Una bella giornata di turismo a Grottaglie

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Tutto è iniziato per caso.
Alcuni amici baresi volendo fuggire dal caos della costa adriatica hanno pensato bene di venire a mare sullo Jonio e sono venuti a prendermi da Grottaglie. Il problema è che non avevano fatto i conti con la mia indolenza del sud, con la mia voglia di non fare neanche quei rimanenti venti chilometri di strada verso una costa comunque congestionata dal traffico domenicale e così è partita la mia proposta di rimanere a Grottaglie.
“A fare cosa?” Mi hanno chiesto. “Eh a fare cosa? Ora vi faccio vedere.”
Per prima cosa siamo andati a fare una bella passeggiata nella gravina di Riggio cullati da una brezza fresca che accarezzava il pendio morbido delle colline, tra masserie e prati dove lenti e indolenti sfilavano i greggi al pascolo.
La gravina è mozzafiato con il suo manto d’un verde acceso nella viva luce d’estate, in un caldo solo in apparenza ostile che viene subito neutralizzato dall’ombra imponente delle pareti rocciose e delle grotte, tra stretti passaggi di roccia, cunicoli e pareti tufacee costellate da conchiglie fossili.
Dopo aver suscitato l’interesse dei miei amici con la bellezza delle nostre gravine è stato gioco facile convincerli a rimanere a Grottaglie.
Ci siamo ristorati presso il Parco della Civiltà con la sua ampia area attrezzata per il gioco, lo sport ed il pic nic e poi abbiamo imboccato la strada per il centro storico passando da piazza Regina Margherita dove i miei amici sono stati colpiti dalla imponenza della chiesa matrice e dalla bellezza della sua cupola in ceramica.
Imboccata via San Francesco de Geronimo mi è giunta in aiuto Lucia Carlucci che malgrado l’ora del primo pomeriggio domenicale aveva già aperto il suo negozio di abiti e prodotti tessili per fornire ai turisti una oasi di colore con la sua variegata produzione in stile africano.
Lucia ci ha fatto strada negli angoli più belli del centro storico dove pian piano sono sorti B&B e Resort, ma soprattutto dove i residenti si sono rimboccati le maniche e dopo aver ristrutturato le facciate delle loro abitazioni, le hanno decorate con un tripudio di fiori, piante ornamentali, bouganville e bellissimi prodotti in ceramica tipici della nostra città.
Siamo quindi arrivati nella perla di Grottaglie: il suo quartiere delle ceramiche, di cui i miei amici avevano sentito parlare, ma che non avevano ancora visitato e sono rimasti a bocca aperta per la suggestività degli ambienti e l’eleganza creativa delle varie botteghe, come la “Terra Incantata” della famiglia Spagnulo, le varie botteghe della famiglia Fasano, per citarne solo alcune, per poi finire nella bottega dei fratelli Stella e Pietro Caretta che ci hanno letteralmente conquistati con la loro simpatia.
Alla fine, i miei amici se ne sono usciti con le mani piene di prodotti in ceramica, acquistati perchè sono oggettivamente belli, ma soprattutto perchè recano in ogni loro forma l’orgoglio identitario della nostra terra, di una Puglia che rivendica il suo stile e lo propone con successo al mondo intero. Un Puglia style unico nel suo genere.
Le ore sono volate e mentre i tetti delle botteghe si tingevano di rosso nella porpora del tramonto, abbiamo fatto tintinnare i calici di Spritz seduti al bar delle ceramiche.
Questa è la semplice e breve storia di una domenica diversa, una domenica grottagliese, in cui basta sintonizzare gli orologi su un tempo più lento per vedere emergere i colori e la bellezza di un sud che abbiamo a portata di mano e che troppo spesso per distrazione non riusciamo a vedere.
Una oasi di bellezza che si raggiunge con il cuore, anche se forse, qualche indicazione stradale in più non guasterebbe.
Ci rivediamo a Grottaglie domenica prossima e per favore, anche la prossima volta, passate a prendermi da casa, perchè il turismo più bello io ho la fortuna di farlo a Km 0.
 

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Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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