Perrini: “La Regione Puglia abbandona i minori, le famiglie e gli educatori”

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“La Regione Puglia dopo un incontro con con le associazioni di categoria e terzo settore a tutela dei minori, ha deciso, in modo unilaterale, che i buoni servizi dell’anno 2020/2021 per i centri educativi per minori (nido, primavera, centri diurni e centri polivalenti) invece di partire come sempre il 1 settembre partiranno il 1 ottobre, diversamente da quanto previsto esplicitamente nel relativo Avviso pubblico.

Questa decisione comporta che gli operatori saranno fermi dal lavoro anche il mese di settembre, e se in cassa integrazione a carico della Regione a mezzo salario. E ancora, che i minori da 3 mesi a 36 mesi non potranno tornare nelle strutture e quindi i genitori avranno difficoltà per la loro ripresa lavorativa, e che gli adolescenti, da 5 anni in su, si troveranno costretti a tornare prima nei banchi di scuola e successivamente nei centri nati per il loro benessere fisico e mentale.

Eppure il 31 luglio era stato reso noto il ‘Documento di indirizzo e orientamento per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia’ approvato in Conferenza Unificata, che definisce gli indirizzi per la ripartenza delle attività dei minori a valere dal prossimo settembre. Questo dimostra che in Regione il braccio destro non sa quello che fa il sinistro, creando confusione ed allarmismo.  Siamo alla solita inadeguatezza di una classe politica che non dà linee guida chiare, e funzionari che navigano nel mare più aperto cercando di interpretare i vuoti del governo regionale di Emilano.

Cos? la partenza ad ottobre delle attività per la prima infanzia e dell’adolescenza cofinanziate con il sistema dei buoni servizio, arreca una gravissima ripercussione economica ed organizzativa alle unità di offerta. La soluzione del contributo, infatti, non consente la copertura dei costi di lavoro del personale e delle strutture per il mese di settembre, con significativo danno a carico delle imprese e dei lavoratori stessi. O ricadendo sulle famiglie, che dovranno sostenere a proprio carico la retta del mese di settembre, ove le strutture decidessero di riaprire, oppure dovranno rinunciare alla frequenza del centro da parte del proprio figlio minore.

Le strutture sono già state vittime nel recente passato di provvedimenti e decisioni che le hanno profondamente danneggiate: invito quindi il governo regionale ad accogliere il grido di allarme delle cooperative e associazioni, e a fare il proprio dovere e tutelare i minori, le famiglie, le donne, le strutture e il personale educativo, evitando in questo delicato momento storico altre criticità che sarebbero deleterie e disastrose per i nostri concittadini pugliesi, che già in 15 anni di contini disastri hanno visto sottrarsi sanità, scuola, cultura, e diritti alla famiglia e al lavoro”.

 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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