A Grottaglie con sorpresa – l’opera invisibile di Romeo Leone al XXVII Concorso di Ceramica Contemporanea

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GROTTAGLIE (Ta) – Dopo l’intervista a Romeo Leone ci dirigiamo verso il Castello Episcopio, e giunti sul posto scopriamo con grande sorpresa che senza nessuna comunicazione scritta all’artista o altro, il basamento dell’opera del maestro Leone è stato rimosso per volontà dell’Assessore alla Cultura, così ci viene detto, dallo spazio assegnato.
Specifichiamo che il basamento è stato messo a disposizione dell’organizzazione concorsuale. Mentre documentiamo poniamo alcune domande a Leone per capire meglio, mentre intervengono alcuni giovani di Sistema Museo. C’è chi dice di «non spaventare i turisti che visitano il Castello» ma noi non spaventiamo nessuno, stiamo parlando civilmente in un angolo dell’atrio. C’è chi tra i ragazzi fa alcune riprese con il suo cellulare; c’è chi dice che «questo luogo non è un cinema ma un museo», ci invita a lasciarli lavorare ed andare a fare lo stesso, spronandoci con enfasi ad andare in un certo posto (cioè a f…). Ma il nostro lavoro è proprio questo: documentare per informare.  Mentre noi continuiamo a documentare per il reportage che avevamo intenzione di realizzare, e che sta diventando testimonianza di un’altra cosa, interviene l’Assessore alla Cultura che dopo averci chiesto quale sia la natura del nostro lavoro (e noi rispondiamo: «giornalismo»), ci chiede di poter rilasciare una dichiarazione, e noi senza dubbio acconsentiamo, nel rispetto della libertà di espressione e di informazione.

Raccogliamo la dichiarazione dell’Assessore, mentre l’artista Leone continua a chiedere la restituzione del telo posto sul basamento, telo parte integrante della sua opera, cioè telo su cui doveva posare i frammenti ceramici della sua installazione, che però non viene restituito, ma riposto all’interno della stanza del front-office all’ingresso del Castello, vicino al bagnetto di servizio, come alcuni testimoni presenti osservano e riferiscono. Sopraggiungono alcuni ospiti di Leone provenienti dal Veneto, qui in vacanza, i quali stupiti dichiarano che l’installazione era visibile qualche minuto prima del loro arrivo. Raccogliamo la testimonianza di uno di loro, Kico Mion artista figurativo, diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Venezia AFAM.

A questo punto, visto che della restituzione del telo di proprietà di Leone non se ne parla, e dopo essere stati anche intimati a non pubblicare il video in quanto lesivo della privacy di chi ci sta rivolgendo questo invito mentre ci parla, e dei pochi astanti che evitiamo accuratamente il più possibile di inquadrare nella ripresa, ci allontaniamo proseguendo il nostro lavoro di documentazione delle altre postazioni della XXVII edizione del Concorso MediTERRAneo di Ceramica Contemporanea e delle sue manifestazioni collaterali.

 

Testo della conversazione tra Kico Mion, Romeo Leone e Pino Lacava, trascritto dal video in riproduzione nel presente articolo

K = Kico Mion, R = Romeo Leone, P = Pino Lacava

K – Adesso non mi ricordo, chi era, era il 68, c’era anche Mertz, Mario Merz (…NON SI CAPISCE…), memoria di quel gruppo là, fatto sta che  contestavano come si contestava (…NON SI CAPISCE…) di cui si è persa quasi la memoria,

R – Infatti io non a caso sono del ’68, quindi ho memoria di queste cose

K – Sì sì, solamente che il gusto di vedere qualcosa di diverso ci vorrebbe,

R – Ah, quindi anche questo fatto del dubbio, però è un segno

K –  Sì, è chiaro, è stimolante, perché diciamo che ho già visto diverse manifestazioni negli anni passati, e purtroppo c’è sempre una prevaricazione dell’artigianalità sulla ricerca dell’arte,

R – come succede a Grottaglie,

K – ecco, esatto, in questo in particolare. Quindi queste forme d’arte stimolano di più, che non è una provocazione, è una constatazione di cos’è l’arte, perché tra far l’artigianalità e la ricerca artistica, effettivamente c’è un abisso. Spesso si cade nella trappola del “che bello”. Col “che bello” non si va da nessuna parte, perché ci vuole una lettura complessa di un’opera d’arte, e spesso ci si… Perché siam abituati ad avere un atteggiamento vetrinistico, no? La Rinascente ci seduce con le sue vetrine, ecco, e lì…

R –  (riprendi il panno, riprendi il panno)

K –  …e lì è proprio una storia …  Essere vetrinisti ed essere artisti, si cammina sul filo del rasoio, si cammina sul filo del rasoio.

 

R –  Ma qui non solo si è confusa l’arte con l’artigianato, ma si è confusa la politica con l’arte.

K – Eh, li non entro in tema è una questione….

R – Son due piani paralleli… No no no….

P – L’assessore ha detto non è la biennale…

R –  Non è la biennale? La facciamo diventare….

P –  Voi consegnate, consegnate questo… è una proprietà privata, consegnate….

K – È una proprietà privata la struttura?

P  È sua, è sua…

R – Il panno…

K – Ah….

 

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Sabrina Del Piano

Archeologa preistorica, dottore di ricerca in geomorfologia e dinamica ambientale, esperta in analisi dei paesaggi. Operatore culturale, ideatrice di eventi culturali, editoriali ed artistici. Expert in prehistoric archaeology, geomorphology and landscapes analysis. Cultural operator and art events organizer

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