Le tecnologie spaziali contro il COVID 19, dalla Puglia il Progetto di telemedicina, Telemachus

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ESA. Premiato dall’Agenzia Spaziale Europea, il progetto prevede la realizzazione di un braccialetto smart e un’app per curare i pazienti a distanza e monitorare la diffusione del virus. Coinvolti l’ASL Bari, il Policlinico Riuniti di Foggia e la Clinica Spallanzani di Roma.Nei prossimi mesi la sperimentazione. Il Poliba coordinatore scientifico del consorzio 

BARI, 7 agosto 2020 – Anche la ricerca spaziale contribuirà all’opera di contrasto della diffusione del Covid 19.

L’ESA (Agenzia Spaziale Europea), nei primi mesi del 2020, ha favorito infatti, la diffusione di un apposito bando per promuovere l’utilizzo delle tecnologie spaziali per contrastare il Covid 19, secondo due linee di intervento: sanità ed education.

Al bando hanno partecipato circa 150 gruppi consorziati di tutta Europa. Tra i vincitori è risultato il progetto di telemedicina, “Telemachus” (Telemedicine Monitoring and Collaborative Hub-and-Spoke System). Il progetto è stato proposto da un consorzio italiano composto da sei aziende innovative e dal Politecnico di Bari. Cinque di queste sono pugliesi, una è molisana: “Aulab” di Bari (programmazione); “Nextome” di Conversano (tracciamento indoor); “Sensor ID” di Campobasso (sensoristica); “BionIT Labs” di Lecce (dispositivi medicali, tecnologie informatiche); “Sanilab Plus” di Bari (telemedicina/teleconsulto). Alla guida del consorzio, sul piano amministrativo-gestionale, figura “g-nous”, società barese di consulenza strategica, attiva nel settore della space economy.

Spetterà invece, al Politecnico di Bari, coordinare il progetto sul piano scientifico. In particolare le attività di: preparazione e dimensionamento statistico del progetto pilota; supporto alle attività di user validation delle tecnologie software; supporto alla definizione degli algoritmi di decision making; supporto all’esecuzione e validazione del progetto pilota.

Sede centrale ASI, Agenzia Spaziale Italiana (foto web)

Il progetto Telemachus, co-finanziato dall’ESA, in collaborazione con l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e il Ministero dell’Innovazione e della Digitalizzazione, del valore di circa 700 mila euro, si propone di sviluppare un braccialetto smart e un’app per curare i pazienti a distanza nonché di monitorare la diffusione del COVID 19 fra medici e operatori sanitari.

Telemachus sfrutterà la tecnologia spaziale GNSS (quella del GPS e Galileo) per monitorare in maniera anonima la posizione dei pazienti, che potranno essere così localizzati per permettere alle autorità sanitarie di intervenire qualora i parametri vitali diventassero critici. Inoltre, la stessa tecnologia permetterà di incrociare i dati ambientali per studiare eventuali correlazioni con la diffusione del virus. Il sistema consentirà il tracciamento dei contatti all’interno di strutture ospedaliere, per aiutare a proteggere i medici negli ospedali e isolare i casi di infezione all’interno di luoghi chiusi.

Per la sperimentazione sono stati coinvolti: ASL Bari, Policlinico Riuniti di Foggia, Istituto “Spallanzani” di Roma.

Il progetto verrà sperimentato all’interno di due contesti differenti: il primo corrispondente all’area di competenza della ASL Bari, su un campione selezionato da esperti epidemiologi; il secondo all’interno del reparto di pneumologia del Policlinico Riuniti di Foggia, diretto dalla Prof.ssa Maria Pia Foschino Barbaro. I dati raccolti verranno analizzati poi dallo Spallanzani che potrà svolgere un’analisi epidemiologica sul comportamento e la diffusione del virus.

Il progetto “Telemachus” ha già avviato la fase esecutiva per la realizzazione del braccialetto smart e relativa app. Tale fase avrà una durata di studio di 4-5 mesi. Seguirà per i 6 mesi successivi la fase sperimentale nel campo medicale.

Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” (foto web)

Le dichiarazioni:

Francesco Cupertino, rettore Poliba: «Il progetto Telemachus rappresenta per il Politecnico di Bari una nuova, importante opportunità di dimostrare come l’accesso allo spazio e alle sue tecnologie possa portare a una serie di vantaggi concreti nei contesti più disparati della società. Come Politecnico del Sud Italia abbiamo infatti avviato di recente l’ESAlab@poliba, un laboratorio nato in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea e siamo molto impegnati nello sviluppo di importanti collaborazioni scientifiche con i principali attori del settore, perché la space economy sia percepita come una realtà alla portata di tutti, utile per risolvere i problemi della nostra quotidianità, anche in un periodo complesso come l’emergenza sanitaria. Lo spazio e le sue innumerevoli possibilità di business devono diventare motore di sviluppo per il nostro territorio, con un’attenzione particolare alle start-up e alle piccole e medie imprese.»

Antonio Messeni Petruzzelli e Umberto Panniello, coordinatori del progetto per il Politecnico di Bari: «Questa iniziativa dimostra ancora una volta la centralità che soluzioni e tecnologie sviluppate in ambito space possono avere per affrontare e risolvere problematiche e bisogni ‘terrestri’, in linea con le caratteristiche e dinamiche della nuova space economy.»

Antonio Sanguedolce, direttore generale della ASL Bari: «Siamo molto orgogliosi di partecipare al progetto che sfrutta la tecnologia per monitorare sempre di più l’andamento della pandemia. Ci stiamo attivando per organizzare quanto di nostra competenza e fare al meglio la nostra parte, di competenza territoriale.»

Vitangelo Dattoli, direttore generale del Policlinico Riuniti di Foggia: «Il Policlinico Riuniti di Foggia,  con il reparto di Pneumologia diretto dalla professoressa Maria Pia Foschino Barbaro è orgoglioso di far parte di questo progetto altamente innovativo improntato alla collaborazione organica: con ‘Telemachus’ potremo contare sull’alta tecnologia spaziale guardando al futuro, e se mai dovremo affrontare la tanto temuta seconda ondata di pandemia avremo già le spalle più larghe nell’affrontare l’emergenza.»

Enrico Girardi, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Epidemiologia Clinica Spallanzani: «Siamo contenti di supportare il progetto Telemachus e testarlo come strumento di monitoraggio a distanza fondamentale nella gestione del COVID. Come responsabile di epidemiologia clinica dello Spallanzani, coordinerò le analisi epidemiologiche a partire dai dati raccolti dal sistema.»

Gianpiero D’Offizi, direttore della UOC Malattie Infettive  Epatologia allo Spallanzani: «Crediamo sia importante puntare su modelli innovativi come la telemedicina. Essa si rivelerà fondamentale non soltanto per affrontare questa pandemia ma anche per la cura di altre patologie. Questa deve essere l’occasione per sviluppare nuovi modelli di gestione del paziente che ci permetteranno di farci trovare pronti in futuri scenari epidemici. L’operazione con Telemachus va esattamente in questa direzione.»

Ruggiero Giannini, responsabile “g-nous”, coordinatrice progetto: «Connettere innovazione, persone e risorse è ciò che serve per creare sviluppo sostenibile e valore condiviso. Grazie alla crescita della space economy, lo spazio non è più qualcosa di lontano e inarrivabile, ma un’opportunità per sviluppare nuovi modelli di business e tecnologie al servizio della comunità. Guardiamo al futuro e alla creazione di sinergie fra industria, ricerca e istituzioni, in ogni settore, per connettere spazio, terra e mare.»

 

 

Il Comitato Scientifico (in ordine alfabetico) del progetto Telemachus

Prof. Gioacchino Angarano, Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive del Policlinico di Bari (Università degli Studi di Bari)

Prof. Francesco Cupertino, Rettore del Politecnico di Bari

Dr. Giampiero D’Offizi, Responsabile dell’Unità di Malattie Infettive – Epatologia dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “L. Spallanzani”

Prof.ssa Maria Pia Foschino Barbaro, Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche del Policlinico Riuniti di Foggia (Università degli Studi di Foggia)

Dr. Enrico Girardi, Responsabile dell’Unità di Epidiemologia Clinica dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “L. Spallanzani”


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Redazione Oraquadra

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