Hotspot diTaranto come il carcere di Guantanamo: un lager senza diritti umani

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TARANTO – Sono ammassati in più di duecento in una struttura dallo spazio ristretto prevista per legge al solo fine di consentire la prima identificazione degli immigrati. Sono più di duecento ristretti in camerate promiscue che non consentono alcun distanziamento sociale ed alcuna forma di prevenzione ed igiene per contrastare il rischio contagio Covid 19, tra loro anche otto migranti positivi al tampone che rendono il rischio epidemiologico altamente probabile e non solo teoricamente paventato.

Sono oltre duecento esseri umani detenuti in modo illegale in violazione del diritto italiano e della Convenzione per i diritti umani, basti dire che sono stati già identificati al momento dello sbarco a Lampedusa e mandati nell’hotspot di Taranto ai soli fini della quarantena, che in queste condizioni abominevoli, da forma di prevenzione è diventata una efficace forma di diffusione del virus, sia tra i migranti stessi che nei confronti della popolazione tarantina, se solo si pensi che nei giorni scorsi ben venti di questi migranti sono riusciti ad evadere agevolmente superando la bassa recinzione che delimita la struttura.
A rendere noto tutto questo è l’On Ylenia Lucaselli di Fratelli d’Italia che si è recata in visita presso l’Hotspot di Taranto ed in violazione della legge che consente ai parlamentari di avere accesso ispettivo nelle strutture carcerarie e di accoglienza, le è stato negato l’accesso con provvedimento del Prefetto di Taranto.
Siamo in presenza di una vera e propria Guantanamo, ossia una struttura del tutto illegale, gestita in modo criminale dal Governo che nega ogni forma di trasparenza, informazione ed accesso, sia alla stampa che ai rappresentanti del potere legislativo che pure per legge avrebbero diritto di entrarci.
Tutto questo si sta consumando sotto i nostri occhi, non in una arretrata nazione del Sud America retta da un Governo Militare, ma in una Taranto che assiste inerme al suo nuovo ruolo di città-lazzaretto per migranti infetti.
Saltato qualsiasi assetto costituzionale se solo si pensi che di fatto Taranto è una città commissariata sotto il diretto potere decisionale del Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid Arcuri, che con il pretesto dell’emergenza sanitaria, di fatto è diventato l’unico detentore del potere decisionale in merito alla gestione dell’hotspot, in merito alla costruzione del nuovo ospedale, in merito alla gestione del Contratto Istituzionale di Sviluppo ed ora anche in merito allo stabilimento siderurgico ex Ilva.
Nel silenzio generale di una opinione pubblica ammaestra, indifferente o sconfortata, di fatto l’Italia sta sprofondando in una gestione del potere di tipo autoritario che con il pretesto della emergenza sanitaria sta ponendo in essere gravi violazioni del diritto nazionale e del diritto umanitario internazionale.
La cosa orribile è che tutto questo avviene a Taranto, non a Guantanamo.
Ettore Mirelli
 

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Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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