365 giorni all’anno e non c’è Madonna che tenga.
Tutti gli altri, la maggior parte dei lavoratori, artigiani e contadini, un tempo,  il giorno della Festa del Carmine non lavoravano, prima di tutto in segno di rispetto e devozione per la Vergine del Carmelo e poi perché un’antica credenza popolare considerava il 16 luglio un giorno sfortunato, nel corso del quale accadevano disgrazie sul posto di lavoro.

Nel mondo contadino non si trebbiava, le macchine ( i pochi trattori dell’epoca) si fermavano;  qualche blasfemo che osava sfidare la tradizione, spesso era vittima di guasti meccanici o altre disgrazie.
Non si facevano altre attività, neanche di compravendita il 16 Luglio.

Era tempo della mietitura e ci si sbrigava soprattutto nei giorni precedenti alla festa, per poter sfruttare quei venti periodici detti “Li Vienti   ti la Matonna ti lu Carmunu“.

Venti di tramontana fondamentali per l’economia locale, perchè il vento separava i chicchi dalla paglia.

Oggi è solito ricordare i giorni ventosi di metà luglio per il vento fresco e le nubi che coprono le calde giornate estive.

Le mamme, il giorno della Festa della Madonna del Carmine, vietavano ai figli di andare a mare a fare il bagno dicendo: “Oggi è la Madonna del Carmine, e non dovete andare a mare a farvi il bagno, perché succedono disgrazie! Attenti a voi se vi muovete da vicino casa” “ Eti sciurnata n’signalata”.

Auguri a tutti i Carmine e le Carmele.

 

Cosimo Lombardi

 

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