Metti un pomeriggio a Grottaglie con il maestro Romeo Leone

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Libera chiacchierata con il maestro Romeo Leone, già docente all’Accademia delle Belle Arti di Brera, artista in concorso alla XXVII edizione del Concorso di Ceramica MediTERRAneo, noto in questi giorni per essere intervenuto a sorpresa durante la première lo scorso 31 luglio 2020. «La politica dovrebbe essere a servizio dell’Arte e non il contrario, in quanto l’arte assolve a un bisogno sociale, umano, globale dello spirito»

 

GROTTAGLIE (Ta) – Incontriamo il maestro Leone sulla terrazza di un noto locale a due passi dal Castello Episcopio, desidera rilasciarci una dichiarazione e  mostrarci la sua opera sistemata nell’atrio del Castello, e nel frattempo gli chiediamo di raccontarci brevemente “chi è Romeo Leone”.

Romeo Leone a Grottaglie (foto S. Del Piano)

Nato a Ceglie Messapica nel 1949, una vita tra Licei Artistici, Accademie e associazionismo artistico e culturale, attivo nel territorio nazionale e non con interventi e premi prestigiosi. Ci cita due esempi a caso: secondo classificato per una proposta di scultura all’Inail di Roma, e vincitore per la realizzazione di una grafica con tema i monumenti del Brindisino, con la tecnica dell’incisione ma rinnovata in chiave contemporanea.

Qual’è stato il suo cursus lavorativo?

«Ho insegnato al Liceo Artistico di Taranto, il Lisippo, per 18 anni. Poi ho vinto il concorso nazionale nelle AABB (Accademie di Belle Arti)  ed ho insegnato nelle Accademie di Palermo e Macerata. Poi mi sono spostato all’Accademia di Belle Arti di Brera dove ho insegnato per altri 20 anni, fino al congedo pensionistico. Mi sono dedicato all’arte ceramica, all’acciaio, alla pittura… non c’è campo che non abbia esplorato. Ho partecipato a eventi espositivi a Milano, Los Angeles, Germania ecc. A un certo punto ho abbandonato le attività lontano dalla mia terra per dedicarmi al localismo. È per questo che sono ancora del campo della ceramica. Grottaglie dovrebbe essere il fiore all’occhiello nel campo della ceramica, ma non è ancora così. C’è ancora un po’ di confusione, d’incompetenza, di arroganza. Non si è ancora capito che il piano politico deve essere separato da quello dell’arte, e l’arte dall’artigianato.»

Ci chiede di poter esprimere in alcuni punti le sue riflessioni riguardo alle vicende scaturite e venute in luce durante la première del 1° agosto scorso.

«La Giuria non voleva venire qui a Grottaglie, secondo il Sindaco. Ma è stata una scelta della Giuria, non è esattamente così secondo me. Non possono rifiutarsi tutti, sanno benissimo che la loro presenza è fondamentale per valutare con completezza un’opera tridimensionale, il colore, la forma… criteri di analisi che una foto non può soddisfare pienamente. Hanno operato 2 passaggi, due gradi di analisi: la selezione dei finalisti e l’assegnazione dei premi, entrambe da foto. Tanto valeva unificarle e fare un unico grado di valutazione. Questa cosa tecnicamente è piuttosto ambigua.

Installazione Romeo Leone in fase di allestimento

Come artista partecipante, ho deciso di dedicare il drappo nero come segno di lutto per una manifestazione ambigua, e in memoria delle vittime del Covid. A mio parere questo premio non si doveva fare quest’anno. Si poteva cogliere questa occasione per avere un occhio di riguardo verso gli artisti locali che vengono spesso scartati e trascurati dalle giurie internazionali.

Un’idea interessante poteva essere quella di cogliere l’occasione delle limitazioni Covid e trasformare questo concorso in una Biennale. Ogni biennale ha un valore aggiunto rispetto le mostre annuali. Intanto perché ci si allinea alle tendenze internazionali, poi perché le amministrazioni sono meno stressate dal punto di vista economico, per l’organizzazione ecc. Nella modalità di biennale, cioè risparmiando durante l’anno di “fermo” la dotazione economica, si riesce a fare un premio doppio che potrebbe diventare importantissimo, cioè con la cifra doppia rispetto alla cifra offerta annualmente, mentre tutte le spese vive e l’impegno organizzativo sarebbero dimezzati, proprio perché fatti ogni 24 mesi, e non ogni 12.

In ogni evento artistico l’allestimento, la curatela e il catalogo sono dei cardini. Sono importantissimi, il curatore è l’anima del progetto: garantisce la cura degli spazi, delle esposizioni congrue con le opere, i contatti con l’esterno cioè la comunicazione (che in questo caso è stata molto discutibile). Uscirà un catalogo in cui sulla copertina c’è una ciarla, che a livello visivo e concettuale comunica un messaggio non pertinente con il focus del concorso. Penso che il catalogo uscirà quando loro riterranno di farlo, come sempre. Diventerà un fiore all’occhiello dell’amministrazione, ma il problema è come si fa un catalogo. Un altro problema è anche la presenza di un Sindaco a presiedere una Giuria di concorso artistico. I piani dell’arte e delle politica dovrebbero rimanere separati, perché altrimenti l’arte diventa strumento della politica, e questo non dovrebbe accadere mai. Al limite è il contrario, perché la politica dovrebbe essere a servizio dell’Arte, in quanto l’arte assolve a un bisogno sociale, umano, globale dello spirito.

Quando c’è del merito bisogna riconoscerlo, questo premio ha cominciato ad assumere delle valenze; ancora siamo lontani da certi livelli, ma con un o’ di buona volontà si può fare di meglio. Le valenze? Giurie non territoriali, a discapito dell’artigianato locale ha escluso vecchi pretendenti, ma è un danno se non attivano un canale che favorisca l’artigianato, che è un valore e come tale va considerato, non cancellato. L’artigianato è l’origine di questo Concorso, poi trasformato nel tempo dopo un buco di 23 anni, ma cancellare le origini del concorso e di Grottaglie è solo un peccato, una grande occasione mancata di valorizzare doppiamente il territorio. Mescolare arte e artigianato poi, danneggia entrambe le cose e l’evento non decolla mai veramente.»

 

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Sabrina Del Piano

Archeologa preistorica, dottore di ricerca in geomorfologia e dinamica ambientale, esperta in analisi dei paesaggi. Operatore culturale, ideatrice di eventi culturali, editoriali ed artistici. Expert in prehistoric archaeology, geomorphology and landscapes analysis. Cultural operator and art events organizer

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